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Che titolo impegnativo ho scelto...la stanza delle meraviglie! E adesso che mi invento??

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giovedì, 24 luglio 2008,ore 15:34

"O che bel castello Marcondirondirondello o che bel castello Marcondirondirondè..."

Nei commenti del precedente post autocelebrativo (ogni tanto ci vuole,su!) ho scritto di essere andata a Gradara e ho  promesso di postare qualche fotografia del bellissimo castello (tra l'altro  è quello di Paolo e Francesca!) che ogni anno si rianima e ripopola di gente in abiti medioevali in occasione della celebrazione dell'assedio che gli Sforza fecero ai poveri Malatesta 600 anni fa.

La rocca di Gradara tra dolcissime colline e il mare, con lo splendido borgo che la circonda è già durante l'anno un posto da visitare. Figuratevi che cosa può essere di notte con gente vestita di tutto punto come sei secoli fa, cavalli, cannoni che sparano con vera polvere da sparo, armi vere, un accampamento ricostruito di tutto punto... 

Dopo grida, spari, morti ammazzati e cannonate che rimbombavano nello stomaco...il povero castello è andato a fuoco e fiamme...

Io ormai ero già impazzita ed emozionatissima quando a tempo di musica è iniziato uno spettacolo di fuochi d'artificio meravigliosi, enormi, sempre dal castello...per quasi 40 minuti!!

Non posto le foto, perchè non rendono, ma, ormai trasformata in promotrice turistica gradarina, vi consiglio di andarci il prossimo anno perchè ne vale proprio la pena!!

(in caso potete dare una sbirciatina qui http://www.gradara.org/)

Beh, ora è arrivato il momento di augurarvi buone vacanze, dopodomani parto per due settimane con Simone  per il Salento...ho compilato una lista di cose da portare lunga 8 metri, spero che la nostra povera macchina non collassi per il peso dei bagagli strada facendo!!

Tanti baci a tutti voi e buone nuotate a me!

Ombretta

 

ombrellina
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martedì, 29 aprile 2008,ore 01:47

E' arrivato il quarto di secolo anche per me... fortuna che sono bionda e i capelli bianchi non si vedono.

Quelli del mio amore invece un pò si...domani (il 30) sono 30 per lui!

Mi sono fidanzata con un ladro di compleanni : ero la regina indiscussa di fine aprile e ora mi tocca dividere lo scettro di festeggiata con lui...ma la cosa più grave è dover dividere la torta!! ahahahah

Beh in realtà... ad essere proprio sincera...è bellissimo, mi sembra una ricorrenza tutta nostra, una specie di natale alternativo, festeggiare in due gli anni è veramente speciale...

Quindi faccio gli auguri a me e all'ador-ato/abile Simone e mi raccomando...inviateci  vagoni di crema antirughe!!!

(per l'indirizzo postale contattatemi in pvt)

 

ombrellina
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domenica, 13 aprile 2008,ore 11:27

Questa mattina mi sono svegliata con mal di gola fortissimo, raffreddore, testa dolorante, ossa talmente rotte da farmi desiderare un giretto sulla ruota delle torture per stirarle e febbre alta.

Calcolando che dovrei attraversare tutta Roma in queste pietose condizioni per recarmi al mio vero (falso) domicilio, non posso proprio andare a votare.

Mi rammarico di non poter scrivere gli insulti che m'ero preparata. Anche se forse, una volta entrata nella cabina, sarei stata presa dai rimorsi di cittadina ligia e a qualcuno la crocetta l'avrei data ( ho detto FORSE eh).

Ma la mia opinione è che se entrambi i cognomi dei due leader fondamentali finiscono in ONI un motivo ci sarà...

Aggiorno con una riflessione scaturita dal bombardamento tv:

ma gli EXIT POLL sono i polli all'uscita dalle urne???

 

ombrellina
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sabato, 29 marzo 2008,ore 09:56

E' danza di fiori

tremanti nel vento

che sfiora noi

nudi

tra giunchi di sogni intrecciati

e frutti sugosi di vita.

Solo sulle dita

polvere di farfalla

di questo nostro viaggio insieme.

ombrellina
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mercoledì, 26 marzo 2008,ore 14:29

Cari lettori,

(wow, ma veramente ho qualcuno che mi legge??!)

premetto che non so che piega prenderà questo post. In sostanza non so cosa scrivere. Ho la testa talmente piena di frasi, immagini,sapori, suoni e idee che mi ritrovo ad essere la sorellina immobile dell'asino di Buridano. La differenza però è che non ho solo due alternative davanti, ma molte di più, quindi nell'incertezza e nell'essere vittima del tempo tiranno, sto ferma e non scrivo.

E mica si può sempre scrivere! E su! C'è anche altro nella vita! No??

Mah, insomma, mica è tanto vero. Se nasci con la mannaia in testa del pallino della scrittura tutto il resto in fondo in fondo finisce in un modo o nell'altro ad essere  in "funzione di". Quante volte mi sono sorpresa a frugare nei cassonetti della mia spazzatura interiore per ripescare spunti e sensazioni da scrivere? Uh! Un'infinità di volte. E quante persone che hanno avuto la sventura (ovviamente i soggetti interessati non sono autorizzati a confermare la mia autoironia) di imbattersi in me sono finite o finiranno inchiodate a un foglio di carta? Se devi scrivere tutto va bene, "nun se butta gnente". A volte mi sento un pò una ladra. L'Arsenia Lupin delle vite altrui.

E vabbè.

 Direi che la mia riflessione quotidiana è terminata. Passiamo ad altro.

 Avevo una tag "diario" una volta. Questo blog non ha mai avuto un filo conduttore se non quello dell'essere una specie di deposito delle mie scorie mentali. Invidio molto chi riesce a mantenere una coerenza blogghistica. Però, più per egoismo personale (dato che alla fine sono io quella che sfoglia di anno in anno il blog per vedere cosa ho combinato) che per supposto vostro interesse, annoto qualche dettaglio della mia Pasqua.

Nonostante il tempaccio, la grandinata e le raffiche di vento, almeno "dentro" è stata una bella pasqua. In realtà anche fuori, per la compagnia. E' stata anche dolorosa. Sabato notte infatti, durante la veglia e  la messa, mi è colata tutta la cera bollente della candelina sulle dita.

Scherzi a parte, quest'anno sono inorridita per i prezzi esorbitanti delle uova pasquali e ho deciso che il prossimo anno comprerò lo stampo e lo farò da sola. Per ora ho iniziato questo percorso di bricolage alimentare con la colomba, rubata a quella con la vocetta da topo della Prova del Cuoco. E' venuta buonissima e con grande soddisfazione è scomparsa nelle fauci dei convitati.

L'altra novità è stata la decorazione delle uova. Quelle bianche! A me le uova color carne non piacciono proprio. Stavolta mamma è tornata a casa con 30 uova candide come la neve, quindi come non sbizzarrirsi con i colori alimentari?? Sabato pomeriggio mi sono armata di pennelli con mia sorella e abbiamo dato sfogo alla creatività. Molto apprezzate le mie uova optical anni '70.

Il tocco finale però, è stata la personalizzazione delle ultime quattro uova con le facce dei destinatari, Valentina, Simone, Alessandro ed io. Allego foto esplicativa

 

Ieri sera invece, Simone ed io, dopo una bellissima giornata da trottolini amorosi dududadada (che c'è di più bello nella vita??), siamo andati al cinema a vedere il nuovo film di Verdone, avendo voglia di continuare a tenere le sinapsi del cervello su off. E' nel complesso un film piacevole, il primo episodio non mi è piaciuto granchè, mi sembrava un pò forzato anche nella recitazione, il secondo è già più carino e con accenni di satira sociale, il terzo invece mi ha fatto veramente ridere, pur nella sua amarezza. Pensando a Moreno Vecchiarutti e Enza Sessa mi sono tornati in mente due personaggi che già all'epoca mi sembrarono veramente "verdoniani" e dei quali avevo narrato le gesta oltre un anno fa. Dato che la maggior parte di chi passa qui adesso non è la stessa di allora, mi scuso con chi lo lesse ma ripropongo il post per farvi fare due risate. Vi garantisco che non ho inventato nulla, è la cronaca di un incontro.

 

Rampa molto scoscesa e sconnessa, di quelle che se non cammini rasente il muro e non indossi scarponi da escursionista esperto rischi di entrare trionfalmente dalla porta principale sottoforma di valanga umana : ecco il meraviglioso accesso ad un magazzino di periferia, uno di quelli che vende tutto a poco prezzo, dallo scopettino del bagno alla borsetta in ecopelle per giovani donzelle trendissime.  Mi aggiro furtiva tra gli scaffali-muraglia cinese (perché la provenienza è quella) dei casalinghi, quando improvvisamente il mio sguardo si dilata verso interminati spazi al di là da quella… è il reparto abbigliamento, oltre il quale si affaccia un’oasi di radiosa serenità : la vasta distesa di scarpe. In questo locus amoenus appare come Erminia fra i commessi, una giovane donna straniera, estasiata di fronte a stivaloni di cartonpelle con tacco assassino. Abbastanza alta, piuttosto magra, viso semplice e poco truccato, indossa un lungo impermeabile beige abbottonato fino al collo e stretto in vita da una cinta e delle decolletè rosse. Poco più in là, vicino a degli improbabili camerini arrangiati con delle tendine in simil tovaglietta da picnic fuoriporta, un uomo sulla cinquantina con i capelli impomatati (anche se è anacronistico parlare di pomata per capelli, rende di più l’idea, dato che il gel doveva averlo spalmato direttamente con la cazzuola) parla al cellulare, sfoggiando un eloquio da membro senior dell’Accademia della Crusca. Tra un vaff e l’altro lancia sguardi tra il bramoso e il tenero alla signorina in impermeabile. Io, che non riesco a farmi mai i cavoletti miei, abbandonando mamma al suo destino nel reparto detersivi, inizio con nonchalance ad osservare i due soggetti, dei quali lui mi attira in modo particolare. Non riesco soprattutto a distogliere lo sguardo dalla collana d’oro al collo e dall’anello che spunta fra i pelazzi della mano. La quale mano poco dopo finisce su un fianco della ragazza, gesto accompagnato da uno “Scegli tutto quello che vuoi…” pronunciato con un tono e uno sguardo che Richard Gere in Pretty Woman nemmeno dopo anni di studi di fronte allo specchio sarebbe riuscito a ripetere.

Purtroppo quando i due si spostano nella selva selvaggia di vestiti appesi, sono costretta a raggiungere mamma dall’altra parte del magazzino, perdendoli di vista.

Fortunatamente la nostra gita fra i casalinghi si prolunga parecchio, tanto che con mia grande sorpresa ritrovo la coppia alle casse. Ed ora la scena clou.

I due sono alla cassa ma non hanno niente in mano. Mi cade lo sguardo sulle scarpe rosse di lei, che ora però spuntano da pantaloni gessati. La cassiera, distratta, chiede: “Mi dia, prego.”

Il tizio sfodera un sorriso da marpione tra l’ammiccante e il confidenziale. Le consegna soltanto dei cartellini. “La signorina ha tutto addosso…”. La cassiera ha un momento di smarrimento. La ragazza guarda il soffitto come se stesse da un’altra parte. Richard paga spiattellando le banconote sul  bancone (le casse sono come quelle del supermercato). “ La prossima volta prendiamo le scarpe, eh?”. Lei annuisce silenziosa. E se ne vanno a braccetto senza niente in mano.

Evidentemente all’inizio sotto l’impermeabile la Roberts dei poveri era nuda!!!

 

………….Al trash non c’è mai fine

Beh, adesso mi sembra proprio il caso di salutare... alla fine non sapevo cosa scrivere e ho scritto troppo! Baci a tutti!

Ombretta

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domenica, 23 marzo 2008,ore 10:53

Resurrezione, Luca Giordano (dopo il 1665), Residenzgalerie Salzburg, Austria.

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giovedì, 28 febbraio 2008,ore 13:02

Dieci anni fa vivevo come un trauma non avere la Smemoranda, avrei donato un rene per la tuta dell’Adidas con la doppia banda laterale e avevo 8 in latino e greco.

Ero una ragazzina senza poster appesi in camera.

Il mio idolo era Emile Zola e progettavo un nuovo ciclo dei Rougon- Macquart.

Combattevo l’onicofagia a suon di smalti glitterati e sognavo una trousse tutta mia. Molte compagne di classe rubavano a man bassa i trucchi alla Upim e io mi indignavo e vergognavo per loro.

Già, dieci anni fa ero il classico pesce fuor d’acqua.

Leggevo moltissimo e arrossivo per qualsiasi cosa, pensieri compresi. Vivevo in una campana di vetro, soffocata dalla bambagia.

Vomitavo parole scritte. A volte anche cibo.

Mantenevo i riflessi pronti correndo alla radio per spingere Rec su uno stereo baracchetta e immortalare sul nastro della cassetta le canzoni. Appellandomi al mio inglese scolastico cercavo di decifrare il testo di I don’t want to miss a thing degli Aerosmith.

Mi lamentavo – ah, se mi lamentavo!- ma ridevo anche e tanto.

Dieci anni fa partecipavo spaesata alle manifestazioni sotto il provveditorato e andavo a scuola di pomeriggio una settimana al mese, per mancanza di aule. Credevo che nella metropolitana girassero mostri e assassini e prendevo l’autobus sempre titubante.

Non riuscivo a dire le parolacce e la mia inseparabile compagna di banco mi prendeva in giro perché ero troppo buona ed educata.

Andavo a teatro almeno due volte al mese.

Dieci anni fa la sera, prima di addormentarmi, sognavo il mio primo bacio. Chiudevo gli occhi, mi trasferivo naufraga su un’isola deserta col bello di turno e mi baciavo la mano pensando che fosse la sua bocca. A quasi quindici anni se non hai mai avuto un ragazzo e non hai ancora dato il primo bacio sei pericolosamente vicina al diventare una sfigata, quindi meglio essere preparata.

Stilavo segretissime “classifiche di piacimento” dei maschi della classe, cambiando la graduatoria continuamente…ma già era tanto se li salutavo.

C’erano i “Tresca Party” al Gilda dieci anni fa.

Ma io aspettavo il principe azzurro, mentre ascoltavo rapita i resoconti di quei pomeriggi insoliti e piccanti.

Mi ponevo domande filosofico esistenziali e poi giocavo ancora a Barbie con Valentina, di nascosto.

 

 

Questa notte ho scoperto che il 28 febbraio 1998, scrissi queste parole sul diario parlando a me stessa nei panni della coscienza:

 “Chissà come sarai nel 2008…ti sarai laureata in lettere? Avrai finalmente un fidanzato? Vivrai da sola? Devi diventare una bella persona, onesta , buona e coerente. Devi andare avanti per la tua strada, non lasciarti distrarre dalle frivolezze del mondo, non perdere il tempo, è prezioso! Lo sai quante soddisfazioni ti attendono? Non lasciartele rubare da qualcun altro. Ma non dimenticare: cogli anche le batoste e sii sempre pronta a riceverne”.

Oggi, leggendo quelle righe, a parte ridere per l’inserimento delle  “frivolezze”, termine che neanche mia nonna in carriola userebbe, che posso dire se non sconcertarmi e ammettere che…

cazzarola ma allora ero molto più saggia dieci anni fa!!!!

Ho trovato una foto del 1998, che quattordicenne classica

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domenica, 10 febbraio 2008,ore 12:05

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lunedì, 28 gennaio 2008,ore 13:51

Per chi si vuole del male, per chi ha un infinito bisogno di sentirsi deficiente, per chi aspetta l'ultimo input per prendere il pc e distruggerlo a morsi, per chi è temerario e ama le sfide, per chi cerca in tutti i modi di trovare una scusa per non fare niente, per chi non è soddisfatto dai test d'intelligenza e vuole vessare il proprio cervello mettendolo alla prova, per chi vuole rosicare o far rosicare gli altri gongolando a seconda del risultato...ecco il link giusto

www.brainstormingit.net

ora, io credo che ucciderò chi me l'ha consigliato...pertanto a breve resterò senza fidanzato.

Ah, se passate il secondo livello prima di me sarò costretta ad uccidere anche voi.

 

ombrellina
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martedì, 22 gennaio 2008,ore 19:08

Ultimamente mi è capitato di dedicare continuativamente il weekend alle mostre o comunque a fare da turista ( e da guida turistica) nella mia adorata Roma. Ho visto la bellissima mostra dei Macchiaioli al Chiostro del Bramante (c'è poco da fare, saranno care, ma lì fanno le mostre meglio organizzate, se vi interessa è fino al 3 febbraio), quella un pò più d'elite su Bernini pittore a Palazzo Barberini e due giorni fa, con Simone e mia sorella, la mostra su Gauguin al Vittoriano. Nello stesso complesso dopo aver visto anche i pantaloni, le scarpe e i vari accessori di Garibaldi , uscendo sulla terrazza dell'altare della nostra patria (pesantissimo monumento che piace tanto agli stranieri e che qui a Roma molti chiamano ancora la macchina da scrivere o la grande torta) ci siamo goduti il bel panorama sui fori che da lì si può ammirare. 

Mentre pensavamo inorriditi al recente progetto di chiudere la passeggiata dei fori per renderla a pagamento - è veramente un'assurdità!!- ci siamo voltati e abbiamo visto questo mostro tecnologico sul retro dell'altare

"Roma dal cielo" era il cartello che lo precedeva. "Daaaai saliamoooo che bello!!!" E' stata l'esclamazione che ne è seguita. Armati di macchinetta fotografica ci siamo avvicinati per scorgere dei sospetti cordoni blu. Poco dopo un' ancora più sospetta cabina grigia dotata di vetro davanti e di due omini inseriti all'interno ci ha fatto sorgere l'ovvia domanda "Ma dai, si paga??"...Insomma, l'entusiasmo iniziale era già abbastanza spento, quando, giunti di fronte alla casetta grigia le nostre mascelle hanno avuto uno scatto all'unisono (esattamente così ) e le nostre ugole hanno prodotto un "EEEEEEHHH????" alla stupefacente richiesta di ben 7 EURI semplicemente per salire sul tetto!!!

Non so con quale faccia tosta possono chiedere una cifra tale. Una famiglia di quattro persone dovrebbe pagare 30 euro per sostare un minuto scarso in un ascensore! E poi per vedere cosa? Ma ovviamente ammirare meglio dall'alto Piazza Venezia trasformata in groviera

Potenziare i mezzi pubblici invece di martoriare la città scavando e facendo danni dappertutto no, eh? Beh ovvio, se no come fanno il magna magna degli appalti?

Aaaaah certe volte nella vita vorrei avere la faccia da  che hanno quelli dei piani alti...

 

 

 

ombrellina
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venerdì, 11 gennaio 2008,ore 14:46

E’iniziato da poco questo 2008 e avendo il vizio di guardarmi alle spalle, ho cliccato sul gennaio 2007 per vedere cosa avevo scritto.

Un anno fa in questo stesso periodo ero impegnata in surreali conversazioni con lo specchio, alla ricerca di chiarezza; oggi mi ritrovo con un sorriso da ebete e gli occhi a forma di cuore come il famoso Spank di giapponese memoria.

Ho deciso di trascurare il blog, è vero. Mi toglie tempo e attenzione, che devo necessariamente dedicare ad altro. Però, dato che non ho più un supporto cartaceo sul quale annotare le date importanti (ho perso quest’abitudine quando ho scoperto che in casa mia la Stasi tedesca a confronto era un’organizzazione di dilettanti) , direi che posso scrivere qui il perché della mia metamorfosi in cagnolino innamorato.

Anche perché te lo devo proprio, caro blog.

Se non fosse stato per te a quest’ora non so se sarei tanto felice.

E vabbè, ormai non è un segreto. Il mio amore ed io siamo due blogger. Due blogger innamorati. A dire la verità lui ha lasciato morire da mesi la sua creaturina virtuale, non ci scrive più. Io la maltratto, ma più di tanto non riesco a staccarmene, ci sto bene qua dentro e spesso mi è servita da stimolo.

A metà del 2006 i nostri blog hanno cozzato l’uno contro l’altro. L’ultima cosa al mondo che potessi immaginare era che sarebbe finita così…eppure il 7 gennaio scorso abbiamo festeggiato un anno insieme e le nostre intenzioni sono proiettate verso il mettere su famiglia

E così ora, mentre scrivo sul mio bistrattato portatile, la sua rosa rossa fa capolino da dietro…e non posso che osservare compiaciuta l’anulare sinistro sul quale scintilla la novità per l’anniversario!!!!!!

 

 

 

 

 

 

 

ombrellina
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lunedì, 24 dicembre 2007,ore 15:15

Non potendo passare a fare gli auguri in ogni blog lascio qui per tutti voi i miei auguri più sinceri di Buon Natale, che sia pieno di serenità e anche un nuovo inizio per tutto quello che volete realizzare, sia dentro che fuori!!

E visto che quest'anno, a causa dell'ingombrante presenza degli operai che finalmente se ne sono andati solo 4 giorni fa , il presepio l'abbiamo finito con le occhiaie stanotte alle 4 (!!!) direi che è il caso di postare qualche foto

Devo dire che è stato bellissimo stare tutti e quattro ( intendo mamma, papà, mia sorella ed io) lì intorno ad ingegnarci su come renderlo più bello e (milagro! milagro!) senza nemmeno litigare! eheheh

Questo è Natale. Altro che Motta

E' tutto polistirolo, gesso, sabbia del mare, muschio, tanta tanta colla a caldo (fa fare miracoli!mamma s'era esaltata, l'altro giorno girava per casa con la pistola voleva incollare tutto!), sughero, lo sfondo dipinto da Valentina, cartone e qualsiasi altra cosa rimediata che ci capitasse sottomano da reinterpretare in chiave mini!

Maria e Giuseppe con mangiatoia rigorosamente vuota (ancora per poche ore)

Quest'anno è arrivato anche l'oste panzone

fuori porta invece c'è il mercato

e questo è un pezzo della casa arredata dei tirchioni che non ospitano Giuseppe e Maria che si sono accampati fuori

per ultimo una visione quasi d'insieme, dico quasi perchè è troppo grande non entrava in una foto!

Vi piace? Immodestamente sono proprio soddisfatta!!!

BUON NATALE A TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!

Ombretta

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mercoledì, 19 dicembre 2007,ore 12:14

Povero blog, ti sto trascurando...

avrei molte cose da scrivere, ma ho un'evidente paresi cerebrale che me lo impedisce. Quello che ho prodotto su carta è oscuro, tormentanto e assolutamente deprimente e mal si addice a questo periodo scintillante, quindi ho evitato di riportarlo qui.

Questa mia confessione non dovrebber essere letta dal mio studente numero 1 (num. 1 perchè è unico) che sta frequentando il mio "Master in spirito natalizio", un corso iniziato il primo dicembre e che terminerà il 6 gennaio con una prova d'esame difficilissima (il 24 dicembre invece ci sarà un esonero di prova).

Ho scoperto con orrore e conseguente accapponatura di pelle, che il mio dolce tesoro, la metà della mela, la luce dei miei occhi e il faro del mio cammino, è alquanto carente in fatto di allegria natalizia. Faceva QUASI parte della schiera (sempre più folta ahimè!) dei malefici detrattori del Natale, quelli che non vedono l'ora che passi, che criticano tutto, che pronunciano la storica frase "Odio il Natale, che ipocrisia che debbano essere tutti buoni e felici per forza", che si squagliano corrosi dalla luce delle decorazioni, hanno esantemi da vischio, ti guardano con occhio torvo  se sorridi, causano corto circuiti al loro passaggio e sono riconoscibili da un alone nero che li avvolge come quello viola della vecchissima pubblicità dell'aids.

Bene, i primi sintomi che ho riscontrato in lui sono state frasi come "Ah, che palle, ma perchè deve venire Natale, NON HO TEMPO, mi devo ammazzare per fare i regali", oppure "Mmm, no, non mi viene in mente nessuna canzone di Natale non me le ricordo" e ancora "No, io odio giocare a carte, mi mette di cattivo umore", o anche "No, il presepio a casa mia non si fa, giusto se va a mia madre" etc etc .

AAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRGGGGGGGHHHHHHHHHHH!!!

Terribile.

Sono stata sul punto di lasciarlo. Poi, mossa a compassione, ho cercato di redimere questa povera anima perduta. Così è iniziato il master.

Per prima cosa l'ho fornito con amore di un calendario dell'avvento. Ogni mattina, frustino alla mano, lo interrogo su cosa ha trovato nella casellina per assicurarmi che la apra. Pensandomi, ovviamente. Anche io ho il mio calendario, tridimensionale e tedesco, bellissimo davvero e che mi ha regalato lui (già stava migliorando!). L'avvento è un momento importantissimo e che in qualche modo va sottolineato. Forse è la parte più bella del Natale, come della vita in generale: l'attesa.

Poi sono arrivate le canzoni natalizie (grazie emule!). E dai cinesi -perchè il portafoglio piange- gli ho comprato alberello e puntale, mentre le decorazioni e le lucette le abbiamo cercate insieme. Siamo usciti sottobraccio per fare i primi regali e non si è stressato (a parte il momento del cercare parcheggio). Abbiamo preso un mini presepino da mettere nella sua stanza e ieri ho visto che dietro aveva disegnato a mano perfino lo sfondo, particolare che mi ha sconquassata di commozione.

Questa sera lo porto al concerto di Natale e poi a fare un giro tra le bancarelle natalizie a piazza Navona. Penso che (ma non fateglielo sapere ancora!) alla fine sarà promosso a pieni voti.

Seriamente (oddio che significa questa parola?) parlando, io alla fine sono quasi d'accordo con i menagrami antinatalizi quando criticano il Natale. Perchè criticano l'apparenza del Natale, quella che stucca. Il Natale dovrebbe essere la festa per eccellenza di chi crede realmente in quello che si festeggia, poi può anche diventare una festa della famiglia, per stare insieme, per essere buoni bla bla, ma è diverso. Mi sembra superfluo ricordare CHI si festeggia il 24 notte. Però guardandomi in giro non mi sembra più tanto superfluo. E' come avere a disposizione un pasticcino bellissimo e mangiarne solo la glassa, lasciando la parte più buona. Sarà bella, colorata, dolce ma poco dopo stomaca. Anche un Natale di soli regali,lucette, pandori e panettoni fa lo stesso effetto.

Ora, tornando all'inizio del post in cui confesso i miei recenti momenti di super negatività, vi starete domandando: a) perchè se pensi queste cose hai dei momentacci? b) con quale faccia allora puoi infondergli lo spirito natalizio? 

Posso eccome. Sono donna. E ciclotimica. Posso benissimo

 

 

 

ombrellina
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lunedì, 10 dicembre 2007,ore 12:56

Ho deciso di postare questo mio pezzo di due anni fa perchè la situazione non è cambiata di una virgola.

Quando leggevo Dickens e lo trovavo strappalacrime ancora non utilizzavo la metropolitana di Roma come mezzo di trasporto.
E’ venerdì 16 dicembre. Salgo come sempre sul primo vagone del capolinea a Battistini, felice di trovarlo semivuoto e mi preparo ad affrontare i tre quarti d’ora di metro che mi separano da Roma Tre armata della monografia su Ribera. Arrivata al Martirio di San Bartolomeo alzo gli occhi dal volume perché all’apertura delle porte è entrata una musichetta natalizia penetrante. “La solita pianola”, penso. Insieme alla musica è entrata parecchia gente, per cui non riesco a vedere chi suona. Fino a che non spunta una pianolina gialla tondeggiante con i pulsanti rosa in mano a un bambino molto gracile, accompagnato da un Babbo Natale di circa quattro anni. Già. Un Babbo Natale con un vestitino consumato, con i pezzi di stoffa bianchi ormai grigiastri, la barba storta attaccata con lo scotch e l’andatura a zig zag tipica dei bambini piccoli un po’ irrequieti . In mano ha un bicchierone del Mc Donald’s con i bordi di cartone mangiucchiati e segue il bambino con la pianola emettendo acuti e urletti sulle note più alte. C’è chi sorride, chi li guarda perplesso, chi commenta. Due signori di fronte a me parlano di assistenti sociali e scuotono la testa. Io non riesco a distogliere lo sguardo dai due bambini. Mi salgono le lacrime agli occhi. Non è solo pietà, è indignazione. Quasi ogni giorno sulla metro salgono ragazzini a chiedere l’elemosina e ormai purtroppo ci siamo praticamente abituati anche a questo, ma questa volta lo spettacolo supera ogni limite: dovrebbero essere all’asilo, sono sporchi, il secondo è talmente piccolo che gioca col bicchiere invece di passarlo di fronte ai passeggeri, oltretutto infastidito dalla barba che gli copre tre quarti del viso e che evidentemente gli irrita la pelle. Arriviamo a Cipro e la metro si blocca.
Vedo i bambini tornare indietro verso di me strillando: “Papiiinooo…papiiinoooo….”. Dietro di loro un poliziotto dalle spalle larghe cerca di prenderli evidentemente imbarazzato. Sembra enorme e loro così piccoli! Sgusciano via chiamando il papà fino al primo vagone. Il padre non c’è. “Dai lo cerchiamo insieme papino, non scappà…Vieni qui!”. Babbo Natale urla perché il poliziotto è riuscito a prenderlo per un braccio,mentre il compagno con la pianola è già sulla banchina con un altro addetto all’ordine. Alcuni turisti ridono per la scena, le porte si richiudono e la metro riparte.
Torno su Ribera, pensando che evidentemente qualcun altro si è indignato come me e scendendo ha avvisato il servizio d’ordine. Ottaviano. Si aprono le porte, stesse voci, urletti di bambini. “Non è possibile” penso, dandomi dell’idiota per aver ipotizzato che i due ragazzini potessero essersi materializzati una fermata dopo. Infatti vedo due fratellini lanciarsi ridendo su due sedili vuoti poco più avanti. Papà e mamma in piedi con due buste piene di giocattoli dicono di stare buoni. Penso che queste scene si vedono solo nei film melensi e dalla morale facile, eppure l’ho appena vissuta su un vagone della metro…
Lunedì 19 dicembre. E’ ora di pranzo, la mia meta è sempre l’università. Apro le dispense di storia dell’arte sulle ginocchia. E come in un flash arriva in sottofondo la musichetta penetrante: tre giorni dopo sono di nuovo loro, stessa pianola gialla tondeggiante, stessi urletti ad ogni acuto, stesso bicchiere del Mac Donald’s, stesse manine sporche. Però manca il vestito da Babbo Natale. Questa volta nessuno interromperà il loro lavoro.
ombrellina
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lunedì, 03 dicembre 2007,ore 01:23

 
 
Avevo parole nude,
m'imploravano un nido.
Mi chiamavano, lontane
ruzzolando, inciampando
quando gli occhi
prendevano vita dalle cose.
Si svegliavano agitate
martellando ritmi noti
o danze ribelli.
Un’ossessione amica
di accenti senza volto
e respiri senza forma.
 
Ma oggi
-troppo spesso-
non sento più rumore.
ombrellina
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mercoledì, 21 novembre 2007,ore 12:11

Hola chicos!

Dato che tra amici e conoscenti si è diffusa ultimamente come un morbo subdolo la passione per il ballo e anch'io covavo in seno da qualche mese l'idea serpentiforme di rivitalizzare i fianchi stanchi, ho deciso di approfittare dell'apertura di una nuova mini palestra a cinque minuti da casa per trasformarmi in una salsera doc.

 Pertanto ieri sera sono andata alla seconda lezione di salsa e meringhe. La palestra è piccina piccina, ma l'ambiente mi è molto familiare...sarà forse perchè si è trasferita in massa tutta la mia famiglia??

Si sono iscritti infatti anche mia madre, mio padre, mia sorella e per ultimo, dopo vari sbattimenti di ciglia, lagne, bronci e quant'altro è stato in mio potere, la mia dolce metà.

All'inizio il povero Simone si è sentito più o meno così , (il blob sono io e lui aveva proprio quell'espressione) risucchiato in un tunnel di "un dos tres" , poi però - ma è molto cauto nell'ammetterlo- c'ha preso gusto e alla fine, come l'uomo Del Monte, ha detto SI.

Ovviamente siamo bravissimi. Stiamo già pensando ai tornei mondiali di salsa. Siamo così bravi che ieri ci hanno immortalati perchè diventassimo la coppia immagine per dare lustro alla nascente palestra

Dall'alto della mia esperienza, mi permetto perciò di darvi qualche consiglio nel caso in cui vogliate provare la salsa:

Fate soffriggere in metà del burro le cipolle e le carote tritate: appena saranno colorite, unitevi la farina, che lascere imbiondire, sempre mescolando. Diluite quindi con il brodo. Salate, pepate.......

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giovedì, 15 novembre 2007,ore 18:46

Poco più di un'ora fa ero spaparanzata sul divano quando è arrivata mamma gridando "corriiii guardaaaaa...è spuntato l'arcobaleno!!!!"

 Peccato che non sia riuscita a fotografarlo mentre colorava direttamente la cupola di San Pietro...ma calcolando che le pile della macchinetta erano super scariche e nel frattempo ero al telefono...già è tanto che l'abbia immortalato!!

La cosa preoccupante però è questa: appena ho visto l'arcobaleno ho avuto una folgorazione proustiana e mi è venuta in mente Iridella, la fatina le cui prodezze andavano in onda se non sbaglio nell'86 -o giù di lì -e della quale andavo pazza...

...tanto da avere anche la bambola! E non so cosa avrei dato per avere tatuata una stellina sulla faccia come lei...mi facevo anche la codina storta...

Non del tutto pago di tali reminiscenze, il mio cervello ha inoltre immediatamente riesumato i Mini Pony

e dulcis in fundo gli Orsetti del cuore!

Beh, se Marcel ha iniziato la sua Recherche grazie a un biscotto  io con l'epifania di un arcobaleno ho capito che

la televisione ti segna per sempre!!!

 

ombrellina
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lunedì, 12 novembre 2007,ore 15:54

Molto probabilmente sarò l'ennesima blogger a scrivere qualcosa sui fatti di ieri. Arrivo in ritardo perchè per fortuna ho trascorso la mia domenica in gita con la famiglia, nelle Marche, tra paesaggi di colline dolcissime dai colori caldi, sole e mare azzurro...sono stata anche nello splendido santuario della Madonna di Loreto dove sono conservate secondo la tradizione (che sembra confermata almeno da perizie archeologiche sull'epoca e sulla provenienza) le mura della casa di Maria a Nazareth, trasportate in Italia su delle navi dai crociati. Al ritorno, tra una canzone e l'altra notizie inascoltabili alla radio. E una fila di autogrill chiusi. 

Mi sono dimenticata di riportare questo piccolo episodio nel mio penultimo post. La settimana scorsa mentre tornavamo da Venezia, ci siamo imbattuti in interi pullman di bestie. Veri animali. Gli autogrill erano tutti semichiusi, dove avevano potuto avevano chiuso cancelli anche all'interno, per salvare il salvabile. Un'auto della polizia (inutile, perchè due persone non possono fare assolutamente nulla contro pullman pieni di gente) ad ogni autogrill. E la commessa impaurita ci ha detto che ogni domenica è la stessa storia... che arrivano i tifosi delle trasferte e fanno i padroni, rubano, che i più intelligenti chiudono, ma loro sfortunatamente erano rimasti aperti. Eravamo entrati per fare pipì, ma appena messo piede dentro ci siamo spaventati: regnava il caos, c'era mondezza ovunque, confezioni aperte, mangiate e lasciate a metà, questi bei soggetti - e mi dispiace dirlo,in quanto romana e simpatizzante per la Roma,  ma erano tifosi romanisti quelli che ho visto in quel momento, ma da quanto ho capito funziona così per tutti- prendevano tutto quello che potevano prendere, con le mie orecchie ho sentito uno che diceva all'altro "Tiè, pija, magnali sò boni, l'ho aperti io, che te frega magna" ...Un comportamento ignobile. Tutte le uscite degli autogrill erano deviate e nonostante la pattuglia fuori non c'erano nemmeno i controlli perchè era evidente la rassegnazione all'ennesima razzia!!

Ne parlo perchè quando ieri ho sentito la notizia alla radio di un tifoso ucciso per una rissa all'autogrill ho pensato immediatamente a quello che avevo visto soltanto sette giorni prima. Poi al rientro a casa ecco comparire al tg immagini di guerra civile. Ribadisco: che schifo. Non voglio e non posso entrare in merito alla questione scatenante, ovvero la morte di quel povero ragazzo, non si sa esattamente cosa sia successo, ma per quanto sia assolutamente ingiusta, per quanto faccia venire la pelle d'oca il pensiero di un coetaneo che perde la vita così all'improvviso, comunque resta il fatto che all'origine di tutto c'è questo stronzissimo calcio.O meglio, quello che è diventato il calcio. Non parlo di Gabriele Sandri perchè è inutile e fuori luogo che mi metta a discutere o dare giudizi. Parlo di quello che è venuto dopo. La cosa che più mi fa indignare è l'imbecillità. La palese, evidentissima mancanza di punti di riferimento. L'abissale ignoranza. Le migliaia di cervelli spappolati che "combattono" per un gioco. E' un gioco il calcio!! Non può essere una cosa così seria. Un "credo", qualcosa per cui "combattere". Il senso di appartenenza al giorno d'oggi sopravvive evidente solo nel calcio...e non capisco quest'odio contro le forze dell'ordine, questa cieca lotta in nome del nulla...mi disgusta. Quando vedo dei carabinieri o dei poliziotti io mi sento più sicura, non ho l'impulso di acchiappare un sasso e mirare alle teste. Oggi nel calcio vedo solo una valvola di sfogo di una violenza senza senso. Mi dispiace per chi lo ama come gioco in quanto tale, per chi si appassiona davvero. Mio nonno per esempio, era un romanista sfegatato, era pazzo della Roma e se vedesse quello che succede oggi credo vomiterebbe.

L'altra cosa che mi ha fatto schifo sono stati i mass media. Oggi hanno parlato di tam tam tra i tifosi di tutta Italia. Ma chi ha diffuso la notizia, quando la dinamica ancora era sconosciuta,  di una rissa terminata con un tifoso ucciso da un poliziotto? Dicendo una cosa del genere e sapendo benissimo, visti i precedenti, il clima di tensione e di odio che serpeggia fuori e dentro gli stadi, che cosa poteva venirne di buono???E poi chi da tempo doveva decidere come fosse più opportuno comportarsi sulla questione calcio-violenza? Ma che ci frega, i soldi sono più importanti...Diamo panem et circenses... Così intanto sono tutti felici e contenti. Poi se succede qualche casino la mettiamo sul piano politico,ci scanniamo un pò,  a qualcuno comunque in positivo o negativo tornerà utile.

Soltanto Pochi mesi fa le recite, le cerimonie ufficiali, tutti a strapparsi i capelli e a battersi il petto per la morte di Filippo Raciti, tutti a dire "oh sarà utile per cambiare le cose" (concetto più volte ripetuto in varie occasioni: c'è bisogno che muoia la gente per cambiare. Ho sentito questa frase recentemente anche a proposito della morte di quella poveretta della Reggiani...ma questa è un'altra storia). E questo è il risultato.

Basta, oggi mi fa tutto schifo. Lo dimostra il fatto che questo post è molto confusionario, ma sono molto incazzata.

 

ombrellina
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sabato, 10 novembre 2007,ore 11:40