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Che titolo impegnativo ho scelto...la stanza delle meraviglie! E adesso che mi invento??

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lunedì, 24 dicembre 2007,ore 15:15

Non potendo passare a fare gli auguri in ogni blog lascio qui per tutti voi i miei auguri più sinceri di Buon Natale, che sia pieno di serenità e anche un nuovo inizio per tutto quello che volete realizzare, sia dentro che fuori!!

E visto che quest'anno, a causa dell'ingombrante presenza degli operai che finalmente se ne sono andati solo 4 giorni fa , il presepio l'abbiamo finito con le occhiaie stanotte alle 4 (!!!) direi che è il caso di postare qualche foto

Devo dire che è stato bellissimo stare tutti e quattro ( intendo mamma, papà, mia sorella ed io) lì intorno ad ingegnarci su come renderlo più bello e (milagro! milagro!) senza nemmeno litigare! eheheh

Questo è Natale. Altro che Motta

E' tutto polistirolo, gesso, sabbia del mare, muschio, tanta tanta colla a caldo (fa fare miracoli!mamma s'era esaltata, l'altro giorno girava per casa con la pistola voleva incollare tutto!), sughero, lo sfondo dipinto da Valentina, cartone e qualsiasi altra cosa rimediata che ci capitasse sottomano da reinterpretare in chiave mini!

Maria e Giuseppe con mangiatoia rigorosamente vuota (ancora per poche ore)

Quest'anno è arrivato anche l'oste panzone

fuori porta invece c'è il mercato

e questo è un pezzo della casa arredata dei tirchioni che non ospitano Giuseppe e Maria che si sono accampati fuori

per ultimo una visione quasi d'insieme, dico quasi perchè è troppo grande non entrava in una foto!

Vi piace? Immodestamente sono proprio soddisfatta!!!

BUON NATALE A TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!

Ombretta

ombrellina
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mercoledì, 19 dicembre 2007,ore 12:14

Povero blog, ti sto trascurando...

avrei molte cose da scrivere, ma ho un'evidente paresi cerebrale che me lo impedisce. Quello che ho prodotto su carta è oscuro, tormentanto e assolutamente deprimente e mal si addice a questo periodo scintillante, quindi ho evitato di riportarlo qui.

Questa mia confessione non dovrebber essere letta dal mio studente numero 1 (num. 1 perchè è unico) che sta frequentando il mio "Master in spirito natalizio", un corso iniziato il primo dicembre e che terminerà il 6 gennaio con una prova d'esame difficilissima (il 24 dicembre invece ci sarà un esonero di prova).

Ho scoperto con orrore e conseguente accapponatura di pelle, che il mio dolce tesoro, la metà della mela, la luce dei miei occhi e il faro del mio cammino, è alquanto carente in fatto di allegria natalizia. Faceva QUASI parte della schiera (sempre più folta ahimè!) dei malefici detrattori del Natale, quelli che non vedono l'ora che passi, che criticano tutto, che pronunciano la storica frase "Odio il Natale, che ipocrisia che debbano essere tutti buoni e felici per forza", che si squagliano corrosi dalla luce delle decorazioni, hanno esantemi da vischio, ti guardano con occhio torvo  se sorridi, causano corto circuiti al loro passaggio e sono riconoscibili da un alone nero che li avvolge come quello viola della vecchissima pubblicità dell'aids.

Bene, i primi sintomi che ho riscontrato in lui sono state frasi come "Ah, che palle, ma perchè deve venire Natale, NON HO TEMPO, mi devo ammazzare per fare i regali", oppure "Mmm, no, non mi viene in mente nessuna canzone di Natale non me le ricordo" e ancora "No, io odio giocare a carte, mi mette di cattivo umore", o anche "No, il presepio a casa mia non si fa, giusto se va a mia madre" etc etc .

AAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRGGGGGGGHHHHHHHHHHH!!!

Terribile.

Sono stata sul punto di lasciarlo. Poi, mossa a compassione, ho cercato di redimere questa povera anima perduta. Così è iniziato il master.

Per prima cosa l'ho fornito con amore di un calendario dell'avvento. Ogni mattina, frustino alla mano, lo interrogo su cosa ha trovato nella casellina per assicurarmi che la apra. Pensandomi, ovviamente. Anche io ho il mio calendario, tridimensionale e tedesco, bellissimo davvero e che mi ha regalato lui (già stava migliorando!). L'avvento è un momento importantissimo e che in qualche modo va sottolineato. Forse è la parte più bella del Natale, come della vita in generale: l'attesa.

Poi sono arrivate le canzoni natalizie (grazie emule!). E dai cinesi -perchè il portafoglio piange- gli ho comprato alberello e puntale, mentre le decorazioni e le lucette le abbiamo cercate insieme. Siamo usciti sottobraccio per fare i primi regali e non si è stressato (a parte il momento del cercare parcheggio). Abbiamo preso un mini presepino da mettere nella sua stanza e ieri ho visto che dietro aveva disegnato a mano perfino lo sfondo, particolare che mi ha sconquassata di commozione.

Questa sera lo porto al concerto di Natale e poi a fare un giro tra le bancarelle natalizie a piazza Navona. Penso che (ma non fateglielo sapere ancora!) alla fine sarà promosso a pieni voti.

Seriamente (oddio che significa questa parola?) parlando, io alla fine sono quasi d'accordo con i menagrami antinatalizi quando criticano il Natale. Perchè criticano l'apparenza del Natale, quella che stucca. Il Natale dovrebbe essere la festa per eccellenza di chi crede realmente in quello che si festeggia, poi può anche diventare una festa della famiglia, per stare insieme, per essere buoni bla bla, ma è diverso. Mi sembra superfluo ricordare CHI si festeggia il 24 notte. Però guardandomi in giro non mi sembra più tanto superfluo. E' come avere a disposizione un pasticcino bellissimo e mangiarne solo la glassa, lasciando la parte più buona. Sarà bella, colorata, dolce ma poco dopo stomaca. Anche un Natale di soli regali,lucette, pandori e panettoni fa lo stesso effetto.

Ora, tornando all'inizio del post in cui confesso i miei recenti momenti di super negatività, vi starete domandando: a) perchè se pensi queste cose hai dei momentacci? b) con quale faccia allora puoi infondergli lo spirito natalizio? 

Posso eccome. Sono donna. E ciclotimica. Posso benissimo

 

 

 

ombrellina
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lunedì, 10 dicembre 2007,ore 12:56

Ho deciso di postare questo mio pezzo di due anni fa perchè la situazione non è cambiata di una virgola.

Quando leggevo Dickens e lo trovavo strappalacrime ancora non utilizzavo la metropolitana di Roma come mezzo di trasporto.
E’ venerdì 16 dicembre. Salgo come sempre sul primo vagone del capolinea a Battistini, felice di trovarlo semivuoto e mi preparo ad affrontare i tre quarti d’ora di metro che mi separano da Roma Tre armata della monografia su Ribera. Arrivata al Martirio di San Bartolomeo alzo gli occhi dal volume perché all’apertura delle porte è entrata una musichetta natalizia penetrante. “La solita pianola”, penso. Insieme alla musica è entrata parecchia gente, per cui non riesco a vedere chi suona. Fino a che non spunta una pianolina gialla tondeggiante con i pulsanti rosa in mano a un bambino molto gracile, accompagnato da un Babbo Natale di circa quattro anni. Già. Un Babbo Natale con un vestitino consumato, con i pezzi di stoffa bianchi ormai grigiastri, la barba storta attaccata con lo scotch e l’andatura a zig zag tipica dei bambini piccoli un po’ irrequieti . In mano ha un bicchierone del Mc Donald’s con i bordi di cartone mangiucchiati e segue il bambino con la pianola emettendo acuti e urletti sulle note più alte. C’è chi sorride, chi li guarda perplesso, chi commenta. Due signori di fronte a me parlano di assistenti sociali e scuotono la testa. Io non riesco a distogliere lo sguardo dai due bambini. Mi salgono le lacrime agli occhi. Non è solo pietà, è indignazione. Quasi ogni giorno sulla metro salgono ragazzini a chiedere l’elemosina e ormai purtroppo ci siamo praticamente abituati anche a questo, ma questa volta lo spettacolo supera ogni limite: dovrebbero essere all’asilo, sono sporchi, il secondo è talmente piccolo che gioca col bicchiere invece di passarlo di fronte ai passeggeri, oltretutto infastidito dalla barba che gli copre tre quarti del viso e che evidentemente gli irrita la pelle. Arriviamo a Cipro e la metro si blocca.
Vedo i bambini tornare indietro verso di me strillando: “Papiiinooo…papiiinoooo….”. Dietro di loro un poliziotto dalle spalle larghe cerca di prenderli evidentemente imbarazzato. Sembra enorme e loro così piccoli! Sgusciano via chiamando il papà fino al primo vagone. Il padre non c’è. “Dai lo cerchiamo insieme papino, non scappà…Vieni qui!”. Babbo Natale urla perché il poliziotto è riuscito a prenderlo per un braccio,mentre il compagno con la pianola è già sulla banchina con un altro addetto all’ordine. Alcuni turisti ridono per la scena, le porte si richiudono e la metro riparte.
Torno su Ribera, pensando che evidentemente qualcun altro si è indignato come me e scendendo ha avvisato il servizio d’ordine. Ottaviano. Si aprono le porte, stesse voci, urletti di bambini. “Non è possibile” penso, dandomi dell’idiota per aver ipotizzato che i due ragazzini potessero essersi materializzati una fermata dopo. Infatti vedo due fratellini lanciarsi ridendo su due sedili vuoti poco più avanti. Papà e mamma in piedi con due buste piene di giocattoli dicono di stare buoni. Penso che queste scene si vedono solo nei film melensi e dalla morale facile, eppure l’ho appena vissuta su un vagone della metro…
Lunedì 19 dicembre. E’ ora di pranzo, la mia meta è sempre l’università. Apro le dispense di storia dell’arte sulle ginocchia. E come in un flash arriva in sottofondo la musichetta penetrante: tre giorni dopo sono di nuovo loro, stessa pianola gialla tondeggiante, stessi urletti ad ogni acuto, stesso bicchiere del Mac Donald’s, stesse manine sporche. Però manca il vestito da Babbo Natale. Questa volta nessuno interromperà il loro lavoro.
ombrellina
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giovedì, 06 dicembre 2007,ore 12:17

                                                      
Con questo post illustrato ho intenzione di assecondare la trasformazione in atto da gennaio di questa mia paginetta virtuale in un grande punto di ritrovo degli studenti somarelli.
Perché dico questo?
Da quando ho inserito in questo blog il programmino che mi dice da dove provengono le visite, non c’è stato un giorno, e dico uno, che non siano risaliti alla wunderkammer attraverso la frase “COME FARSI VENIRE LA FEBBRE”…. neanche mi ricordavo di aver scritto una cosa simile, e sono finita in un mio post di gennaio.
Curiosando di qua e di là ho scoperto che c’è un esercito di studenti disperati e tormentati da diaboliche madri aguzzine che sorvegliano le lampadine bollenti di casa affinchè non vengano utilizzate come innalzatori artificiali di temperatura comporea e che quindi navigano su internet alla ricerca di consigli per evitare compiti in classe o temibili interrogazioni .
Per facilitare dunque la ricerca raccolgo qui quello che ho desunto e qualche testimonianza integrale:
Per farsi venire la febbre in rete si consiglia di:
 
 
Mangiare del tabacco  o anche
Mettersi del tabacco sotto le ascelle
Andare a dormire con due saponette sotto le ascelle (per gli igienisti)
Correre con il dentifricio sotto agli occhi  (come avevo scritto nel mio vecchio post, non so quanto sia utile ma ho trovato consigli simili a questo)
Bere un infuso di tabacco (il tabacco va alla grande)
Fare una doccia fredda e asciugarsi con il pinguino de longhi” (questa è fantastica, mi raccomando che sia proprio il De Longhi)
Ecco poi il metodo del baro più ingegnoso del pianeta che ricorda con nostalgia materna la sua invenzione:
prendevi una batteria stilo (una piletta insomma) collegata nei 2 contatti con del fil di ferro, il tutto avvolto da un calzino vecchio arrotolato

appena volevii la febbre prendevi quell'affaretto, collegavi il contatto (ci avevo messo pure un interruttore nell'ultima "versione" :D) e mettevi la punta del termometro in un' "asola" tra il calzino e la pila... aspettavi che la temperatura salisse alla linea voluta e toglievi il tuttose colleghi con un filo elettrico i due poli di una batteria quella scalda

il calzino intorno non faceva altro che creare una "camera" che mantiene il calore, così il tutto si scaldava lentamente (altrimenti se appoggi il termometro direttamente sulla pila calda schizza a 60 gradi)

infilavi il termometro in una piega del calzino, aspettavi 10 secondi che salisse al grado voluto e staccavi la corrente con l'interruttore”
( geniale!e’ Archimede Pitagorico questo!)
Pare sia anche utile
scuotere il termometro al contrario
 
Per chi ha veramente un’interrogazione terribile consigliano in giro anche di
mangiare una patata cruda
Per chi desidera invece rinvigorire l’aroma naturale delle ascelle
Mettere prima il termometro in una cipolla
Ecco il consiglio della ragazza più furba del web:
Prova a prendere un fazzoletto da chi è raffreddato o qualcosa appartenente a qualcuno di raffreddato o ammalato e strofinatelo bene addosso ( con me ha funzionato!!)”
Infine per chi ha appetiti anomali
Mangiare polvere di gesso  (in quanto amante dell'arte vi prego di non addentare gli stucchi decorativi)
Beh, cari studenti disperati che giungete in queste lande lontane in cerca di un appiglio, spero che questa lista sia esauriente. Mi permetto solo di ricordare che masticare tabacco può far venire tumori alla bocca e le patate crude, almeno stando a quanto ne so io, sono velenose. (Ma mi ricordo che quando erano in vista le interrogazioni di algebra io avrei anche mangiato un bidone di bitume con un goccetto d'olio a crudo se necessario pur di evitare)
E voi splinderiani? Avete consigli da aggiungere? Avete mai finto?
ombrellina
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lunedì, 03 dicembre 2007,ore 01:23

 
 
Avevo parole nude,
m'imploravano un nido.
Mi chiamavano, lontane
ruzzolando, inciampando
quando gli occhi
prendevano vita dalle cose.
Si svegliavano agitate
martellando ritmi noti
o danze ribelli.
Un’ossessione amica
di accenti senza volto
e respiri senza forma.
 
Ma oggi
-troppo spesso-
non sento più rumore.
ombrellina
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