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Che titolo impegnativo ho scelto...la stanza delle meraviglie! E adesso che mi invento??

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giovedì, 31 gennaio 2008,ore 01:04

La sera, a cena, Cucchiaio restò nel cassetto.

C’erano tre fette di arrosto nel piatto e toccò a Forchetta e Coltello lavorarle. Per più volte si sfiorarono. Forchetta cercava disperatamente di concentrarsi sul suo lavoro, ma la vista di Coltello che a pochi centimetri da lei affondava nella carne, tagliava, spezzettava con estrema facilità, la rapiva, estasiandola.

“E’ molto che sei qui in servizio?” le chiese d’un tratto lui. In un brivido lei gli rispose di si. Gli raccontò allora di come era nata, di quando le avevano inciso i fiori sul manico, dell’invidia delle altre, del suo incontro con Cucchiaio. Si erano ritrovati sempre vicini sul tovagliolo e lui era così tondo, rispettabile e lucido. Le aveva trasmesso sicurezza e nel giro di un mese si erano sposati. Ma lei era d’argento, unica superstite del servizio della nonna del proprietario e si sentiva a disagio tra i veleni delle colleghe d’acciaio.

“Ti capisco” la interruppe a questo punto Coltello con la tristezza sulla punta. “La mia storia è molto simile alla tua. Come vedi anche io sono d’argento, superstite di uno sfortunato servizio. Sono rimasto, per un tempo che non saprei nemmeno quantificare, inerte in un cassetto di una casa vuota. Finchè non sono stato prelevato e portato qui. Credevo che la mia vita fosse finita, ma…”  la guardò avvicinandosi a lei per tagliare l’ultimo pezzo di carne “…evidentemente mi sbagliavo”.

Forchetta tremò ancora.

Alla fine della cena si ritrovarono nel lavandino, perché le stoviglie da lavare erano poche e non era necessario l’ausilio della tecnologia.

Fu sott’acqua, protetti da un candido e tiepido velo di schiuma, che i due permisero alla passione di rompere gli argini vanamente imposti.

Più tardi, mentre si lasciava scivolare addosso le gocce d’acqua nello scolaposate, Forchetta si sentiva ancora fluttuare dopo quei minuti così intensi. Non si era accorta di trovarsi vicino alla grossa collega in legno addetta agli spaghetti. Erano buone amiche, lei sembrava capire tutti, era una di quelle posate con le quali parlare viene quasi automatico.

Si sentiva strana Forchetta. Combattuta tra il senso di colpa per aver ceduto così facilmente a Coltello e l’euforia che quei momenti le avevano donato. Forse era innamorata e aveva bisogno di confidarsi con qualcuno.

Scelse appunto la compagna, detta Forchettone per via delle sue dimensioni che la rendevano quasi mascolina. Le confessò tutto dal primo all’ultimo sospiro.

L’altra forchetta restò un legno muto.

Poi, come scossa all’improvviso, sbottò : “Io per anni ho tradito Mestolo con Coltello del pane!”

Fu così che l’amicizia tra le due si rinsaldò.  

Quelli che seguirono furono mesi di sotterfugi, silenzi e falsità. I due si amavano, la passione si era trasformata in un sentimento sconquassante. Coltello continuava ad essere assediato dalle forchette di qualità inferiore, ma non degnava d’uno sguardo neanche le più colorate e le più brillanti.

Forchetta si era fatta ancora più bella, splendeva come appena nata e Cucchiaio sembrava contento, anche se lo manifestava con moderazione, come del resto prendeva ogni cosa nella vita.

Il senso di colpa di lei era scomparso e aveva lasciato il posto alla pretesa di vivere queste emozioni in nome dell’Amore. Ogni volta a tavola era sempre meno discreta. Anche quando Cucchiaio era presente, cercava ogni modo per entrare in contatto con Coltello.

Si, Forchetta amava definirsi “ubriaca d’amore”.

Finchè, un giorno, tutto cambiò.

Continua...

ombrellina
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categoria : amore, vita, storie mie, deliri serali



martedì, 29 gennaio 2008,ore 12:16

                                      

 

Quando Coltello fece il suo ingresso trionfale nella cucina, Cucchiaio indugiava ancora beatamente nella minestra calda, lasciandosi solleticare dai frammenti di pastina. Dallo scolaposate si sollevò un brusio addirittura più forte di quando dall’alto cambiavano detergente. Le forchette, agitate, cercavano di emanare bagliori intercettando la luce dalla finestra.

Forchetta, in servizio sulla tavola per quel pranzo, era rimasta pietrificata sul tovagliolo. Il nuovo arrivato era troppo bello per essere vero: lucente, slanciato, tagliente come lo erano solo i coltelli della vecchia generazione, fiero. Insomma, un vero coltello per il quale perdere la testa.

“Cosa c’è cara?” le chiese improvvisamente Cucchiaio riemergendo dalla scodella. Come al solito aveva i bordi coperti di formaggio sciolto, ma non se ne curava, indolente com’era.

“Niente tesoro. Di là si agitano tutte per il nuovo acquisto, quel Coltello lì…credo d’argento”. Forchetta cercava di dissimulare il suo interesse. Dopotutto Cucchiaio era suo marito da parecchio tempo; avevano avuto una graziosa forchettina da dessert e un cucchiaino da caffè molto vivace, ma adorabile. Anche se non era il massimo del brio come compagno di vita, era pur sempre il padre dei suoi figli e non poteva mancargli di rispetto.

“Perbacco, un Coltello d’argento. Strano che sia arrivato da solo. Spero di avere occasione di conoscerlo nel cassetto. Il mio ruolo mi impone di dargli il benvenuto fra noi.”

Cucchiaio era stato eletto temporaneamente “Posata dell’anno” dalla comunità. In realtà era soltanto in sostituzione della Paletta per dolci della quale si attendeva il ritorno in seguito ad una bruciatura, ma aveva preso troppo sul serio il ruolo assegnatogli.

“Sai, mi hanno detto che se il detentore del titolo non si fa vivo entro tre settimane dalla proclamazione, la nomina passa automaticamente a me”.

Come gongolava Cucchiaio! A volte Forchetta lo trovava davvero insopportabile. "Brutta cosa pensare questo del proprio marito", ripeteva spesso tra sé e sé. Cercando conferme, una volta l’aveva confidato all’amica Rondella, ma quella, abituata com’era a farsi girare la testa per qualsiasi cosa, era mezza matta e con la sua risata contagiosa le aveva detto: “Ma che ti frega! Ormai i bambini sono grandi, io un marito così tonto lo mollerei. Perché non mi sono mai sposata io secondo te? Ma per essere libera!!!”

In effetti Cucchiaio sembrava non accorgersi mai di nulla ed anche in questo caso, non si avvide del turbamento di Forchetta che osservava Coltello appoggiato sul pianale di marmo.

“Oddio che meraviglia di posata…è proprio diverso da tutti”.

Il lavaggio nella lavastoviglie le parve più lungo del solito quel pomeriggio. Cercò di lucidarsi l’acconciatura più che poteva.

Iniziò a sentirsi vecchia. Fino a quel giorno aveva portato con orgoglio la decorazione sul manico che la distingueva dalle altre, ma ora anche le forchette più comuni le sembravano più attraenti di lei. Quando venne stesa nel cassetto vicino ai cucchiaini, il suo piccolo le chiese :”Mamma, che hai fatto? Che bei denti lucidi che hai, li hai acconciati benissimo oggi!”.

Forchetta si commosse. Mai che Cucchiaio le dicesse qualcosa di simile. Eppure lei era la bellezza del servizio, non ci si poteva discutere sopra.

“Amore, nulla. Caffè oggi?”

“No”, rispose imbronciato il piccolo. “Hanno preso quel deficiente col manico rosso. Pallone gonfiato!”.

Si aprì il cassetto e dall’alto arrivò Coltello, più bello del sole. La sua lama rispecchiò per un attimo la luce del tramonto.

“Salve bel giovanotto, in veste di Posata dell’anno, ti dò il benvenuto a nome di tutta la comunità” disse tronfio Cucchiaio.

“Grazie infinite”. Laconico, calmo, sicuro di sé. Incredibilmente sexy. Questo pensava Forchetta ridotta ad una stalattite.

“Dimenticavo, questa è mia moglie, Forchetta”, riprese Cucchiaio, fiero di poter avere l’occasione di sfoggiare con qualcuno una moglie così bella.

“Splendida…” disse soltanto Coltello, guardandola intensamente. Forchetta riuscì soltanto a balbettare un grazie e un molto piacere.

Continua...

 

ombrellina
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categoria : amore, vita, cavolate varie, storie mie, deliri mattutini



lunedì, 28 gennaio 2008,ore 13:51

Per chi si vuole del male, per chi ha un infinito bisogno di sentirsi deficiente, per chi aspetta l'ultimo input per prendere il pc e distruggerlo a morsi, per chi è temerario e ama le sfide, per chi cerca in tutti i modi di trovare una scusa per non fare niente, per chi non è soddisfatto dai test d'intelligenza e vuole vessare il proprio cervello mettendolo alla prova, per chi vuole rosicare o far rosicare gli altri gongolando a seconda del risultato...ecco il link giusto

www.brainstormingit.net

ora, io credo che ucciderò chi me l'ha consigliato...pertanto a breve resterò senza fidanzato.

Ah, se passate il secondo livello prima di me sarò costretta ad uccidere anche voi.

 

ombrellina
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categoria : diario, deliri mattutini



giovedì, 24 gennaio 2008,ore 23:53

Sul letto che mi inghiotte

 

Seguo le tue crepe sul soffitto

 

Ricamo di storie che non hanno inizio

 

Né fine

 

Uno sbadiglio in faccia

 

d’un sole rancido

 

mentre immagini scivolano

 

sfaldate in un battito

 

nel bianco che mi tinge la pelle

 

d’un latte amaro

 

e penetra pesante impastandomi

 

ombrellina
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categoria : poesia, riflessioni, vita



martedì, 22 gennaio 2008,ore 19:08

Ultimamente mi è capitato di dedicare continuativamente il weekend alle mostre o comunque a fare da turista ( e da guida turistica) nella mia adorata Roma. Ho visto la bellissima mostra dei Macchiaioli al Chiostro del Bramante (c'è poco da fare, saranno care, ma lì fanno le mostre meglio organizzate, se vi interessa è fino al 3 febbraio), quella un pò più d'elite su Bernini pittore a Palazzo Barberini e due giorni fa, con Simone e mia sorella, la mostra su Gauguin al Vittoriano. Nello stesso complesso dopo aver visto anche i pantaloni, le scarpe e i vari accessori di Garibaldi , uscendo sulla terrazza dell'altare della nostra patria (pesantissimo monumento che piace tanto agli stranieri e che qui a Roma molti chiamano ancora la macchina da scrivere o la grande torta) ci siamo goduti il bel panorama sui fori che da lì si può ammirare. 

Mentre pensavamo inorriditi al recente progetto di chiudere la passeggiata dei fori per renderla a pagamento - è veramente un'assurdità!!- ci siamo voltati e abbiamo visto questo mostro tecnologico sul retro dell'altare

"Roma dal cielo" era il cartello che lo precedeva. "Daaaai saliamoooo che bello!!!" E' stata l'esclamazione che ne è seguita. Armati di macchinetta fotografica ci siamo avvicinati per scorgere dei sospetti cordoni blu. Poco dopo un' ancora più sospetta cabina grigia dotata di vetro davanti e di due omini inseriti all'interno ci ha fatto sorgere l'ovvia domanda "Ma dai, si paga??"...Insomma, l'entusiasmo iniziale era già abbastanza spento, quando, giunti di fronte alla casetta grigia le nostre mascelle hanno avuto uno scatto all'unisono (esattamente così ) e le nostre ugole hanno prodotto un "EEEEEEHHH????" alla stupefacente richiesta di ben 7 EURI semplicemente per salire sul tetto!!!

Non so con quale faccia tosta possono chiedere una cifra tale. Una famiglia di quattro persone dovrebbe pagare 30 euro per sostare un minuto scarso in un ascensore! E poi per vedere cosa? Ma ovviamente ammirare meglio dall'alto Piazza Venezia trasformata in groviera

Potenziare i mezzi pubblici invece di martoriare la città scavando e facendo danni dappertutto no, eh? Beh ovvio, se no come fanno il magna magna degli appalti?

Aaaaah certe volte nella vita vorrei avere la faccia da  che hanno quelli dei piani alti...

 

 

 

ombrellina
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categoria : riflessioni, vita, diario, roma, arte, foto, blog, schifo



lunedì, 21 gennaio 2008,ore 01:02

Nasci, ti prego

Fatti strada

Tra i labirinti della notte

Esplodi superba

Sicura della riuscita

Scegli con cura

Quale volto mostrare

E vivi, tu, frutto

Acerbo e maturo

Nutri il mondo

Che sia il mio

O quello fuori.

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categoria : poesia, riflessioni, vita



giovedì, 17 gennaio 2008,ore 09:49

Ieri, tutti i politici all'unanimità, dalla destra alla sinistra:

"Ah, siamo solidali ed estremamente vicini al DRAMMA UMANO di Mastella"

Pensiero effettivo:

"Cazzo, ce potevo sta io al posto suo!!!"

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categoria : politica, riflessioni, vita, schifo, tanto per dire la mia



martedì, 15 gennaio 2008,ore 18:18

Quello che è successo alla Sapienza è inammissibile. E' una manifestazione di intolleranza e ignoranza senza precedenti. Vietare al Papa di mettere piede all'università. Ma è possibile??? Dov'è il dialogo, dov'è il confronto??? Mio Dio è incredibile e gravissimo, sono esterrefatta.

Poi ai ladri e ai terroristi mettiamo il tappeto rosso.

Tra l'immondizia che ci sommerge e l'annullamento della visita del Pontefice all'università stiamo facendo una figura barbina all'estero. Povera Italia, dove andremo a finire!!!

Aggiorno il post: ci mancava solo la moglie del Ministro della Giustizia arrestata per CONCUSSIONE!!!

 

ombrellina
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categoria : politica, riflessioni, vita, blog, schifo, tanto per dire la mia



venerdì, 11 gennaio 2008,ore 14:46

E’iniziato da poco questo 2008 e avendo il vizio di guardarmi alle spalle, ho cliccato sul gennaio 2007 per vedere cosa avevo scritto.

Un anno fa in questo stesso periodo ero impegnata in surreali conversazioni con lo specchio, alla ricerca di chiarezza; oggi mi ritrovo con un sorriso da ebete e gli occhi a forma di cuore come il famoso Spank di giapponese memoria.

Ho deciso di trascurare il blog, è vero. Mi toglie tempo e attenzione, che devo necessariamente dedicare ad altro. Però, dato che non ho più un supporto cartaceo sul quale annotare le date importanti (ho perso quest’abitudine quando ho scoperto che in casa mia la Stasi tedesca a confronto era un’organizzazione di dilettanti) , direi che posso scrivere qui il perché della mia metamorfosi in cagnolino innamorato.

Anche perché te lo devo proprio, caro blog.

Se non fosse stato per te a quest’ora non so se sarei tanto felice.

E vabbè, ormai non è un segreto. Il mio amore ed io siamo due blogger. Due blogger innamorati. A dire la verità lui ha lasciato morire da mesi la sua creaturina virtuale, non ci scrive più. Io la maltratto, ma più di tanto non riesco a staccarmene, ci sto bene qua dentro e spesso mi è servita da stimolo.

A metà del 2006 i nostri blog hanno cozzato l’uno contro l’altro. L’ultima cosa al mondo che potessi immaginare era che sarebbe finita così…eppure il 7 gennaio scorso abbiamo festeggiato un anno insieme e le nostre intenzioni sono proiettate verso il mettere su famiglia

E così ora, mentre scrivo sul mio bistrattato portatile, la sua rosa rossa fa capolino da dietro…e non posso che osservare compiaciuta l’anulare sinistro sul quale scintilla la novità per l’anniversario!!!!!!

 

 

 

 

 

 

 

ombrellina
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categoria : amore, riflessioni, ricordi, vita, diario, ricorrenze, blog, pezzettini di me



giovedì, 03 gennaio 2008,ore 19:55

Super di corsa lascio gli auguri a tutti voi che passate di solito qui o per caso... spero che sia un anno ricco di emozioni positive!!!

il mio proposito per il 2008 è...

trascurare il blog!!

ahahahah  

dico davvero però

Baci a tutti, Ombretta

ombrellina
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categoria : ricorrenze, saluti




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