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Che titolo impegnativo ho scelto...la stanza delle meraviglie! E adesso che mi invento??

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odi et amo
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Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. (Blaise Pascal) Ombretta sdegnosa del Missipipì non far la ritrosa ma baciami qui! (da Piccolo Mondo Antico di Fogazzaro)
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lunedì, 21 aprile 2008,ore 00:36

Questo è il racconto che una trentina di cervelli in connessione (ma a giudicare dal risultato forse la connessione era a tratti molto debole!) hanno creato. Ho scritto io le ultime cinque righe per trovare finalmente una conclusione, non se ne usciva più!!

 

Ci sono i pezzetti aggiunti da  Angelamon, Andrina, Azzurra23, Baloth, BaroneRosso, Dotting, Elentari77, Elfoagile, Evenevil, GiardinidiMaya, Goodnightmoon, Ilcuginojohn, Iohannes, Ladysackville, Luna70, Maestrobuitre, Maxweb, Necrodaimon, Stufa, Themoonisdown, Trans, Woodstock74 e diversi anonimi!

(Mi scuso con chi non ho inserito, ma se l'ho fatto è perchè, essendo già abbastanza delirante il testo, non sapevo proprio come infilare le frasette in questione.)

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Quando Giovanni entrò nella stanza si accorse che tutti lo stavano guardando con aria interrogativa chiedendosi dove fosse finito. Si erano riuniti tutti, nonostante il buio che vi regnava. Non c'era niente di anormale, era tutto a posto.

"Potrebbe essere..."

Ma fu un pensiero fugace. Intorno, ora, il silenzio.

"Ehm, ero andato al bagno.. cazzo c'avete da guarda'?! Sia chiaro: non ho spicci.." disse con un sorriso forzato cercando di capire il perchè di quegli occhi puntati addosso.

La verità era che il suo sguardo non era più quello di un tempo.

No, era cambiato e tutti se ne erano accorti. Neanche la sua vita era quella di un tempo, ma questo ancora lo teneva per sè. Come dirlo agli altri? Eppure sospettavano, era chiaro.

Poi si vide riflesso nello specchio e capì: era in mutande! In mutande in mezzo al salone e... non aveva la minima idea del perchè.

La cosa che gli faceva più male era l'aria inquisitoria con cui lo guardavano. Quegli occhi, verdi, marroni, neri o blu avevano una cosa in comune, la peggiore, quella che lui proprio non poteva sopportare.

Quegli occhi lo stavano giudicando.

Guardò meglio la sua immagine riflessa nello specchio, si sentì sconvolto senza un'apparente ragione. Fu allora che vide una pozza di sangue dolciastro vicino alla finestra... uno sciame di mosche vi ronzava sopra...

"Ho le allucinazioni?" si chiese sudato, mentre risate indistinte gli infestavano le orecchie.

Una di quelle, in particolare, si levò dal coro scomposto, distinguendosi. Allorché Giovanni prese a correre. Correva, scappava, senza capirne il perchè. La testa pareva gli scoppiasse dalla confusione. Mentre correva il vento gli scompigliva i capelli, la vista ed i pensieri. Tutto era nebbia davanti a sè...

"Suo figlio ha una leggera forma di schizofrenia" aveva detto il medico a suo padre, “curabile solo con estremo riposo . Una vacanza in qualche posto esotico potrebbe rimediare alla patologia di Giovanni " aveva concluso.

"Un posto esotico, dove mandarlo?"

Già, dove poter far si che in quella mente ritornasse la luce...

Giovanni aveva ascoltato quella conversazione per sbaglio, alzando la cornetta del telefono.

Era dunque pazzo?

No, non era pazzo. Soffriva di amnesie, dovute a uno shock subito quando era ancora un bambino.

Si, era impossibile. Aveva sbagliato il dottore. Era solo colpa di quel lontano, maledetto giorno.

Lo ricordava perfettamente, era una felicità fa, una vita fa, un anno fa. Un riverbero maledetto che cercava di cancellare ma che riaffiorava violento immantinente annebbiando il presente.

Il tempo sembrava trascorso senza riuscire a mettere una distanza tra oggi e allora, come avesse lancette paralizzate dall'algido sbuffo di un mostro glaciale.

Bah!tutti quei baroni del tempio sacro a Ippocrate, che pontificano sullo stato mentale altrui,credono di capire tutte le sfumature di genere che esistono nel gran calderone che è la diversità...

 

Uno dei presenti, a quel punto, si alzò e disse "Sono Maurizio. E voglio raccontarvi la mia storia". Giovanni lo guardò, rendendosi conto di non essersi mai alzato da quella sedia...

Si guardò intorno. Perso, quasi impaurito. Ci mise un po' a capire dove si trovasse e cosa fosse successo...era caduto in un sonno profondissimo, perdendosi completamente l'ultimo intervento.

"Giovanni..."sentì la voce del terapista di gruppo "che fai, dormi?Ascoltiamo l'esperienza di Maurizio".

Era successo di nuovo, ancora una volta quel dono, a cui nessuno credeva...

"In realtà," Maurizio guardò Giovanni, "in questo momento stai dormendo, non sei sveglio , incredibile vero ?"

Giovanni proruppe in una risata divertita, limpida e spontanea.

"Scusami Maurizio..."

Ma la risata gli morì sul volto. Si voltò e la vide.

Lei era altera, splendida e glaciale, irragiungibile come una visione.

Lei era il sogno palpabile di sempre, lei era l'intoccabile.

 

Era la mamma, col suo bel grembiule a fiori!

"Dai, è pronta la merenda!"

"...Mammina non mi picchiare, ho di nuovo rotto gli occhiali..."

 

Sì sentì come quando era bambino.

Quella donna gli aveva rovinato la vita, e lui per anni aveva provato a ricostruirla, senza riuscirci. Per sfuggirle aveva imparato a rifugiarsi nei sogni, ma troppo spesso ne era rimasto intrappolato. Fluttuava leggero in bolle incantate, dimenticando la realtà.

Lasciò che quelle riflessioni abbandonassero la sua mente,uscì. "Devo telefonare a quella mia vecchia amica"pensò "chissà se vive ancora con lui..."

Ma lei era lì, appoggiata alla porta e gli scavava dentro con lo sguardo. Si fermò e impallidì: non la vedeva da quando era fuggita con quell'uomo, dopo averlo scaricato come un rifiuto...

"Dove vai Giovanni" gli si rivolse scandendo le parole lentamente. "Sei...sei reale?"balbettò lui. "Si, sono reale, sono venuta a chiederti se puoi perdonarmi per il male che ti ho donato, oltre a quello, ricorda, ti donai la vita...Non so se riuscirò a dimenticare i tuoi occhi gelidi"

Improvvisamente lo spinse via e urlò.

"Tu mi respingi? Mi cerchi e poi non mi vuoi?Si,mi hai donato la vita ma io ti odio" urlò lui di rimando, disperato.

Una lacrima rigò il volto di sua madre, che si accasciò al suolo in ginocchio.

"Io dovevo essere Miss Universo, capisci?"singhiozzò "ma aspettavo te e mi hanno esclusa..."

Sua madre era sempre la stessa. La sua bellezza era l'isola in cui aveva isolato la sua vita. Un'oasi costellata di specchi che riflettevano esclusivamente la sua immagine.

Ma ora lo specchio si era rotto... Lei non era più l'intoccabile, Lei era li .

Ora si presentava come una madre pronta ad accoglierlo ancora nonostante avesse infranto i suoi sogni?

Il volto di Giovanni si trasformò in una maschera d’odio. Si scagliò su di lei come un ariete infuriato. La donna barcollò all'indietro centrando in pieno, con la nuca, lo spigolo del davanzale. Una lacrima purpurea rigò lo splendido e inanimato viso...

"Mamma...mamma" iniziò a ripetere Giovanni mentre una macchia scura allagava il pavimento. Lei era immobile.

Non lo guardava più adesso.

 

“Svegliati, Giovanni svegliati” il dottore lo toccò. “L’ipnosi è finita.”

“Cosa ho detto?” disse lui sudato e smarrito, sbattendo le palpebre.

 “Molte cose, Giovanni… hai rivissuto molte cose…"

Il ragazzo si alzò dal lettino di pelle bianca, strinse la mano al dottore e uscì. Due uomini lo riportarono in carcere. 

ombrellina
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categoria : varie, cavolate varie, esperimento



mercoledì, 16 aprile 2008,ore 12:43

Facciamo un esperimento per qualche giorno. Voglio vedere che esce fuori

 Spremetevi un pò le meningi, liberate la fantasia e tutto il resto che avete da liberare, passate e scrivete qui quando volete e quante volte volete, a patto che non lo facciate due volte di seguito.

Potete scrivere una frase o un pezzo di frase da attaccare a quella precedente di minimo 5 parole e massimo 15...

Allora inizio io, poi vi mollo la gestione del post

"Quando Giovanni entrò nella stanza si accorse che"

Aggiungo, per maggiore chiarezza : dovete leggere fra i commenti l'ultima frase scritta dal blogger prima di voi e attaccarvi a quella. Quella mia è solo la partenza. Per facilitare la cosa le unirò di tanto in tanto.

MI RACCOMANDO NON SCRIVETE FRASI TROPPO LUNGHE!!

 

ombrellina
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