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Che titolo impegnativo ho scelto...la stanza delle meraviglie! E adesso che mi invento??

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lunedì, 05 maggio 2008,ore 02:19

Aggiorno rimandandovi a Caffè Letterario dove ho postato una vecchia delirantissima favoletta, giusto per non sembrare proprio morta...

C'era una volta, in un regno lontano, una terribile principessa megalomane. Il suo passatempo preferito era scaraventare oggetti addosso agli sfortunati membri della corte ed in particolare, amava seviziare la dama di compagnia leggendole storie scritte di suo pugno.

continua QUI

Intanto ringrazio tutti quanti ancora per gli auguri che avete lasciato, tra festeggiamenti vari, ponte e weekend ho trascurato splinder (e a dire la verità non me ne rammarico...senza offesa eh!)

Ecco qui i vecchietti un pò photoshoppati per mantenere una certa dose di mistero e confondere i lineamenti (ahahah ma quale mistero...si vede che le mie conoscenze grafiche sono pari a sottozero?)  Le due torte erano buonissime, ma le candeline sono state messe dalla sorella rigorosamente a caso (non abbiamo compiuto 15 anni a testa come sembrerebbe)

Ho intitolato questo post Pausa perchè ho deciso di andare in vacanza dal blog...mi prendo una pausa, non voglio proprio guardare internet se non per lo stretto necessario.

 Adesso lo so che vi state strappando tutti i capelli, che emettete suoni inarticolati di disperazione correndo per la vostra stanza o nell'ufficio, che state intasando le linee telefoniche del mago Othelma per imparare un rito propiziatorio per farmi cambiare idea o farvi anticipare quando e se tornerò, ma non vi preoccupate, non vi abbandono e se lo faccio ora, il mio spirito continuerà ad aleggiare sui vostri blog, anche senza i miei preziosissimi, fondamentali, insostituibili commenti

Per ora vi saluto e vi lascio questi bellissimi fiori della campagna viterbese nei quali sono stata immersa il primo maggio ( e infatti ancora mi sto soffiando il naso)

 

Tanti baci a tutti e arrivederci a presto!!

Ombretta

 

 

 

ombrellina
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mercoledì, 16 aprile 2008,ore 12:43

Facciamo un esperimento per qualche giorno. Voglio vedere che esce fuori

 Spremetevi un pò le meningi, liberate la fantasia e tutto il resto che avete da liberare, passate e scrivete qui quando volete e quante volte volete, a patto che non lo facciate due volte di seguito.

Potete scrivere una frase o un pezzo di frase da attaccare a quella precedente di minimo 5 parole e massimo 15...

Allora inizio io, poi vi mollo la gestione del post

"Quando Giovanni entrò nella stanza si accorse che"

Aggiungo, per maggiore chiarezza : dovete leggere fra i commenti l'ultima frase scritta dal blogger prima di voi e attaccarvi a quella. Quella mia è solo la partenza. Per facilitare la cosa le unirò di tanto in tanto.

MI RACCOMANDO NON SCRIVETE FRASI TROPPO LUNGHE!!

 

ombrellina
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lunedì, 04 febbraio 2008,ore 23:08

In attesa di postare la parte finale della straziante storia d'amore delle posate, vi informo che padrona di casa e sorella sono state scelte per la copertina del prossimo numero della prestigiosissima rivista VOGUE...

 

AHAHAHAHHAHA

della serie...se la cantano e se la sonano da sole!

per tutte le ragazze che desiderano fashionizzarsi o fare scherzi

 agli amici il sito è quello in basso a dx

ombrellina
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martedì, 22 gennaio 2008,ore 19:08

Ultimamente mi è capitato di dedicare continuativamente il weekend alle mostre o comunque a fare da turista ( e da guida turistica) nella mia adorata Roma. Ho visto la bellissima mostra dei Macchiaioli al Chiostro del Bramante (c'è poco da fare, saranno care, ma lì fanno le mostre meglio organizzate, se vi interessa è fino al 3 febbraio), quella un pò più d'elite su Bernini pittore a Palazzo Barberini e due giorni fa, con Simone e mia sorella, la mostra su Gauguin al Vittoriano. Nello stesso complesso dopo aver visto anche i pantaloni, le scarpe e i vari accessori di Garibaldi , uscendo sulla terrazza dell'altare della nostra patria (pesantissimo monumento che piace tanto agli stranieri e che qui a Roma molti chiamano ancora la macchina da scrivere o la grande torta) ci siamo goduti il bel panorama sui fori che da lì si può ammirare. 

Mentre pensavamo inorriditi al recente progetto di chiudere la passeggiata dei fori per renderla a pagamento - è veramente un'assurdità!!- ci siamo voltati e abbiamo visto questo mostro tecnologico sul retro dell'altare

"Roma dal cielo" era il cartello che lo precedeva. "Daaaai saliamoooo che bello!!!" E' stata l'esclamazione che ne è seguita. Armati di macchinetta fotografica ci siamo avvicinati per scorgere dei sospetti cordoni blu. Poco dopo un' ancora più sospetta cabina grigia dotata di vetro davanti e di due omini inseriti all'interno ci ha fatto sorgere l'ovvia domanda "Ma dai, si paga??"...Insomma, l'entusiasmo iniziale era già abbastanza spento, quando, giunti di fronte alla casetta grigia le nostre mascelle hanno avuto uno scatto all'unisono (esattamente così ) e le nostre ugole hanno prodotto un "EEEEEEHHH????" alla stupefacente richiesta di ben 7 EURI semplicemente per salire sul tetto!!!

Non so con quale faccia tosta possono chiedere una cifra tale. Una famiglia di quattro persone dovrebbe pagare 30 euro per sostare un minuto scarso in un ascensore! E poi per vedere cosa? Ma ovviamente ammirare meglio dall'alto Piazza Venezia trasformata in groviera

Potenziare i mezzi pubblici invece di martoriare la città scavando e facendo danni dappertutto no, eh? Beh ovvio, se no come fanno il magna magna degli appalti?

Aaaaah certe volte nella vita vorrei avere la faccia da  che hanno quelli dei piani alti...

 

 

 

ombrellina
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martedì, 15 gennaio 2008,ore 18:18

Quello che è successo alla Sapienza è inammissibile. E' una manifestazione di intolleranza e ignoranza senza precedenti. Vietare al Papa di mettere piede all'università. Ma è possibile??? Dov'è il dialogo, dov'è il confronto??? Mio Dio è incredibile e gravissimo, sono esterrefatta.

Poi ai ladri e ai terroristi mettiamo il tappeto rosso.

Tra l'immondizia che ci sommerge e l'annullamento della visita del Pontefice all'università stiamo facendo una figura barbina all'estero. Povera Italia, dove andremo a finire!!!

Aggiorno il post: ci mancava solo la moglie del Ministro della Giustizia arrestata per CONCUSSIONE!!!

 

ombrellina
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venerdì, 11 gennaio 2008,ore 14:46

E’iniziato da poco questo 2008 e avendo il vizio di guardarmi alle spalle, ho cliccato sul gennaio 2007 per vedere cosa avevo scritto.

Un anno fa in questo stesso periodo ero impegnata in surreali conversazioni con lo specchio, alla ricerca di chiarezza; oggi mi ritrovo con un sorriso da ebete e gli occhi a forma di cuore come il famoso Spank di giapponese memoria.

Ho deciso di trascurare il blog, è vero. Mi toglie tempo e attenzione, che devo necessariamente dedicare ad altro. Però, dato che non ho più un supporto cartaceo sul quale annotare le date importanti (ho perso quest’abitudine quando ho scoperto che in casa mia la Stasi tedesca a confronto era un’organizzazione di dilettanti) , direi che posso scrivere qui il perché della mia metamorfosi in cagnolino innamorato.

Anche perché te lo devo proprio, caro blog.

Se non fosse stato per te a quest’ora non so se sarei tanto felice.

E vabbè, ormai non è un segreto. Il mio amore ed io siamo due blogger. Due blogger innamorati. A dire la verità lui ha lasciato morire da mesi la sua creaturina virtuale, non ci scrive più. Io la maltratto, ma più di tanto non riesco a staccarmene, ci sto bene qua dentro e spesso mi è servita da stimolo.

A metà del 2006 i nostri blog hanno cozzato l’uno contro l’altro. L’ultima cosa al mondo che potessi immaginare era che sarebbe finita così…eppure il 7 gennaio scorso abbiamo festeggiato un anno insieme e le nostre intenzioni sono proiettate verso il mettere su famiglia

E così ora, mentre scrivo sul mio bistrattato portatile, la sua rosa rossa fa capolino da dietro…e non posso che osservare compiaciuta l’anulare sinistro sul quale scintilla la novità per l’anniversario!!!!!!

 

 

 

 

 

 

 

ombrellina
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mercoledì, 19 dicembre 2007,ore 12:14

Povero blog, ti sto trascurando...

avrei molte cose da scrivere, ma ho un'evidente paresi cerebrale che me lo impedisce. Quello che ho prodotto su carta è oscuro, tormentanto e assolutamente deprimente e mal si addice a questo periodo scintillante, quindi ho evitato di riportarlo qui.

Questa mia confessione non dovrebber essere letta dal mio studente numero 1 (num. 1 perchè è unico) che sta frequentando il mio "Master in spirito natalizio", un corso iniziato il primo dicembre e che terminerà il 6 gennaio con una prova d'esame difficilissima (il 24 dicembre invece ci sarà un esonero di prova).

Ho scoperto con orrore e conseguente accapponatura di pelle, che il mio dolce tesoro, la metà della mela, la luce dei miei occhi e il faro del mio cammino, è alquanto carente in fatto di allegria natalizia. Faceva QUASI parte della schiera (sempre più folta ahimè!) dei malefici detrattori del Natale, quelli che non vedono l'ora che passi, che criticano tutto, che pronunciano la storica frase "Odio il Natale, che ipocrisia che debbano essere tutti buoni e felici per forza", che si squagliano corrosi dalla luce delle decorazioni, hanno esantemi da vischio, ti guardano con occhio torvo  se sorridi, causano corto circuiti al loro passaggio e sono riconoscibili da un alone nero che li avvolge come quello viola della vecchissima pubblicità dell'aids.

Bene, i primi sintomi che ho riscontrato in lui sono state frasi come "Ah, che palle, ma perchè deve venire Natale, NON HO TEMPO, mi devo ammazzare per fare i regali", oppure "Mmm, no, non mi viene in mente nessuna canzone di Natale non me le ricordo" e ancora "No, io odio giocare a carte, mi mette di cattivo umore", o anche "No, il presepio a casa mia non si fa, giusto se va a mia madre" etc etc .

AAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRGGGGGGGHHHHHHHHHHH!!!

Terribile.

Sono stata sul punto di lasciarlo. Poi, mossa a compassione, ho cercato di redimere questa povera anima perduta. Così è iniziato il master.

Per prima cosa l'ho fornito con amore di un calendario dell'avvento. Ogni mattina, frustino alla mano, lo interrogo su cosa ha trovato nella casellina per assicurarmi che la apra. Pensandomi, ovviamente. Anche io ho il mio calendario, tridimensionale e tedesco, bellissimo davvero e che mi ha regalato lui (già stava migliorando!). L'avvento è un momento importantissimo e che in qualche modo va sottolineato. Forse è la parte più bella del Natale, come della vita in generale: l'attesa.

Poi sono arrivate le canzoni natalizie (grazie emule!). E dai cinesi -perchè il portafoglio piange- gli ho comprato alberello e puntale, mentre le decorazioni e le lucette le abbiamo cercate insieme. Siamo usciti sottobraccio per fare i primi regali e non si è stressato (a parte il momento del cercare parcheggio). Abbiamo preso un mini presepino da mettere nella sua stanza e ieri ho visto che dietro aveva disegnato a mano perfino lo sfondo, particolare che mi ha sconquassata di commozione.

Questa sera lo porto al concerto di Natale e poi a fare un giro tra le bancarelle natalizie a piazza Navona. Penso che (ma non fateglielo sapere ancora!) alla fine sarà promosso a pieni voti.

Seriamente (oddio che significa questa parola?) parlando, io alla fine sono quasi d'accordo con i menagrami antinatalizi quando criticano il Natale. Perchè criticano l'apparenza del Natale, quella che stucca. Il Natale dovrebbe essere la festa per eccellenza di chi crede realmente in quello che si festeggia, poi può anche diventare una festa della famiglia, per stare insieme, per essere buoni bla bla, ma è diverso. Mi sembra superfluo ricordare CHI si festeggia il 24 notte. Però guardandomi in giro non mi sembra più tanto superfluo. E' come avere a disposizione un pasticcino bellissimo e mangiarne solo la glassa, lasciando la parte più buona. Sarà bella, colorata, dolce ma poco dopo stomaca. Anche un Natale di soli regali,lucette, pandori e panettoni fa lo stesso effetto.

Ora, tornando all'inizio del post in cui confesso i miei recenti momenti di super negatività, vi starete domandando: a) perchè se pensi queste cose hai dei momentacci? b) con quale faccia allora puoi infondergli lo spirito natalizio? 

Posso eccome. Sono donna. E ciclotimica. Posso benissimo

 

 

 

ombrellina
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giovedì, 06 dicembre 2007,ore 12:17

                                                      
Con questo post illustrato ho intenzione di assecondare la trasformazione in atto da gennaio di questa mia paginetta virtuale in un grande punto di ritrovo degli studenti somarelli.
Perché dico questo?
Da quando ho inserito in questo blog il programmino che mi dice da dove provengono le visite, non c’è stato un giorno, e dico uno, che non siano risaliti alla wunderkammer attraverso la frase “COME FARSI VENIRE LA FEBBRE”…. neanche mi ricordavo di aver scritto una cosa simile, e sono finita in un mio post di gennaio.
Curiosando di qua e di là ho scoperto che c’è un esercito di studenti disperati e tormentati da diaboliche madri aguzzine che sorvegliano le lampadine bollenti di casa affinchè non vengano utilizzate come innalzatori artificiali di temperatura comporea e che quindi navigano su internet alla ricerca di consigli per evitare compiti in classe o temibili interrogazioni .
Per facilitare dunque la ricerca raccolgo qui quello che ho desunto e qualche testimonianza integrale:
Per farsi venire la febbre in rete si consiglia di:
 
 
Mangiare del tabacco  o anche
Mettersi del tabacco sotto le ascelle
Andare a dormire con due saponette sotto le ascelle (per gli igienisti)
Correre con il dentifricio sotto agli occhi  (come avevo scritto nel mio vecchio post, non so quanto sia utile ma ho trovato consigli simili a questo)
Bere un infuso di tabacco (il tabacco va alla grande)
Fare una doccia fredda e asciugarsi con il pinguino de longhi” (questa è fantastica, mi raccomando che sia proprio il De Longhi)
Ecco poi il metodo del baro più ingegnoso del pianeta che ricorda con nostalgia materna la sua invenzione:
prendevi una batteria stilo (una piletta insomma) collegata nei 2 contatti con del fil di ferro, il tutto avvolto da un calzino vecchio arrotolato

appena volevii la febbre prendevi quell'affaretto, collegavi il contatto (ci avevo messo pure un interruttore nell'ultima "versione" :D) e mettevi la punta del termometro in un' "asola" tra il calzino e la pila... aspettavi che la temperatura salisse alla linea voluta e toglievi il tuttose colleghi con un filo elettrico i due poli di una batteria quella scalda

il calzino intorno non faceva altro che creare una "camera" che mantiene il calore, così il tutto si scaldava lentamente (altrimenti se appoggi il termometro direttamente sulla pila calda schizza a 60 gradi)

infilavi il termometro in una piega del calzino, aspettavi 10 secondi che salisse al grado voluto e staccavi la corrente con l'interruttore”
( geniale!e’ Archimede Pitagorico questo!)
Pare sia anche utile
scuotere il termometro al contrario
 
Per chi ha veramente un’interrogazione terribile consigliano in giro anche di
mangiare una patata cruda
Per chi desidera invece rinvigorire l’aroma naturale delle ascelle
Mettere prima il termometro in una cipolla
Ecco il consiglio della ragazza più furba del web:
Prova a prendere un fazzoletto da chi è raffreddato o qualcosa appartenente a qualcuno di raffreddato o ammalato e strofinatelo bene addosso ( con me ha funzionato!!)”
Infine per chi ha appetiti anomali
Mangiare polvere di gesso  (in quanto amante dell'arte vi prego di non addentare gli stucchi decorativi)
Beh, cari studenti disperati che giungete in queste lande lontane in cerca di un appiglio, spero che questa lista sia esauriente. Mi permetto solo di ricordare che masticare tabacco può far venire tumori alla bocca e le patate crude, almeno stando a quanto ne so io, sono velenose. (Ma mi ricordo che quando erano in vista le interrogazioni di algebra io avrei anche mangiato un bidone di bitume con un goccetto d'olio a crudo se necessario pur di evitare)
E voi splinderiani? Avete consigli da aggiungere? Avete mai finto?
ombrellina
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lunedì, 03 dicembre 2007,ore 01:23

 
 
Avevo parole nude,
m'imploravano un nido.
Mi chiamavano, lontane
ruzzolando, inciampando
quando gli occhi
prendevano vita dalle cose.
Si svegliavano agitate
martellando ritmi noti
o danze ribelli.
Un’ossessione amica
di accenti senza volto
e respiri senza forma.
 
Ma oggi
-troppo spesso-
non sento più rumore.
ombrellina
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mercoledì, 28 novembre 2007,ore 09:52

Siamo giunti alla fine. Pipino, Pipinella e Raimondo ringraziano i lettori e fanno un inchino


In quello stesso momento il Consigliere di corte stava lucidando con amore l’ultimo paio di scarpe rosse su misura che aveva ordinato al ciabattino reale. Pensava che se il cavaliere nano fosse riuscito nell’impresa e la principessa si fosse sposata, avrebbe potuto sbizzarrirsi nel progettare la sua mise da matrimonio. Intanto, intorno a lui fervevano i preparativi nel castello: a nessuno sembrava vero che finalmente succedesse qualcosa di nuovo.

Pipinella si stava ubriacando eccitatissima di crema antiacne, nella speranza che succedesse il miracolo, mentre le cameriere cercavano di nascondere in un sorriso le espressioni di disgusto per l’odore nauseante.

Alle dieci di sera tutta la corte era riunita nella sala del trono, in silenzio. Di Raimondo nessuna traccia. Dopo due ore durante le quali le mani di Pipino avevano idratato abbondantemente i braccioli del trono, la porta si spalancò con rumore. Raimondo il Breve entrò con fare eroico a cavallo.

“C’è puzza di principessa! Sentite!! “ bisbigliarono i cortigiani quando l’eroe si fu fermato al centro della sala. Aleggiava uno strano odore nell’aria.

“Raimondo!!” esplose Pipinella alzandosi. “Parlaci. Dicci cosa hai visto cavaliere” proseguì con maggiore contegno il padre.

Raimondo aggiustò l’impianto di amplificazione e cominciò:

“Giù nell’oscurità della selva, ove nessuno osa addentrarsi, io sono penetrato, giungendo fino al loco in cui l’aere è di tosco. Con sprezzo del periglio mi sono calato negli abissi del male. Solo un' immagine di fronte a me! Il soave volto della principessa. Nell’oscurità limacciosa mi sono fatto strada, violentando le mie forze, addormentando i sensi. Ho scorto una cavità oscura, terribile e nefanda e lì per un mortalmente stretto cunicolo mi sono spinto, risalendo. L’acqua fangosa era bassa in quella mostruosa caverna e ho riempito i polmoni di veleno. Avevo già sentito da qualche parte quell’odore.

Con immensa fatica ho cercato la sorgente della fanghiglia, cercando di non perdere il senno, sentendo crescere in me una smisurata violenza. Finchè improvvisamente ho udito delle voci. Ah turpe inganno! Principessa! Trascinandomi in silenzio ho arguito che mi trovavo negli scarichi della fabbrica del vostro unguento.”

“Ooooooooh” l’intera sala si gelò.

Pipinella tremava. “Ma…ma…non è possibile…io…non sapevo…”

“C’è una fabbrica nascosta nel mio regno e io non ne ero a conoscenza???” tuonò Pipino adirato. Il Consigliere si fece avanti: “ Nessuno ne era a conoscenza Sire. Chi ha mai osato avvicinarsi al Lago dei Cattivi Pensieri?”

Raimondo proseguì : “ Colti di sorpresa i due malfattori che a causa del fango credevano fossi una creatura figlia delle viscere della terra, ho fatto si che confessassero le loro nefandezze. Ebbene signori, i due si arricchiscono da anni producendo un unguento terribile per la principessa, che oltre a non dare alcun beneficio, ma anzi, aggravare il problema, ha effetti devastanti sulla mente. Gli scarichi hanno inquinato le acque del lago e dei pozzi. E tutti voi pagavate per questo!” Raimondo fece impennare ad arte il cavallo che nitrì spaventosamente. Nel salone ormai regnava il caos. Pipinella scappò via piangendo disperata. Pipino sbattè lo scettro a terra per riportare l’ordine.

“ Raimondo il Breve, la tua impresa onorevole non ha eguali. Il mio regno te ne sarà immensamente grato, per sempre. Lasciami esprimere questa gratitudine concedendoti la mano di mia figlia.”

 

Fu così che nove mesi dopo, nacque il famoso Pipino il Breve. Raimondo strinse amicizia con il Consigliere che seppe valorizzare la sua infinita attrazione per i tacchi. Non si curò delle scappatelle amorose della consorte che aveva scoperto la gioia di possedere una pelle di pesca.

Nessuno trovò i due malfattori né tracce del loro immenso patrimonio. Ancora si vocifera che trovarono riparo in Svizzera.

ombrellina
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lunedì, 26 novembre 2007,ore 16:38

Una mattina di sole del 13 settembre (ancora se lo ricordano bene tutti) Pipinella scese in strada come una furia, diretta verso uno dei pozzi per darsi coraggio e sfogare quindi i suoi istinti repressi su un soldatino dall’aria innocente che controllava la porta del retro del castello.
Improvvisamente udì alle sue spalle un rumore di zoccoli che si faceva via via più intenso e si trasformò in nitrito. La principessa si girò restando folgorata dal cavallo bianco che si era impennato in controluce in posa plastica e dal mantello azzurro del cavaliere che vi sedeva sopra.
“Oh….è lui è lui, lo so!” si disse eccitata. Si sistemò i capelli, strinse i laccetti del busto per essere più prosperosa e sfoderò il suo più bel sorriso.
“Donna! Che regno è mai questo?” le chiese il cavaliere con voce profonda che le penetrò dritta dritta negli ormoni, sconvolgendoli.
“Il regno del grande Pipino, signore. E vi trovate casualmente di fronte all’erede al trono.”
“Oh! Mirabile visione, non c’è che dire. Io sono Raimondo il Breve, cavaliere errante. Lasciatemi placare la sete con le fresche acque di questo pozzo…anche se ora che vi vedo, la mia sete è altra.”
Pipinella gongolò eccitata. Era la prima volta che qualcuno le faceva un complimento.
Allora il cavaliere scese e lasciò braccia e gambe sul cavallo.
Si, proprio così, lasciò braccia e gambe sul cavallo. L’eroe era così basso, ma così basso che per cavalcare aveva bisogno di aggiungersi i pezzi. Arrivava più o meno alla cinta di Pipinella.
La principessa si stupì, si disperò, maledisse fra sé e sé la sua sfortuna, fece un rapidissimo riassunto della sua vita sentimentale – davvero rapido, perché non c’era niente da riassumere, eccetto qualche stretta di mano- , pensò al futuro, alla sua terribile acne seborroica, agli ultimi 7 anni in attesa di un cavaliere e infine alla famosa legge dell’altezza e così decise che poteva anche farselo andare bene.
“No, no, non bevete! Questo pozzo ha un’acqua malsana, mio padre ha emanato un editto a tal proposito. Chiunque risolverà questo problema gravoso…beh… avrà me in sposa” .
Arrossì sbattendo le ciglia. Aveva letto da qualche parte che faceva effetto.
“Siate così gentile da condurmi da Vostro padre mia signora” disse il cavaliere con una vocina nuova. Aveva lasciato sul destriero l’impianto di amplificazione vocale.
 
Quando Pipino vide Raimondo, si dispiacque moltissimo che un nome così virile fosse stato sprecato per un individuo del genere. Comunque, dato che era il primo che si presentava in sette anni, gli espose con cura la questione. Raimondo ascoltò attentamente, prese appunti, chiese delucidazioni su vari dettagli, fece domande e poi sbattè i piccoli tacchi con sicurezza. In quel momento la schiena del consigliere, che aveva assistito al tutto in silenzio, fu percorsa da un forte brivido di soddisfazione.
“Risolverò il problema che vi attanaglia Sire. E se sarà vostro desiderio, sarei immensamente onorato di convolare a nozze con la vostra adorabile figlia”.
Sentendo queste parole, la balia le diede un pizzicotto sul sedere e Pipinella squittì.
 
Quello stesso pomeriggio l’intero villaggio seguì la spedizione di Raimondo verso il Lago dei Cattivi Pensieri. C’era una grande confusione, ognuno diceva la sua e spesso gli effetti dell’acqua malsana si facevano evidenti nei comportamenti alterati. Tutti comunque, guardavano con estrema curiosità quel cavaliere possente che avanzava intrepido verso la foresta. Quando giunsero al limite delineato dagli alberi, si fermarono, compresi Pipinella e Pipino.
“ Proseguirai solo da ora in poi. Desideriamo non avventurarci di più. Buona fortuna Raimondo il Breve” disse Pipino solennemente.
Il cavaliere scese e mostrò il suo reale aspetto. Un “oooooohhhh” di stupore generale si confuse col vento tra le foglie e Raimondo, presa una lunga canna di bamboo, una strana maschera e una sacca, si addentrò verso il cuore del bosco tra le risa.
Raimondo era abituato a tali manifestazioni di stima e fiducia, ma la sua vita da cavaliere errante l’aveva temprato e non ci faceva più caso. Anche se la principessa non era un granchè e aveva uno strano odore, forse questa era la volta buona e sarebbe stato ripagato di tutte le umiliazioni subite.
Giunto sulle buie sponde del lago, tirò fuori dalla sacca un abitino stretto che gli aderì addosso come una pelle. Prese la maschera, la canna di bamboo, scelse il punto meno scivoloso e dopo aver pensato fugacemente alla sua mamma si buttò nel lago.
ombrellina
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mercoledì, 21 novembre 2007,ore 12:11

Hola chicos!

Dato che tra amici e conoscenti si è diffusa ultimamente come un morbo subdolo la passione per il ballo e anch'io covavo in seno da qualche mese l'idea serpentiforme di rivitalizzare i fianchi stanchi, ho deciso di approfittare dell'apertura di una nuova mini palestra a cinque minuti da casa per trasformarmi in una salsera doc.

 Pertanto ieri sera sono andata alla seconda lezione di salsa e meringhe. La palestra è piccina piccina, ma l'ambiente mi è molto familiare...sarà forse perchè si è trasferita in massa tutta la mia famiglia??

Si sono iscritti infatti anche mia madre, mio padre, mia sorella e per ultimo, dopo vari sbattimenti di ciglia, lagne, bronci e quant'altro è stato in mio potere, la mia dolce metà.

All'inizio il povero Simone si è sentito più o meno così , (il blob sono io e lui aveva proprio quell'espressione) risucchiato in un tunnel di "un dos tres" , poi però - ma è molto cauto nell'ammetterlo- c'ha preso gusto e alla fine, come l'uomo Del Monte, ha detto SI.

Ovviamente siamo bravissimi. Stiamo già pensando ai tornei mondiali di salsa. Siamo così bravi che ieri ci hanno immortalati perchè diventassimo la coppia immagine per dare lustro alla nascente palestra

Dall'alto della mia esperienza, mi permetto perciò di darvi qualche consiglio nel caso in cui vogliate provare la salsa:

Fate soffriggere in metà del burro le cipolle e le carote tritate: appena saranno colorite, unitevi la farina, che lascere imbiondire, sempre mescolando. Diluite quindi con il brodo. Salate, pepate.......

ombrellina
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lunedì, 12 novembre 2007,ore 15:54

Molto probabilmente sarò l'ennesima blogger a scrivere qualcosa sui fatti di ieri. Arrivo in ritardo perchè per fortuna ho trascorso la mia domenica in gita con la famiglia, nelle Marche, tra paesaggi di colline dolcissime dai colori caldi, sole e mare azzurro...sono stata anche nello splendido santuario della Madonna di Loreto dove sono conservate secondo la tradizione (che sembra confermata almeno da perizie archeologiche sull'epoca e sulla provenienza) le mura della casa di Maria a Nazareth, trasportate in Italia su delle navi dai crociati. Al ritorno, tra una canzone e l'altra notizie inascoltabili alla radio. E una fila di autogrill chiusi. 

Mi sono dimenticata di riportare questo piccolo episodio nel mio penultimo post. La settimana scorsa mentre tornavamo da Venezia, ci siamo imbattuti in interi pullman di bestie. Veri animali. Gli autogrill erano tutti semichiusi, dove avevano potuto avevano chiuso cancelli anche all'interno, per salvare il salvabile. Un'auto della polizia (inutile, perchè due persone non possono fare assolutamente nulla contro pullman pieni di gente) ad ogni autogrill. E la commessa impaurita ci ha detto che ogni domenica è la stessa storia... che arrivano i tifosi delle trasferte e fanno i padroni, rubano, che i più intelligenti chiudono, ma loro sfortunatamente erano rimasti aperti. Eravamo entrati per fare pipì, ma appena messo piede dentro ci siamo spaventati: regnava il caos, c'era mondezza ovunque, confezioni aperte, mangiate e lasciate a metà, questi bei soggetti - e mi dispiace dirlo,in quanto romana e simpatizzante per la Roma,  ma erano tifosi romanisti quelli che ho visto in quel momento, ma da quanto ho capito funziona così per tutti- prendevano tutto quello che potevano prendere, con le mie orecchie ho sentito uno che diceva all'altro "Tiè, pija, magnali sò boni, l'ho aperti io, che te frega magna" ...Un comportamento ignobile. Tutte le uscite degli autogrill erano deviate e nonostante la pattuglia fuori non c'erano nemmeno i controlli perchè era evidente la rassegnazione all'ennesima razzia!!

Ne parlo perchè quando ieri ho sentito la notizia alla radio di un tifoso ucciso per una rissa all'autogrill ho pensato immediatamente a quello che avevo visto soltanto sette giorni prima. Poi al rientro a casa ecco comparire al tg immagini di guerra civile. Ribadisco: che schifo. Non voglio e non posso entrare in merito alla questione scatenante, ovvero la morte di quel povero ragazzo, non si sa esattamente cosa sia successo, ma per quanto sia assolutamente ingiusta, per quanto faccia venire la pelle d'oca il pensiero di un coetaneo che perde la vita così all'improvviso, comunque resta il fatto che all'origine di tutto c'è questo stronzissimo calcio.O meglio, quello che è diventato il calcio. Non parlo di Gabriele Sandri perchè è inutile e fuori luogo che mi metta a discutere o dare giudizi. Parlo di quello che è venuto dopo. La cosa che più mi fa indignare è l'imbecillità. La palese, evidentissima mancanza di punti di riferimento. L'abissale ignoranza. Le migliaia di cervelli spappolati che "combattono" per un gioco. E' un gioco il calcio!! Non può essere una cosa così seria. Un "credo", qualcosa per cui "combattere". Il senso di appartenenza al giorno d'oggi sopravvive evidente solo nel calcio...e non capisco quest'odio contro le forze dell'ordine, questa cieca lotta in nome del nulla...mi disgusta. Quando vedo dei carabinieri o dei poliziotti io mi sento più sicura, non ho l'impulso di acchiappare un sasso e mirare alle teste. Oggi nel calcio vedo solo una valvola di sfogo di una violenza senza senso. Mi dispiace per chi lo ama come gioco in quanto tale, per chi si appassiona davvero. Mio nonno per esempio, era un romanista sfegatato, era pazzo della Roma e se vedesse quello che succede oggi credo vomiterebbe.

L'altra cosa che mi ha fatto schifo sono stati i mass media. Oggi hanno parlato di tam tam tra i tifosi di tutta Italia. Ma chi ha diffuso la notizia, quando la dinamica ancora era sconosciuta,  di una rissa terminata con un tifoso ucciso da un poliziotto? Dicendo una cosa del genere e sapendo benissimo, visti i precedenti, il clima di tensione e di odio che serpeggia fuori e dentro gli stadi, che cosa poteva venirne di buono???E poi chi da tempo doveva decidere come fosse più opportuno comportarsi sulla questione calcio-violenza? Ma che ci frega, i soldi sono più importanti...Diamo panem et circenses... Così intanto sono tutti felici e contenti. Poi se succede qualche casino la mettiamo sul piano politico,ci scanniamo un pò,  a qualcuno comunque in positivo o negativo tornerà utile.

Soltanto Pochi mesi fa le recite, le cerimonie ufficiali, tutti a strapparsi i capelli e a battersi il petto per la morte di Filippo Raciti, tutti a dire "oh sarà utile per cambiare le cose" (concetto più volte ripetuto in varie occasioni: c'è bisogno che muoia la gente per cambiare. Ho sentito questa frase recentemente anche a proposito della morte di quella poveretta della Reggiani...ma questa è un'altra storia). E questo è il risultato.

Basta, oggi mi fa tutto schifo. Lo dimostra il fatto che questo post è molto confusionario, ma sono molto incazzata.

 

ombrellina
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sabato, 10 novembre 2007,ore 11:40

 

Oggi il mio velo di notte
Profuma di luce
L’alba mi bacia le dita
E un nuovo canto scorre
Su un cuore di nodi.
 
Sono libera.

ombrellina
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martedì, 06 novembre 2007,ore 21:06

...Per fortuna abbiamo ancheggiato a sufficienza e la danza del sole che avevamo preparato ha funzionato, perchè sopra Venezia i raggi hanno diffuso tutto il loro splendore durante i quattro giorni del nostro soggiorno. E' stato emozionante per me e mia sorella tornare nello stesso bell'appartamentino in centro di due anni fa! Solo che stavolta era tutta un'altra cosa senza genitori   Venezia è una città meravigliosa, è del tutto superfluo ma doveroso ribadirlo, dato che  ogni angolo emana davvero un fascino magico. Il fatto di essere piena di turisti a  causa del ponte di novembre, ci ha scatenato contro gli strali e le ire dei veneziani indigeni che non gradivano la nostra presenza straniera a bordo degli appunto affollatissimi vaporetti. In realtà la protagonista del nostro breve raid veneziano è stata la 52esima edizione della Biennale d'arte contemporanea...e a tal proposito spenderò qualche parola.

Nel complesso la Biennale non mi è piaciuta. Sempre la stessa pappa. Non c'era nulla di particolarmente esaltante, ad eccezione di uno o due padiglioni della parte dei Giardini e di qualche idea esposta all'Arsenale. Idea appunto. Ormai si espongono solo quelle. La forma non conta più e neanche conta più la chiarezza nell'esporre quello che si ha in testa...anzi, più sei contorto, criptico, incomprensibile più sei figo. Oppure puoi giocare sul pubblico "gazza ladra". Ecco allora nascere tutto un fiorire di neon, luci colorate, brillantini che attraggono da lontano e rimangono forse più impressi, ma sempre senza senso (il più delle volte) restano. Oppure hai la possibilità di aderire al partito delle terribili stanze oscure. Nelle stanze oscure oltre al proliferare di batteri e microbi vari dovuti all'ingresso degli avventori, si proiettano filmati di deliri al 99% in inglese,  che minano la pazienza di chiunque. Soprattutto perchè in mancanza di luce e di ossigeno è difficile mantenere desta l'attenzione. Poi c'è il settore luna park. Lì i bambini impazziscono e anche gli adulti. L'arte giocattolo è sempre una facile carta vincente. Ci sono poi i bravi fotografi che hanno soppiantato i pittori e i vari ferramenta che si dichiarano scultori. La pittura alla Biennale è morta, la scultura agonizzante. E' tutta una cascata di video e di fotografie. E poi c'è tanta angoscia, veramente tanta. Carrettate, fagottate, tonnellate di angoscia. Metà dell'Arsenale trasuda guerra. E un senso di morte aleggia anche nei Giardini. Se l'arte rispecchia lo spirito del mondo quello che ne ho desunto è che non vedo nemmeno un granello di speranza.

In ogni caso, anche se mi è piaciuta molto meno della scorsa edizione, è comunque una bella esperienza. Un pò sfiancante, ma sicuramente starò di nuovo lì nel 2009, fiduciosa. L'altro grande protagonista del viaggio,invece, partorito dalla mia malatissima mente, è stato il fotoromanzo. Da grande persona seria quale sono, ho sempre sognato di fare concorrenza a Grand Hotel...ne è dunque nata una vicenda "pietoseriaridicolgialla" che ci ha condotto dritti dritti verso immense figuracce nelle calli veneziane nonchè, sul finale, negli autogrill. A proposito di autogrill, ho scoperto di avere un'insana passione per il gioco. Le raccomandazioni di Pupo sulla pericolosità della questione mi sono scivolate addosso e ora sono già in crisi d'astinenza da gratta e vinci. (Per non parlare delle macchinette con le monetine da far cadere, ma quelle sono un'altra storia e non c'entrano niente col weekend).

Quanto al terzo grande nodo del viaggio dico soltanto che gli ottocenteschi salassi terapeutici  non erano nulla in confronto ai prezzi di Venezia. Per far riposare il nostro rombante veicolo per tre giorni abbiamo dovuto stillare ben 63 gocce di sangue. Una corsa sul vaporetto ne costa 6 e il biglietto per tre giorni 30, ma fortunatamente la nostra giovane etade ha fatto sì che ne perdessimo "solo" 22. Anche i dolcetti che hanno fatto girare la testa alle nostre papille gustative hanno provocato un'ingente perdita di denari, perchè i più buoni (e i più pesanti naturalmente, perchè di pasta di mandorle) costavano ben 4 euro l'etto!

In ogni caso la città è talmente bella che ne vale comunque la pena e non vorrei essere troppo insinuante, ma molto probabilmente i cari veneziani lo sanno bene e se ne approfittano un bel pò...

Ecco qualche foto...

Questa era la nostra fermata di vaporetto, la bellissima Ca' d'oro

E questi due scorci a caso...tanto sono uno più bello dell'altro

 

Un pò di atmosfera biennalesca...

 

E una fetta di mare dai giardini della Biennale...

Mise en abyme di maschere...

E dulcis in fundo i 4 viaggiatori nell'ombra...

 

 

ombrellina
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lunedì, 29 ottobre 2007,ore 19:26

Aggiornamento della situazione:

-La mia dimora è ancora un cantiere frequentatissimo che vede entrare e uscire senza sosta gente e materiali.

-Ho le guance incrostate di sale per il copioso pianto dovuto alla commozione feroce causatami dall'arrivo della nuova lavatrice e dall'aver appena steso il primo splendente bucato.

-Comincio ad assumere un'inflessione tra il sardo e il rumeno dovuta all'assidua frequentazione con due rappresentanti dei suddetti idiomi.

-Sono in fremente attesa dell'ultima puntata di Guerra e Pace, che mi è piaciuto moltissimo e ha perfino avuto il merito (o la colpa ) di generare discussioni etico comportamentali con numerosi riferimenti non casuali a fatti e persone a noi note. Sto inoltre facendo bamboline vodoo di Violante Placido perchè sono invidiosa e cattiva e non è giusto che lei abbia indossato vestiti così belli.

-Sono tornata ad un'atmosfera da ginnasio in quanto oggetto d' interesse di un sedicente commercialista che dice di aver trovato casualmente il mio numero nella sua rubrica e ha pensato bene di farmi presente che mi pensava tempestandomi di squilletti.

-In un momento di estremo masochismo, ho trascorso il sabato sera con mia sorella davanti a Scamorzo e ci siamo beate del capolavoro Ho voglia di te o meglio HVDTHHDDTVVVABCZHDVT, e l'ho trovato, se mai era possibile, ancora più orribile del primo, che era riuscito a sua volta nell'impresa impossibile di essere più orribile del romanzo.  Però il povero Scamorzo non mi sta antipatico, sarà sempre un pò zozzo e sudicio ma secondo me è una vittima sacrificale di Moccia, il terribile abbattitore di lampioni a suon di lucchetti.

-Sto facendo la lista per la partenza: giovedì con mon amour, sorella e migliore amico me ne vado a Venezia e a questo proposito sto studiando una coreografia  a quattro per la danza del Sole.

-Ah, visto che sono megalomane and wanna be a superstar, ho visto sul blog di Flannagan questo simpatico passatempo e ho cercato di capire a quale star somiglio...ma il risultato mi lascia alquanto perplessa. Sempre grazie a questo gioco infatti, ho scoperto di essere fidanzata con il sosia di Demi Moore,il che è abbastanza inquietante. Vedete un pò voi...Provateci, vediamo quante star affollano splinder!!!

 

 
ombrellina
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mercoledì, 24 ottobre 2007,ore 11:40

 

Quando si spoglierà il giorno
 
E la notte rotolerà sugli occhi del mondo
 
Se un sentiero di sassi mi ferirà il piede
 
E la vita mi graffierà il viso
 
Io so
 
Che la mia mano sarà nella tua
 
Sempre
 
In un cielo di zucchero
 
E una danza di sole.
 
ombrellina