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Che titolo impegnativo ho scelto...la stanza delle meraviglie! E adesso che mi invento??

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martedì, 29 aprile 2008,ore 01:47

E' arrivato il quarto di secolo anche per me... fortuna che sono bionda e i capelli bianchi non si vedono.

Quelli del mio amore invece un pò si...domani (il 30) sono 30 per lui!

Mi sono fidanzata con un ladro di compleanni : ero la regina indiscussa di fine aprile e ora mi tocca dividere lo scettro di festeggiata con lui...ma la cosa più grave è dover dividere la torta!! ahahahah

Beh in realtà... ad essere proprio sincera...è bellissimo, mi sembra una ricorrenza tutta nostra, una specie di natale alternativo, festeggiare in due gli anni è veramente speciale...

Quindi faccio gli auguri a me e all'ador-ato/abile Simone e mi raccomando...inviateci  vagoni di crema antirughe!!!

(per l'indirizzo postale contattatemi in pvt)

 

ombrellina
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categoria : amore, vita, diario, ricorrenze, compleanno, pezzettini di me



domenica, 27 aprile 2008,ore 12:00

C’era una volta,

quando ero piccina, un mondo in cui le mamme e i papà discutevano preoccupati che con i loro raggi fotonici Mazinga e Goldrake fossero gli eroi dei loro bambini

e Barbie, platinata, strafiga, viziata e amante del lusso, fosse il modello altamente diseducativo delle femminucce.

Poi arrivò  un gruppo di giovani problematici e tanto tanto lontani da noi che fecero impazzire un po’ tutti e anche se alla fine trionfavano sempre i buoni sentimenti, le mamme e i papà non erano proprio entusiasti del successo di questi ragazzacci.

 Nello stesso periodo i poveri genitori dovevano combattere anche contro fanciulle sgambettanti le cui facce erano perfino sui diari e sui quadernoni di scuola, ma facevano inorridire sia loro che i critici.

Qualche anno dopo fu la volta di altre sgambettanti, volgarotte e pepate ragazze che si insinuarono nel cuore dei figli che le elessero a momentanee eroine.

 

Sempre peggio!! Ma non sapevano che cosa li aspettava… le mamme e i papà si trovarono a combattere di fronte a tanti miti ed eroi che si avvicendavano attaccati con le puntine sui muri delle stanze…alcuni erano abbastanza innocui, forse solo oggetto di condannabili tempeste ormonali sul versante femminile

 ma ci furono addirittura quelli che videro la stanza dei figli infestata da presenze angeliche come questa

Che in realtà nascondeva sotto sotto questa faccia (scoop degli ultimi giorni)

Ma cosa direbbero quelle mamme e papà ai genitori di oggi se sapessero che (notizia di ieri) l’eroina dei giovani che viene presa a modello secondo gli ultimi sondaggi è LEI??

P.s. Ma che genere di eroina intendono??

 

 

ombrellina
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categoria : varie, riflessioni, ricordi, vita, cavolate varie, deliri mattutini



martedì, 22 aprile 2008,ore 01:29

 -Mi scusi, posso?

 -E’ libero, prego.

- Senta, non è che per caso lei fuma?

- No.

- Ah…non è che per caso sa se c’è un posto dove fumare su questo treno? Sò molto nervosa non ce la faccio ad aspettare la prossima fermata…

- Guardi, non credo ci sia possibilità.

- Sa, è che c’ho un provino alle tre. Io non è che la conosco bene la città. Me aggito subbito poi. Tipo co la dizione no? Che devo sta lì a controllare…le doppie..quelle cose là… Secondo lei si sente di dove sono io?

- Di dov’è?

- No, dico indovini lei. Si sente?

- Provincia di Roma?

- Si Albano. Senta lei mi sembra un signore distinto, gentile, non è che se mi sporgo un attimino fuori e non affumico mi fa fare una tiratina?

- Sono allergico al fumo.

-  Ah. Vabbè scusi.

- …

- L’ho disturbata vero? Stava leggendo? Io non ce riesco sul treno, me prende una cosa allo stomaco, tipo qua boh. Che libro è?

- Le Vite del Vasari.

- Non l’ho mai sentito. Bello?

- Interessante.

- Io vado pazza per le storie d’amore. Quelle un po’ assurde, che ne so, che fanno cose strane, che stanno in posti diversi.

- Capisco.

- A lei non gli piacciono le storie d’amore?

- Si, certo, dipende.

- Il ragazzo mio m’ha regalato un libro d’un giapponese. Bello proprio, romantico. Poi è fino non è tipo quei mattoni pesanti. Però ancora non l’ho finito.

- Fa bene a leggere.

- Si però la professoressa mia ci fa fare le relazioni. L’anno prossimo c’ho l’esame.

- La maturità?

- Si. Però io ce l’ho già diciott’anni. Perché m’hanno bocciato in secondo che andavo male a scienze. Che ridicoli.

- E poi che farà?

- E poi boh, faccio provini tipo oggi che c’ho il casting per Lulook. Senta io devo andare, aspetti ce l’ho scritto qua…ecco… a via Ezio. Che faccio?

- Ah…scenda a Lepanto con la metro, poi chieda, ma è vicino.

- Ok grazie. Tanto vabbè ci vado con un’amica mia che fa il provino pure lei, mi viene a prendere a Termini e c’andiamo insieme. Ma meglio che chiedo perché è poco pratica pure lei!

- Bene.

- Lei l’ha già fatti vari provini eh. Dice che a quello di oggi ci dovrebbe stare uno proprio stronzo… oddio scusi, m’è scappata.

- Già lo conosce la sua amica?

- Si, pare che è uno di quelli sa, vabbè dicono che l’ambiente è così eh, i compromessi, ste cose qua…però come dì…di questi un po’…puttanieri ecco.

- Ah. E lei ci va lo stesso?

- Vabbè che fai non ci vai? Che se gli aerei cascano non li prendi? Io voglio assolutamente sfondare, mo vediamo com’è la situazione. Poi insomma è Lulook capito, mica sconosciuti.

- Faccia attenzione però.

- Si ma lo so.

- Sicura?

- Beh di questo di Lulook dicono che è un vecchio porco, però è accreditato, sta proprio nel giro capito. Che devi fa… Insomma se c’è da fare la carina la fai. Però sempre nei limiti.

- …

- Senta me fa un favore? Mi tiene questo un attimo? Che mi rimetto la matita...che con una mano lo specchio non lo so regge.

- Mi dia.

- Grazie eh. Sto rimediata qua sul treno, meno male che lei è così gentile. Ma io sono...come se dice... fisionomista, lei si vede proprio che è perbene. Ste matite sbavano sotto dopo due orette...

- Starebbe bene anche senza, forse.

- No troppo sciapa. Lo sguardo lo devi valorizzare capito. Cioè, se hai l'occhio fatto bene rimani impressa.

- Anche questo è vero.

- Calcola che se fai colpo su Girardelli ( si chiama così questo di Lulook) hai svoltato, vabbè che è stronzo ma ti presenta a destra e manca, lavora un po’ con tutti lui.

- Beh allora buona fortuna.

- Grazie! Però non si dice. Meglio in bocca al lupo o in cu...vabbè ha capito! Ma lei che lavoro fa?

- Io? Eheheh…

- Perché ride?

- Faccio il direttore di castings.

- Daaaiii…non ci credo!!Assurdo!!! E per quale agenzia?

- ...Lulook.
ombrellina
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categoria : conversazioni, vita, cavolate varie, deliri serali



lunedì, 21 aprile 2008,ore 00:36

Questo è il racconto che una trentina di cervelli in connessione (ma a giudicare dal risultato forse la connessione era a tratti molto debole!) hanno creato. Ho scritto io le ultime cinque righe per trovare finalmente una conclusione, non se ne usciva più!!

 

Ci sono i pezzetti aggiunti da  Angelamon, Andrina, Azzurra23, Baloth, BaroneRosso, Dotting, Elentari77, Elfoagile, Evenevil, GiardinidiMaya, Goodnightmoon, Ilcuginojohn, Iohannes, Ladysackville, Luna70, Maestrobuitre, Maxweb, Necrodaimon, Stufa, Themoonisdown, Trans, Woodstock74 e diversi anonimi!

(Mi scuso con chi non ho inserito, ma se l'ho fatto è perchè, essendo già abbastanza delirante il testo, non sapevo proprio come infilare le frasette in questione.)

********************************************

Quando Giovanni entrò nella stanza si accorse che tutti lo stavano guardando con aria interrogativa chiedendosi dove fosse finito. Si erano riuniti tutti, nonostante il buio che vi regnava. Non c'era niente di anormale, era tutto a posto.

"Potrebbe essere..."

Ma fu un pensiero fugace. Intorno, ora, il silenzio.

"Ehm, ero andato al bagno.. cazzo c'avete da guarda'?! Sia chiaro: non ho spicci.." disse con un sorriso forzato cercando di capire il perchè di quegli occhi puntati addosso.

La verità era che il suo sguardo non era più quello di un tempo.

No, era cambiato e tutti se ne erano accorti. Neanche la sua vita era quella di un tempo, ma questo ancora lo teneva per sè. Come dirlo agli altri? Eppure sospettavano, era chiaro.

Poi si vide riflesso nello specchio e capì: era in mutande! In mutande in mezzo al salone e... non aveva la minima idea del perchè.

La cosa che gli faceva più male era l'aria inquisitoria con cui lo guardavano. Quegli occhi, verdi, marroni, neri o blu avevano una cosa in comune, la peggiore, quella che lui proprio non poteva sopportare.

Quegli occhi lo stavano giudicando.

Guardò meglio la sua immagine riflessa nello specchio, si sentì sconvolto senza un'apparente ragione. Fu allora che vide una pozza di sangue dolciastro vicino alla finestra... uno sciame di mosche vi ronzava sopra...

"Ho le allucinazioni?" si chiese sudato, mentre risate indistinte gli infestavano le orecchie.

Una di quelle, in particolare, si levò dal coro scomposto, distinguendosi. Allorché Giovanni prese a correre. Correva, scappava, senza capirne il perchè. La testa pareva gli scoppiasse dalla confusione. Mentre correva il vento gli scompigliva i capelli, la vista ed i pensieri. Tutto era nebbia davanti a sè...

"Suo figlio ha una leggera forma di schizofrenia" aveva detto il medico a suo padre, “curabile solo con estremo riposo . Una vacanza in qualche posto esotico potrebbe rimediare alla patologia di Giovanni " aveva concluso.

"Un posto esotico, dove mandarlo?"

Già, dove poter far si che in quella mente ritornasse la luce...

Giovanni aveva ascoltato quella conversazione per sbaglio, alzando la cornetta del telefono.

Era dunque pazzo?

No, non era pazzo. Soffriva di amnesie, dovute a uno shock subito quando era ancora un bambino.

Si, era impossibile. Aveva sbagliato il dottore. Era solo colpa di quel lontano, maledetto giorno.

Lo ricordava perfettamente, era una felicità fa, una vita fa, un anno fa. Un riverbero maledetto che cercava di cancellare ma che riaffiorava violento immantinente annebbiando il presente.

Il tempo sembrava trascorso senza riuscire a mettere una distanza tra oggi e allora, come avesse lancette paralizzate dall'algido sbuffo di un mostro glaciale.

Bah!tutti quei baroni del tempio sacro a Ippocrate, che pontificano sullo stato mentale altrui,credono di capire tutte le sfumature di genere che esistono nel gran calderone che è la diversità...

 

Uno dei presenti, a quel punto, si alzò e disse "Sono Maurizio. E voglio raccontarvi la mia storia". Giovanni lo guardò, rendendosi conto di non essersi mai alzato da quella sedia...

Si guardò intorno. Perso, quasi impaurito. Ci mise un po' a capire dove si trovasse e cosa fosse successo...era caduto in un sonno profondissimo, perdendosi completamente l'ultimo intervento.

"Giovanni..."sentì la voce del terapista di gruppo "che fai, dormi?Ascoltiamo l'esperienza di Maurizio".

Era successo di nuovo, ancora una volta quel dono, a cui nessuno credeva...

"In realtà," Maurizio guardò Giovanni, "in questo momento stai dormendo, non sei sveglio , incredibile vero ?"

Giovanni proruppe in una risata divertita, limpida e spontanea.

"Scusami Maurizio..."

Ma la risata gli morì sul volto. Si voltò e la vide.

Lei era altera, splendida e glaciale, irragiungibile come una visione.

Lei era il sogno palpabile di sempre, lei era l'intoccabile.

 

Era la mamma, col suo bel grembiule a fiori!

"Dai, è pronta la merenda!"

"...Mammina non mi picchiare, ho di nuovo rotto gli occhiali..."

 

Sì sentì come quando era bambino.

Quella donna gli aveva rovinato la vita, e lui per anni aveva provato a ricostruirla, senza riuscirci. Per sfuggirle aveva imparato a rifugiarsi nei sogni, ma troppo spesso ne era rimasto intrappolato. Fluttuava leggero in bolle incantate, dimenticando la realtà.

Lasciò che quelle riflessioni abbandonassero la sua mente,uscì. "Devo telefonare a quella mia vecchia amica"pensò "chissà se vive ancora con lui..."

Ma lei era lì, appoggiata alla porta e gli scavava dentro con lo sguardo. Si fermò e impallidì: non la vedeva da quando era fuggita con quell'uomo, dopo averlo scaricato come un rifiuto...

"Dove vai Giovanni" gli si rivolse scandendo le parole lentamente. "Sei...sei reale?"balbettò lui. "Si, sono reale, sono venuta a chiederti se puoi perdonarmi per il male che ti ho donato, oltre a quello, ricorda, ti donai la vita...Non so se riuscirò a dimenticare i tuoi occhi gelidi"

Improvvisamente lo spinse via e urlò.

"Tu mi respingi? Mi cerchi e poi non mi vuoi?Si,mi hai donato la vita ma io ti odio" urlò lui di rimando, disperato.

Una lacrima rigò il volto di sua madre, che si accasciò al suolo in ginocchio.

"Io dovevo essere Miss Universo, capisci?"singhiozzò "ma aspettavo te e mi hanno esclusa..."

Sua madre era sempre la stessa. La sua bellezza era l'isola in cui aveva isolato la sua vita. Un'oasi costellata di specchi che riflettevano esclusivamente la sua immagine.

Ma ora lo specchio si era rotto... Lei non era più l'intoccabile, Lei era li .

Ora si presentava come una madre pronta ad accoglierlo ancora nonostante avesse infranto i suoi sogni?

Il volto di Giovanni si trasformò in una maschera d’odio. Si scagliò su di lei come un ariete infuriato. La donna barcollò all'indietro centrando in pieno, con la nuca, lo spigolo del davanzale. Una lacrima purpurea rigò lo splendido e inanimato viso...

"Mamma...mamma" iniziò a ripetere Giovanni mentre una macchia scura allagava il pavimento. Lei era immobile.

Non lo guardava più adesso.

 

“Svegliati, Giovanni svegliati” il dottore lo toccò. “L’ipnosi è finita.”

“Cosa ho detto?” disse lui sudato e smarrito, sbattendo le palpebre.

 “Molte cose, Giovanni… hai rivissuto molte cose…"

Il ragazzo si alzò dal lettino di pelle bianca, strinse la mano al dottore e uscì. Due uomini lo riportarono in carcere. 

ombrellina
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categoria : varie, cavolate varie, esperimento



mercoledì, 16 aprile 2008,ore 12:43

Facciamo un esperimento per qualche giorno. Voglio vedere che esce fuori

 Spremetevi un pò le meningi, liberate la fantasia e tutto il resto che avete da liberare, passate e scrivete qui quando volete e quante volte volete, a patto che non lo facciate due volte di seguito.

Potete scrivere una frase o un pezzo di frase da attaccare a quella precedente di minimo 5 parole e massimo 15...

Allora inizio io, poi vi mollo la gestione del post

"Quando Giovanni entrò nella stanza si accorse che"

Aggiungo, per maggiore chiarezza : dovete leggere fra i commenti l'ultima frase scritta dal blogger prima di voi e attaccarvi a quella. Quella mia è solo la partenza. Per facilitare la cosa le unirò di tanto in tanto.

MI RACCOMANDO NON SCRIVETE FRASI TROPPO LUNGHE!!

 

ombrellina
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categoria : blog, esperimento



domenica, 13 aprile 2008,ore 11:27

Questa mattina mi sono svegliata con mal di gola fortissimo, raffreddore, testa dolorante, ossa talmente rotte da farmi desiderare un giretto sulla ruota delle torture per stirarle e febbre alta.

Calcolando che dovrei attraversare tutta Roma in queste pietose condizioni per recarmi al mio vero (falso) domicilio, non posso proprio andare a votare.

Mi rammarico di non poter scrivere gli insulti che m'ero preparata. Anche se forse, una volta entrata nella cabina, sarei stata presa dai rimorsi di cittadina ligia e a qualcuno la crocetta l'avrei data ( ho detto FORSE eh).

Ma la mia opinione è che se entrambi i cognomi dei due leader fondamentali finiscono in ONI un motivo ci sarà...

Aggiorno con una riflessione scaturita dal bombardamento tv:

ma gli EXIT POLL sono i polli all'uscita dalle urne???

 

ombrellina
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categoria : politica, riflessioni, vita, diario, deliri mattutini, tanto per dire la mia



martedì, 08 aprile 2008,ore 10:57

Il mento sulla mano

 

E un anello di fumo al collo

 

Gli occhi fissi sul fondo

 

Tra le acque di un libro

 

in cui scivola un tramonto sbiadito

 

 

Ho lasciato il gelato nel bicchiere

 

Per vederlo sciogliere

 

E ho legato i capelli

 

Con un nastro largo

 

Di giorni stanchi

 

 

 

Un’altra sera sola.

 

ombrellina
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categoria : poesia, riflessioni, ricordi, vita



giovedì, 03 aprile 2008,ore 20:50

Ecco il mio secondo racconto su Caffè Letterario:

Una mattina come tante altre, i coniugi Civitelli condividevano a metà il momento del risveglio.

“Tesoro, cos’è questa puzza? Non abbiamo buttato l’immondizia ieri sera?” disse Carlo  annodandosi la cravatta mentre dava le spalle all’ ammasso di coperte che doveva essere la moglie.

Per continuare a leggere andate qui

Per commentareo qui o lì, come ve pare insomma  forse meglio lì? MMM

ombrellina
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categoria : vita, storie mie



mercoledì, 02 aprile 2008,ore 11:14

"La felicità è un ponte dove due cuori che prima si ignoravano si scambiano l'anima"

Questa è una delle tante bellissime frasi che ha scritto monsignor Ma rio Canciani, il mio sacerdote preferito,  che mi ha fatto fare la prima comunione e poi la cresima, scomparso purtroppo qualche mese fa. Era amico di famiglia e molto noto a Roma perchè a San Giovanni dei Fiorentini faceva entrare a messa tutti gli animali e li benediva. Erano  messe speciali, sia per le parole bellissime che sapeva pronunciare, sia perchè erano piene di cagnolini e gatti e la cosa straordinaria era che stavano tutti in silenzio, buonissimi.

Dato che ultimamente (anche personalmente) mi è capitato spesso di parlare di matrimonio e non faccio che vedere coppie che si sgretolano in un soffio, sfogliando uno dei suoi libri, ho deciso di riportare questo brano che credo possa essere uno spunto di riflessione per tutti, credenti e non.

Un matrimonio vero.

L'amore coniugale è una sfida, un'attitudine, un orientamento costante, un atto di volontà. E' la decisione di unire la propria vita a quella di un'altra persona che si sceglie nell'essenza del suo essere.

Sono i giovanissimi spesso ad essere più innamorati dell'amore che non della persona.

Quando due persone, che sono estranee, lasciano improvvisamente cadere la parete che le divide, sentendosi vicine, unite, raggiungono una delle emozioni più eccitanti della vita. E' l'eterno miracolo che si ripete. "Anche se un uomo avesse tutte le ricchezze e non l'amore, al paragone le disprezzerebbe con un nulla" (Cantico dei cantici).

Un matrimonio vero non è un'infatuazione o una fuga dalla solitudine; tanto meno è un matrimonio d'interesse. Di quanti nostri amici e amiche, siamo venuti a sapere, con una amara sorpresa, del naufragio del loro matrimonio, nato pur in mezzo a tante speranze.

Possiamo analizzare le ragioni che portano alla fine di un amore? A volte le motivazioni sono estrinseche, come nel caso di quei due sindacalisti che si erano sposati al Comune, ma che si volevano separare perchè non riuscivano a risolvere il problema della politicizzazione dei loro sindacati. Un amico li aveva consigliati di venire da me. Ed io li convinsi che i motivi estrinsechi non possono far morire un unione.

A volte le motivazioni sono intrinseche all'unione : si sono sposati senza conoscersi sufficientemente. Man mano, l'antagonismo, gli screzi, la continua sopportazione ed altro, hanno messo in evidenza la mancanza assoluta di una qualsiasi complementarietà. Era perciò la natura stessa a non unirli. In questo caso, la separazione non è solo un diritto, ma anche un dovere. Dio unisce con la natura e non semplicemente con i segni di croce e la carta bollata: se la natura non unisce, Dio non unisce.

Un vero matrimonio si ha quando è la natura ad unire. Ciò è quanto di razionale è dietro al concetto di indissolubilità del matrimonio, ingiustamente deprezzato ai nostri giorni. Si fa dell'amore una reazione emotiva, esclusivamente spontanea e passionale, e si trascura il fattore fondamentale che è quello di volere. Amare non è solo un forte sentimento: è una scelta, una promessa, un impegno.

L'amore ridotto a pura sensazione non ha alcun presupposto di durata.

Che ne pensate voi, sposati e non?

ombrellina
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categoria : amore, riflessioni, vita, matrimonio




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