Oggi è il mio primo turno sul blog Caffè letterario
Questo è il racconto che ho postato.

Ispirato a Marc Chagall, Il Violinista, 1911. Dusseldorf, Kunstammlung Nordherin-Westfalen
(foto terribile del mio libro, ma non sono riuscita a trovarlo decente in rete!)
Era un violinista Camille e nella vita riempiva le strade di musica.
Quando arrivava, le note si rincorrevano allegre nell’aria, sfiorando le facciate dei palazzi, restando impigliate ai cornicioni oppure correndo leggere nel vento che accarezzava la campagna russa.
Suonava così, in un vecchio e liso cappotto rosso, con un cappello un po’ logoro calato su quell’occhio che incuriosiva i ragazzi più grandi e spaventava i più piccoli che gli portavano le monete dei genitori.
“Con uno ho guardato Parigi e con l’altro adesso guardo
Camille se ne andava in giro libero e silenzioso come le nuvole in primavera.
A volte lo accompagnava un ragazzino russo, Iosif, che appariva e scompariva dalla sua vita come un passerotto nervoso in un cespuglio.
Era speciale Iosif. Parlava raramente e quasi senza mai aprire la bocca, ma quel poco che diceva bastava sempre a colmare i successivi silenzi.
“Suonando, tu parli al mondo e del mondo” disse un giorno il ragazzo al vecchio Camille che faceva scivolare l’archetto sulle corde.
Il violinista annuì sorridendo, con la testa piegata di lato, mentre dalle sue mani si propagava intorno una musica dolcissima. Ancora una volta si posava sui fiori, sui sassi e sulle tegole del tetto di una casa di campagna poco distante.
Facendo capriole in aria, improvvisamente le note si avvolsero ai polsi di due giovani, li attirarono verso la strana coppia e li fecero sedere di fronte, sull’erba fresca.
In silenzio, i quattro restarono vicini, mentre il sole pennellava i loro visi d’oro e d’arancio ed il violino continuava ad abbracciarli. I due ragazzi si strinsero le mani e senza dire nulla quel pomeriggio capirono che non si sarebbero mai lasciati.
Quando il cielo si fece turchino e gli alberi divennero sagome ritagliate di carta nera, Camille e Iosif si alzarono.
“Grazie…” sussurrarono i due giovani al vecchio, avviandosi per il sentiero di farina bianca dal quale erano venuti.
Con la prima stella della sera brillò una lacrima nell’occhio del violinista.
Anche Iosif si allontanò per un’altra strada, verso caldi e fumanti tetti di legno in lontananza.
Camille si strinse nel cappotto rosso, ripose il violino e lentamente s’incamminò.
A poco a poco la sua piccola figura serena scomparve, inghiottita da una luna d’argento.
Ultimamente mi è capitato di dedicare continuativamente il weekend alle mostre o comunque a fare da turista ( e da guida turistica
) nella mia adorata Roma. Ho visto la bellissima mostra dei Macchiaioli al Chiostro del Bramante (c'è poco da fare, saranno care, ma lì fanno le mostre meglio organizzate, se vi interessa è fino al 3 febbraio), quella un pò più d'elite su Bernini pittore a Palazzo Barberini e due giorni fa, con Simone e mia sorella, la mostra su Gauguin al Vittoriano. Nello stesso complesso dopo aver visto anche i pantaloni, le scarpe e i vari accessori di Garibaldi , uscendo sulla terrazza dell'altare della nostra patria (pesantissimo monumento che piace tanto agli stranieri e che qui a Roma molti chiamano ancora la macchina da scrivere o la grande torta) ci siamo goduti il bel panorama sui fori che da lì si può ammirare.

Mentre pensavamo inorriditi al recente progetto di chiudere la passeggiata dei fori per renderla a pagamento - è veramente un'assurdità!!- ci siamo voltati e abbiamo visto questo mostro tecnologico sul retro dell'altare

"Roma dal cielo" era il cartello che lo precedeva. "Daaaai saliamoooo che bello!!!" E' stata l'esclamazione che ne è seguita. Armati di macchinetta fotografica ci siamo avvicinati per scorgere dei sospetti cordoni blu. Poco dopo un' ancora più sospetta cabina grigia dotata di vetro davanti e di due omini inseriti all'interno ci ha fatto sorgere l'ovvia domanda "Ma dai, si paga??"...Insomma, l'entusiasmo iniziale era già abbastanza spento, quando, giunti di fronte alla casetta grigia le nostre mascelle hanno avuto uno scatto all'unisono (esattamente così
) e le nostre ugole hanno prodotto un "EEEEEEHHH????" alla stupefacente richiesta di ben 7 EURI semplicemente per salire sul tetto!!!
Non so con quale faccia tosta possono chiedere una cifra tale. Una famiglia di quattro persone dovrebbe pagare 30 euro per sostare un minuto scarso in un ascensore! E poi per vedere cosa? Ma ovviamente ammirare meglio dall'alto Piazza Venezia trasformata in groviera

Potenziare i mezzi pubblici invece di martoriare la città scavando e facendo danni dappertutto no, eh? Beh ovvio, se no come fanno il magna magna degli appalti?
Aaaaah certe volte nella vita vorrei avere la faccia da
che hanno quelli dei piani alti...
...Per fortuna abbiamo ancheggiato a sufficienza e la danza del sole che avevamo preparato ha funzionato, perchè sopra Venezia i raggi hanno diffuso tutto il loro splendore durante i quattro giorni del nostro soggiorno. E' stato emozionante per me e mia sorella tornare nello stesso bell'appartamentino in centro di due anni fa! Solo che stavolta era tutta un'altra cosa senza genitori
Venezia è una città meravigliosa, è del tutto superfluo ma doveroso ribadirlo, dato che ogni angolo emana davvero un fascino magico. Il fatto di essere piena di turisti a causa del ponte di novembre, ci ha scatenato contro gli strali e le ire dei veneziani indigeni che non gradivano la nostra presenza straniera a bordo degli appunto affollatissimi vaporetti. In realtà la protagonista del nostro breve raid veneziano è stata la 52esima edizione della Biennale d'arte contemporanea...e a tal proposito spenderò qualche parola.
Nel complesso la Biennale non mi è piaciuta. Sempre la stessa pappa. Non c'era nulla di particolarmente esaltante, ad eccezione di uno o due padiglioni della parte dei Giardini e di qualche idea esposta all'Arsenale. Idea appunto. Ormai si espongono solo quelle. La forma non conta più e neanche conta più la chiarezza nell'esporre quello che si ha in testa...anzi, più sei contorto, criptico, incomprensibile più sei figo. Oppure puoi giocare sul pubblico "gazza ladra". Ecco allora nascere tutto un fiorire di neon, luci colorate, brillantini che attraggono da lontano e rimangono forse più impressi, ma sempre senza senso (il più delle volte) restano. Oppure hai la possibilità di aderire al partito delle terribili stanze oscure. Nelle stanze oscure oltre al proliferare di batteri e microbi vari dovuti all'ingresso degli avventori, si proiettano filmati di deliri al 99% in inglese, che minano la pazienza di chiunque. Soprattutto perchè in mancanza di luce e di ossigeno è difficile mantenere desta l'attenzione. Poi c'è il settore luna park. Lì i bambini impazziscono e anche gli adulti. L'arte giocattolo è sempre una facile carta vincente. Ci sono poi i bravi fotografi che hanno soppiantato i pittori e i vari ferramenta che si dichiarano scultori. La pittura alla Biennale è morta, la scultura agonizzante. E' tutta una cascata di video e di fotografie. E poi c'è tanta angoscia, veramente tanta. Carrettate, fagottate, tonnellate di angoscia. Metà dell'Arsenale trasuda guerra. E un senso di morte aleggia anche nei Giardini. Se l'arte rispecchia lo spirito del mondo quello che ne ho desunto è che non vedo nemmeno un granello di speranza.
In ogni caso, anche se mi è piaciuta molto meno della scorsa edizione, è comunque una bella esperienza. Un pò sfiancante, ma sicuramente starò di nuovo lì nel 2009, fiduciosa. L'altro grande protagonista del viaggio,invece, partorito dalla mia malatissima mente, è stato il fotoromanzo. Da grande persona seria quale sono, ho sempre sognato di fare concorrenza a Grand Hotel...ne è dunque nata una vicenda "pietoseriaridicolgialla" che ci ha condotto dritti dritti verso immense figuracce nelle calli veneziane nonchè, sul finale, negli autogrill. A proposito di autogrill, ho scoperto di avere un'insana passione per il gioco. Le raccomandazioni di Pupo sulla pericolosità della questione mi sono scivolate addosso e ora sono già in crisi d'astinenza da gratta e vinci. (Per non parlare delle macchinette con le monetine da far cadere, ma quelle sono un'altra storia e non c'entrano niente col weekend).
Quanto al terzo grande nodo del viaggio dico soltanto che gli ottocenteschi salassi terapeutici non erano nulla in confronto ai prezzi di Venezia. Per far riposare il nostro rombante veicolo per tre giorni abbiamo dovuto stillare ben 63 gocce di sangue. Una corsa sul vaporetto ne costa 6 e il biglietto per tre giorni 30, ma fortunatamente la nostra giovane etade ha fatto sì che ne perdessimo "solo" 22. Anche i dolcetti che hanno fatto girare la testa alle nostre papille gustative hanno provocato un'ingente perdita di denari, perchè i più buoni (e i più pesanti naturalmente, perchè di pasta di mandorle) costavano ben 4 euro l'etto!
In ogni caso la città è talmente bella che ne vale comunque la pena e non vorrei essere troppo insinuante, ma molto probabilmente i cari veneziani lo sanno bene e se ne approfittano un bel pò...
Ecco qualche foto...
Questa era la nostra fermata di vaporetto, la bellissima Ca' d'oro
E questi due scorci a caso...tanto sono uno più bello dell'altro
Un pò di atmosfera biennalesca...
E una fetta di mare dai giardini della Biennale...
Mise en abyme di maschere...
E dulcis in fundo i 4 viaggiatori nell'ombra...
Quand'ero piccola gongolavo nell'essere definita bambina molto giudiziosa. Adesso di mettere realmente giudizio sottoforma di quattro grossi quadratoni bianchi ricoperti di smalto non sono affatto felice.
E' il terzo giorno di mal di denti... il che si traduce nel non poter aprire bene la bocca, nel dovermi piantare le posate col boccone quasi in gola per poter mangiare,in una fastidiosa pallina dolente sotto al collo che dovrebbe essere una ghiandola e in un piacevolissimo mal di testa fisso.
Potrei rivolgermi a sant'Apollonia, che è la protettrice dei mal di denti, ma solo pensare alla sua storia mi fa venire i brividi. La riporto in breve: Sant'Apollonia fu una martire anziana del III secolo. Quando ad Alessandria d'Egitto grazie all'istigazione di un indovino, scoppiò una violenta persecuzione contro i cristiani, alla santa, anziana e vergine (nell'iconografia però è sempre giovane perchè vergine) , stando alla tradizione, vennero strappati tutti i denti con una tenaglia perchè si rifiutava di offendere Dio. Dopodichè venne portata davanti ad un rogo e minacciata di essere bruciata se non avesse obbedito. Apollonia pur di non commettere peccato, si liberò dai carnefici e si gettò da sola nel fuoco, morendo bruciata.
La cosa curiosa è che poi si scatenò un tale culto della santa che parecchi secoli dopo, stanco di quest'eccesso di reliquie , papa Pio VI fece raccogliere tutti i denti attribuiti ad Apollonia e ne fece un bauletto all'interno del quale ce n'erano ben 3 kg (!) e che venne gettato nel Tevere.
Beh, la maggior parte dei dentisti adesso, appena si sente sfiorare le orecchie dall'espressione "denti del giudizio" sfodera le sue pinze e tenaglie che probabilmente ha ereditato dai parenti alessandrini e pronuncia con compiacimento "Siiii, dobbiamo decisamente estrarre, togliamo TUTTO"... (conosco moltissime persone alle quali sono stati tolti molto prima che spuntassero...bah)
Sinceramente dopo anni e anni di rapporto strettissimo con uno studio dentistico a causa dell'assestamento del mio sfavillante sorriso, non ho alcuna voglia di provare l'ebbrezza di Apollonia. Vedremo...prima o poi passerà.
Almeno spero.
...Sarà che leggendo il diario di monsieur Paul Freart de Chantelou sul viaggio del Cavalier Bernini in Francia (non è un romanzo, ma una cronaca dettagliatissima, pertanto a meno che non abbiate una forte passione per le cose semi sconosciute non ve lo consiglio) mi sono calata nei meandri della corte di Luigi XIV
(che vedete qui ritratto da Bernini stesso nel busto che realizzò durante il suo soggiorno a Parigi...ah che darei per avere capelli fluenti come i suoi! Chissà che balsamo utilizzava il Re Sole), comunque mi sono persa mentalmente tra i regali corridoi francesi e sono finita dritta dritta nelle cucine (mah, chissà come mai...
...oink)
Lì mi sono imbattuta casualmente nel famosissimo gran cerimoniere di corte monsieur Vatel...
che nonostante questa faccetta smarrita è stato il più grande esperto di "catering"
del Seicento.
Il poveretto però, come ogni genio che si rispetti, non aveva proprio tutte le rotelline a posto, tanto che, com'è noto, si tolse la vita a causa di un terribile ritardo nella consegna del pesce, cosa che avrebbe per sempre macchiato il suo onore. (In effetti a tavola quella sera era ospite il grande Re Sole e come si fa a deludere uno con una capigliatura così e col phon incorporato nei vestiti per l'effetto panneggio mosso?)
Chiaramente Vatel non era una giovane marmotta dalla soluzione facile, perchè l'unica via d'uscita che gli sembrò più consona fu salire in camera, appoggiare la spada alla porta e trapassarcisi il petto.
MA se avesse avuto con sè la più grande esperta di catering del XXI secolo, ovvero la sottoscritta, avrebbe certamente rimediato con grande maestria, la stessa con la quale ho realizzato (che modestia!che virtù!) questo bel pesce...finto.
Visto che siamo in una wunderkammer, quindi ci si può mettere di tutto, e visto l'apprezzamento riscosso dai palati che lo hanno assaggiato, vi scrivo la ricetta. E' veramente semplice.
Fate lessare 1 kg di patate, poi sbucciatele e passatele con lo schiacciapatate. Unite 250 gr di tonno e mescolate in modo che diventi omogeneo. Nel frattempo tritate un pò di capperi con 2 o 3 alici e unite. Amalgamate con della maionese (se riuscite a farla voi è molto meglio) e salate quanto basta. Se è troppo morbido tenetelo un pò nel frigorifero, altrimenti prendete un vassoio e modellate il composto a forma di pesce...poi decoratelo con sottaceti vari come vi piace di più!
Chissà se a Luigi XIV sarebbe piaciuto.
(Si ringrazia la collaborazione della sorella nella decorazione del pesce)
Oggi i telegiornali hanno annunciato il ritiro dalle scene del grande stilista Valentino...era da un pezzo che volevo postare qualche foto che ho scattato alla mostra sui suoi 45 anni di attività, quindi colgo l'occasione per farlo e a tutte le amanti della bellezza (scrivo al femminile perchè so di colpire nel segno...e nel sogno
) rivolgo un invito a farci un salto.
C'è chi è inorridito nell'aver visto accostati l'Ara Pacis e centinaia di manichini super eleganti... sinceramente io sono più inorridita dall'aver visto nascere nel cuore di Roma il gigantesco fornetto asettico stile cimitero di Prima Porta nel quale hanno rinchiuso l'altare augusteo... anzi, almeno utilizzarlo come spazio espositivo può dargli una parvenza di utilità.
L'ara pacis è bellissima, ma sono bellissimi anche i vestiti di Valentino e l'allestimento della mostra non aveva nulla da invidiare a tante installazioni che si vedono alle varie biennali o quadriennali d'arte contemporanea ( ha anche quel tipico pizzico di inquietante).
Tra l'altro non ho mai sentito tanti sospiri in vita mia...erano le donne in estasi di fronte ai modelli. Era tutto un "oooohhhh....guarda che bello.....lo vogliooooo....che sogno....oddio guarda questo! ....nooooo...troppo bello........" etc, etc.
Sono 45 anni di vera eleganza...è sempre originale e anche quando è più eccentrico non è mai volgare.
Beh alla fine tutto questo era per dire...
Amore, mi regali un vestito di Valentino????? 
Ecco le fotine:
Sembrava un coro greco...erano uno più bello dell'altro! (comprese le scarpe
)
Eccomi qua, reduce da quella che è stata indubbiamente la vacanza più bella della mia vita...
Il Salento è una terra meravigliosa, con un mare caraibico, cibo ottimo, tanto sole, paesaggi bellissimi e tanta tanta arte! Ovviamente se in questo scenario ci collochi anche l'uomo più perfetto che c'è (almeno per me è perfettissimo, poi per le altre spero proprio che non lo sia, altrimenti le devo fare a pezzettini ihihihih
)...il quadro è completo!
Siamo stati in una pajara tutta bianca - un ex fienile ristrutturato ad appartamento- che coi suoi muri spessi un metro avrebbe dovuto essere freschissima, ma lo era più nel pomeriggio, quando ovviamente non c'eravamo, per poi fungere da semisauna nelle ore notturne, date le temperature apocalittiche in tutta la penisola. La collocazione della nostra casetta in mezzo ad un grande uliveto, ha fatto sì che ricevessimo visite non del tutto gradite, nella fattispecie : un mostro ronzante di mole gigantesca che era irresistibilmente attratto dal lampadario e che come nei migliori film horror, dopo un'estenuante lotta , sembrava morto invece è resuscitato; una tipica mini (e mica tanto mini) tarantola salentina che mi ha fatto ballare per lo spavento e che il mio prode cavaliere ha prontamente defenestrato; varie zanzare fameliche (avremmo dovuto intuire la loro presenza dall'impronta di ciabatta in un angolo del muro); farfalline poco moleste; una creatura nera non ben definita che mi ha lasciato solo il tempo di urlare per poi scomparire nello stipite della porta; varie ed eventuali.
Per il resto nella nostra casetta c'era tutto e si stava benissimo, ma ho capito che la campagna non fa proprio per me.
Ecco la foto della tana delle belve alate che ci hanno fatto visita:
I colori del mare del Salento invece, ce li ho ancora tutti negli occhi...non ci sono parole per descriverli! Noi eravamo sulla costa dello Ionio, dove l'acqua è caldissima : sembrava di fare il bagno in un enorme pentolone di zuppa!
Da bravi turisti alla scoperta di nuove terre e mari, non potevamo non fare un bagnetto anche dall'altro lato, nella parte adriatica, e ci siamo quindi ibernati nelle cristalline ma gelidissime acque di Otranto, stupenda città tra l'altro, piena di testimonianze storico artistiche, di scorci e negozietti d'artigianato
Ce ne siamo andati anche a Gallipoli, a Santa Maria di Leuca (il tacco d'Italia) col suo faro che è il secondo dopo quello di Genova e da dove si gode di un panorama mozzafiato
(purtoppo dalla foto si vedono poco, ma i frangiflutti non vi sembrano dei giganteschi croccantoni della Wiskas??
)
Quest'ultima foto del faro appunto, è stata scattata dalla barca, durante la gita che abbiamo fatto dallo Ionio all'Adriatico, passando per una serie di splendide grotte. Il mare era leggermente mosso e metà dell'equipaggio era ridotto in uno stato pietoso, vomitante o delirante (salvo poi strafogarsi al momento dello spuntino a base di friselle condite e taralli), ma per fortuna come gli antichi marinai, a noi due un bicchierino di rhum è bastato a dissolvere l'inizio di una leggera nausea...dopodichè...ci siamo fatti il bagno a largo, nel "mare sfunnatu", il punto più profondo dell'Adriatico con oltre 200 metri sotto di noi...però ce l'hanno detto dopo!!
Una per tutte, la grotta della cattedrale, con annessa capoccia di navigante:
L'ultimo giorno, l'ottavo, in più rispetto a quelli previsti perchè non ce ne volevamo più andare, è stato interamente dedicato al barocco particolarissimo di Lecce (che però si addormenta totalmente dall'ora di pranzo alle 5 del pomeriggio, popolandosi delle anime vaganti di turisti senza meta in cerca di un pezzettino d'ombra), a Ostuni, la città tutta bianca sul mare e velocemente di sera, stremati, ad Alberobello (trullallero trullallà)
Il grande protagonista comunque è stato sant'Oronzo, festeggiato ovunque...eccolo qui
la facciata di Santa Croce a Lecce
Insomma, come prima effettiva vera vacanza insieme è stata una meraviglia!! e il risultato è che non vedo l'ora di partire di nuovo!!!
Beh...C'è la Biennale a Venezia...
Rieccomi qui, un pò incerottata e con le stelline roteanti intorno alla testa come nei cartoni giapponesi...
Il mio exploit di gran classe dello scorso venerdì ha sicuramente innalzato i toni aulici di questo blog, ma è stato molto utile come sfogo.
Non dirò che ho caldo perchè fuori c'è una tormenta di neve e sto battendo i denti col viso cianotico.
Una volta una dottoressa mi disse che bisogna fare proprio così quando ti muori di caldo...immaginare il gelo, le montagne con la neve, autoconvincersi di essere in difficoltà tra i ghiacci, insomma, dare potere totale alla mente che può davvero fare miracoli. Quando ero piccola e giocavo a Barbie con Valentina funzionava: in pieno agosto avevamo i brividi di freddo perchè ci immedesimavamo nelle povere sventurate Mattel alle prese con le gelide tormente del polo nord.
Comunque, anche se sto morendo di freddo, un bel tuffo in qualche mare cristallino lo farei volentieri (eh si, sono proprio masochista). Tutte le mie speranze vacanzifere quest'anno sono riposte in qualche last minute anche nella pozzanghera dietro casa, purchè possa staccare un pò e mettermi a mollo da qualche parte.
Cambiando totalmente discorso, ieri pomeriggio sono stata al chiostro del Bramante (secondo me le mostre meglio organizzate di Roma le fanno lì) a conoscere una relativamente nuova avanguardia, la Cracking Art, un gruppo di sette artisti che lavorano esclusivamente plastica riciclata e coloratissima. Mi è piaciuto il loro lavoro perchè il messaggio di sensibilizzazione verso i problemi dell'ambiente che c'è sotto traspare anche senza aver letto il loro "manifesto artistico" e mettono molta allegria. Avevo già visto i pinguini rossi sparsi sui balconi di Venezia alla biennale di due anni fa, ma non sapevo fossero opera loro.
Lascio qualche foto, questo è l'intero cortile cinquecentesco del Bramante che ospita coccodrilloni rosa e un enorme barboncino circondato da ossa:

e dall'alto
degli strani busti di Leonardo...
e una stanza piena di gambe e gabbiani
Un bacio a tutti quanti e buon inizio settimana!

(Egon Schiele, L'abbraccio 1917)
Prendi
Il mio tempio violato dal vuoto
Stringi e strappami
Respiri di pianto
Riempi la mia morte
Trasformami
Baciando la notte sparsa sul cuscino
Un morso dalle mani
E ti prego
Nessuna distanza,
Nessuna distanza...

"Se tutti fanno qualcosa nello stesso modo, non bisogna per questo invitare gli altri ad imitarli. Ciò che ogni uomo ha in sè, può e deve venir espresso secondo la maniera a lui propria; chi si guarda sempre paurosamente attorno, a destra e a sinistra, per vedere come gli altri agiscono, non possiede in sè tesori segreti."
Leggevo l'altroieri gli Scritti sull'arte del pittore Caspar David FRIEDRICH, che è anche l'autore del famoso quadro qui sopra e ho trovato questa frase molto bella e soprattutto estendibile ad ogni campo della propria esistenza, non solo al lavoro artistico...specialmente in un mondo dove tutti dicono di voler andare controcorrente e poi si ritrovano dallo stesso lato emettendo muggiti all'unisono verso la stessa stalla...

(Nascita di Atena- Louvre, pisside del VI secolo a.C)
Questa mattina, essendomi resa conto alla prima faticosissima apertura delle palpebre che avevo già mal di testa, mi sono sentita la reincarnazione di Zeus e ho cominciato a immaginarmi disperata e vagante per l'Olimpo alla ricerca di qualcuno che mi spaccasse la testa. Purtroppo non ho trovato nessun Efesto armato di accetta e nessuna piccola Atena è potuta uscire dal mio cranio...
Ah, quant'è idiota la mia testa, inizio a pensare che soffra di manie di protagonismo. Si ostina a dolermi nella speranza che io la noti e pensi tutto il giorno a lei. Oppure è un semplice invito ad essere utilizzata, una richiesta di aiuto. In effetti ultimamente potrebbe aver sofferto di vertigini visto che l'ho spedita spesso fra le nuvole...
Essendo abbastanza di cattivo umore, oggi mi pento e mi dolgo come non mai di aver scritto tutte quelle belle paroline dolci di benvenuto alla primavera...se non arrivasse con l'inseparabile e maledetta compagna Allergia magari potrei continuare a postare immagini di fiorellini...ma al momento associo quei piccoli mostri delicati a turbinati nasali congesti, ipertrofici e conseguente mal di capoccia.
E cosa dire del fatto che non posso neanche affogare la mia disperazione (con la scusa che c'è la serotonina...) nella cioccolata perchè la mia cara genitrice ha sequestrato tutto e riposto nei più segreti e reconditi angoli di casa i residui pasquali?? Però...pensando all'estate e all'ansia indotta da tv e riviste per una forma smagliante in effetti questa dovrebbe essere l'unica cosa della quale essere contenta!!
Saluto tutti e vado a dare qualche capocciata al muro, non si sa mai cosa può venirne fuori! 

(Piero della Francesca 1463-65)
A tutti voi auguri per una pasqua del cuore!
Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.
Pablo Neruda
(particolare da La tempesta di Giorgione,1507-8)
Ieri sera è arrivata una tempesta inaspettata. Mi ha travolto, come solo una dichiarazione d'amore di qualcuno che hai amato davvero può fare. L'avevo sognata, desiderata, avevo sperato di non sbagliarmi nel ritenere falso il fatto che non mi amasse. Sono stata esaudita. Ma proprio nel momento in cui dopo tanto dolore e silenzio il mio cuore ha iniziato a risvegliarsi e ad essere occupato da qualcun altro. Forse sono arrivata nella fase in cui la tempesta può toccarti, ma non distruggerti come prima.
Mi è venuta in mente questa poesia della Dickinsons sul temporale. Mi sento la casa salva con l'albero squarciato.
| The Wind begun to knead the Grass - As Women do a Dough - He flung a Hand full at the Plain - A Hand full at the Sky - The Leaves unhooked themselves from Trees - And started all abroad - The Dust did scoop itself like Hands - And throw away the Road - The Wagons quickened on the Street - The Thunders gossiped low - The Lightning showed a Yellow Head - And then a livid Toe - The Birds put up the Bars to Nests - The Cattle flung to Barns - Then came one drop of Giant Rain - And then, as if the Hands That held the Dams - had parted hold - The Waters Wrecked the Sky - But overlooked my Father's House - Just Quartering a Tree - |
Il Vento cominciò a mescolare l'Erba - Come Donne un Impasto - Gettò una Manciata alla Pianura - Una Manciata al Cielo - Le Foglie si sganciarono dagli Alberi - E si sparsero tutt'intorno - La Polvere si raccolse come Mani - E spazzò via la Strada - I Carri si affrettarono sulla Via - I Tuoni chiacchieravano cupi - Il Lampo mostrò una Testa Gialla - E poi un livido Piede - Gli Uccelli misero le Sbarre ai Nidi - Il Bestiame si gettò nelle Stalle - Poi arrivò una goccia di Pioggia Gigante - E poi, come se le Mani Che tenevano le Dighe - avessero lasciato la presa - Le Acque Devastarono il Cielo - Ma risparmiarono la Casa di mio Padre - Squarciando appena un Albero - |
Auguro a tutti di cuore di passare un Buon Natale e a chi l'ha persa di ritrovare la serenità (mi metto tra questi ultimi !
)
Volevo mettere un babbo natale scintillante ma poi ho pensato che Giotto era più adatto
Fa freddo questa sera...è davvero arrivato l'inverno. Mentre tremavo fuori dal pub nonostante sciarpa e cappotto, ho iniziato a pensare alla neve. Chi abita a Roma sa che è un qualcosa di magico che tutti aspettano, un evento eccezionale che puntualmente, anno dopo anno, non si verifica mai.
Pensavo a un fiocco di neve che cade leggero, danzando in silenzio nella notte.
E il collegamento col meraviglioso mondo fluttuante dell'ukiyoe è stato immediato. Vi lascio quindi un'immagine invernale di Hiroshige, uno dei più grandi paesaggisti giapponesi dell'800...
Certo che sarebbe bello vedere Roma tutta bianca...
Chagall quando tra il 1917-18 dipinse La passeggiata era davvero felice.
Felice di aver a fianco una donna che gli facesse sentire quant'è potente l'amore, quello con la A maiuscola, che fa volare anche se vai a fare un semplice pic nic con quattro stoviglie e una tovaglia rossa.
Beh, lo ammetto, lo invidio un pò. (Ovviamente cerco di non pensare allo Chagall di 30 anni dopo distrutto per l'improvvisa scomparsa della moglie...d'altra parte è la vita, che ci si può fare)
Anch'io ho indossato quel vestitino violetto e ho sgambettato felice per aria col vento che soffiava fra le cosce sotto la gonna. Anch'io ho visto i tetti lontani e tutti uguali, compiacendomi di sentirmi tanto leggera e lontana da tutto, vicina soltanto a quel cuore che era la causa del mio volo improvviso, eppure tanto conosciuto, come se fossi nata soltanto per quello...
Vorrei tanto tornare lassù. E vorrei che fosse quello stesso cuore a portarmici ancora.
Ecco con chi interagisco quando indosso i panni della signorina che impartisce ripetizioni... per fortuna dei due pargoli solo uno si identifica al 100% in questa immagine di Francisco Goya:
Certo che gli adolescenti di oggi ragliano proprio bene...