Ieri sera a causa della ridicola quanto inutile bella trovata delle targhe alterne ho dovuto rinunciare ad andare a vedere uno spettacolo di danza e sono finita al cinema a vedere 300. Non è certo un film nel mio genere, ammesso che io ne abbia uno, ma mi è piaciuto. Entrati nell'ottica del fatto che è tratto da un fumetto (di Frank Miller) e che la storia è volutamente enfatizzata, mi ha tenuto col fiato sospeso e soprattutto mi ha causato una sovrapproduzione di saliva, o meglio, di bava di fronte ai fisici ultra potenziati e ultra scultorei degli spartani. Anche se diverse volte ho dovuto affondare la faccia nel maglione del mio amore per risparmiarmi scene cruente, alla fine nonostante fosse - come è ovvio- un'escalation di violenza non mi ha fatto schifo, perchè in fondo era un pò come vedere gli ammazzamenti di Ken Shiro
. Di sicuro è un film da vedere al cinema perchè fa molto molto effetto. Ho letto che è stato girato tutto in due mesi in uno stanzone di Montreal davanti a un telone azzurro e con non più di 80 attori. Mi inchino dunque di fronte ai maghi del computer perchè è stato un ottimo lavoro!! Ho letto anche che l'Iran si è offeso a morte perchè i Persiani sono stati ridicolizzati...e vabbè, tanto per cambiare ogni pretesto è buono per fare polemiche.
A proposito di Persiani... il loro re, il famoso Serse, nel film è una specie di ambiguo incrocio tra una lasciva drag queen e un esaltato delirante d'onnipotenza, eccolo qui:

Ma guardate nella realtà chi è!!!!!!!!!!

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
(ihihihihih
)

Iniziamo con le presentazioni. In realtà tranne uno sono tutti anonimi...strano per dei pupazzetti che hanno una loro identità e quasi vita propria
L'imponente pinguino che funge pressappoco da sfondo è quello che ha più crisi d'identità. La sua qualità maggiore è sicuramente quella di trasformarsi la notte in chiunque io desideri ed essere automaticamente stritolato ( quindi le pieghe non sono da imputare al recente lavaggio, quanto al mio impeto pre onirico)
La sorridente paperella è entrata a far parte della famiglia 3 anni fa, per soddisfare il desiderio represso di me "eterna-bambina-nella-vasca-da-bagno-senza-papera"...dopo un bruciante colpo di fulmine alla Upim, è finita nel carrello e il giorno dopo (essendo io una persona estremamente seria) nelle acque clorate del corso di nuoto per adulti
La sottospecie di orsetto che ringrazia i miracoli del digitale perchè gli ha coperto le macchie grigette delle aree consunte, è il reperto storico del gruppo: dovrebbe avere più o meno 20 anni. Devo essere parente alla lontana di Daniele da Volterra, il "Braghettone" perchè sono riuscita a trasformare un elastico per capelli in mutandine per coprire le pudenda che non ha
E infine lei, la new entry, la star di tante avventure, Rosamunda, la mini maialina che spasima d'amore per il maialino gemello Gastolfo, ovviamente proprietà del mio amore
Proprio oggi si riuniranno...
L'allegra brigata fa un inchino, vi ringrazia dell'attenzione e augura a tutti un felice weekend!

Penso che se Arcimboldo fosse vissuto adesso avrebbe dipinto un bel bikini di spighe all'inverno e una sciarpa pesante alla primavera!!
(mi è venuto il mal d'orecchio per quanto freddo ho preso ieri
)
E' iniziata un'altra settimana, questa volta con una rimpatriata tra amici del liceo...che bellezza rivedersi dopo tanto tempo e chiacchierare come se fossero passati 5 minuti dall'ultima volta! Per scaramanzia dovrei tacere, ma da brava amante dei gatti neri e dei passaggi sotto le scale, posso comunicare a voi che avete la benevolenza di passare qui ogni tanto, che sono MOLTO, ma MOLTO felice in questo periodo??
Sono le 11 di sera, se avessi un orologio biologico normale direi che sarebbe quasi ora di andare a dormire, ma per il momento le mie energie sono concentrate nell'attesa della telefonata della buonanotte del mio amore...lo so, sto diventando terribilmente sdolcinata e stucchevole,ho la tastiera tutta appiccicosa di miele, ma è un morbo che mi ha aggredito e che sinceramente non ho tanta voglia di combattere!
Prima di conoscere il terribile untore che mi ha ridotto in questo stato pietoso, devo ammettere che davo comunque già segni allarmanti di romanticismo da telenovelas, perchè tutte le notti prima di addormentarmi orchestravo romanzetti Harmony mentali "faidate" che mi vedevano (ovviamente) protagonista di situazioni stimolanti diabete e altamente improbabili... Figuriamoci ora cosa sono in grado di creare trovandomi in tale stato confusional-esaltato 
Beh come ciliegina lascio una "diapositiva" del weekend appena trascorso...dei giorni veramente da...FAVOLA! ihihih

Tra pochi giorni la primavera arriverà ufficialmente sul calendario, anche se da parecchie settimane si è già fatta ampiamente riconoscere...oggi non voglio pensare al caldo anomalo, ai ghiacciai che si sciolgono, alla desertificazione e a tutte le altre innumerevoli previsioni inquietanti che alimentano le nostre ansie (se poi fosse davvero in ansia chi può prendere provvedimenti reali sarebbe già un passo avanti!), ma voglio guardare i fiori, il sole e gustarmi i profumi e la piacevolissima sensazione di risveglio che solo questo momento dell'anno riesce a trasmettere... Lascio la foto di questi fiorellini che ho trovato questa mattina in un vaso in terrazza: sono spuntati da soli, per caso. Non sono belli? Se c'è qualche esperto di botanica e può dirmi come si chiamano... Nel frattempo auguro a tutti un buon weekend!

Tra i fili della mia veste leggera
di palpiti, sorrisi e pace,
scorgo le tue dita di mago,
solletico di passione e sonno di paure sopite.
Nella luce del silenzio
ti guardo.
Sei la mia quiete viva.

E' da quando sono andata alla bellissima mostra di Andy Warhol al chiostro del Bramante che devo appendere questa cartolina davanti al letto come monito... ma credo che il risultato sarebbe una serie di risvegli con grasse risate!!

Lo sai nonno, era una tartina al salmone quella che avevo in mano quando squillò il telefono. La misi nel vassoio, simmetrica come le altre e andai a rispondere, sbuffando perché convinta che fosse qualche invitato alla giocata di Santo Stefano che annunciava un contrattempo.
“Pronto, buonasera signora, qui è la polizia dell’ospedale San Filippo Neri, volevamo avvisare che il signor Franco Lucchetti ha avuto un incidente, se potete venire…lei è la figlia?”
Silenzio. Il mio cuore piegato insieme alle ginocchia sul bracciolo del divano.
“Sono la nipote. Che incidente?”
“Mi passa sua madre?”
“Che incidente?”
“Mi passi sua madre”.
Appoggiai la cornetta. Mamma era già lì vicino al telefono. Le dissero di andare il più presto possibile. La vidi sbiancare e quasi accasciarsi sullo stesso bracciolo.
“E’ grave?”. La risposta fu sempre la stessa: “Non posso dirle niente di più signora”.
La tavola era apparecchiata, l’albero di natale e il presepe accesi. Valentina ancora seduta in cucina ad imburrare pane bianco e papà non c’era, uscito per comprare l’acqua. Senza papà e senza macchina. Mamma scoprì un minuto dopo che nonna era già stata avvertita qualche attimo prima di noi dalla polizia. Iniziai a telefonare agli ospiti per iniziare una catena e avvertire tutti che la giocata era rimandata. “Non ti preoccupare, non sarà niente di grave”.
Si, non sarà niente di grave, niente di grave. Per forza nonno, che può esserti successo? Forse sei caduto per strada, ti hanno raccolto e hai detto di chiamare a casa. Ieri ci siamo fatti un sacco di risate a Natale e oggi tra una preparazione e l’altra non ci siamo nemmeno sentiti. Non sarà niente di grave, torneremo subito a casa. In fondo io ho sesto senso, se fosse successa una cosa brutta me lo sentirei. No, non è niente di grave.
Nel frattempo papà era arrivato. I miei pensieri continuarono ad essere questi, congelati nel cervello durante tutto il tragitto all’ospedale. Li sentivi? Papà lasciò noi tre al pronto soccorso e corse a prendere nonna.
All’ingresso mi sembrò che il neon gelasse chi entrava. Intravidi dei pazienti sulla destra, in una stanzetta con dei lettini. Uno si muoveva. Si, mi sembri tu, eccoti là, chissà che avrai fatto!
Nella stanza a sinistra dove c’era anche il poliziotto fecero entrare soltanto mamma. “Chi sono? Le nipoti? Fuori per cortesia, solo la figlia”.
Sentivo freddo. Non lo vedevo più perché l’avevano spostato, ma quello sul lettino non eri tu. Lo sapevo, me lo diceva lo stomaco. Iniziai a piangere contemporaneamente a Valentina. I nostri singhiozzi rimbombarono, riempirono il triage, la gente ci guardava. Ancora non sapevo esattamente per cosa stessi piangendo, ma sapevo che quel neon sparato in testa in realtà era buio.
Mamma uscì scuotendo la testa, in lacrime. “L’hanno investito, sta in coma”.
Un singhiozzo. Un’accetta conficcata nel petto.
Sei in coma. Tu. Tu sei in coma!
Le gambe mi portarono fuori, sulla rampa per l’ambulanza. Era buio, c’erano erba ed alberi intorno. E il mio pianto. Piangevano le mie viscere, piangeva ogni fibra del corpo ripetendo “non è vero”.
Non possono averti investito. Non puoi essere in coma. E’ una cazzata, uno sbaglio.
Poi la luce della finestra mi fece guardare in quella direzione. E ti vidi.
Giallo, immobile, sdraiato su un lettino, nudo fino alla vita, coperto solo da un lenzuolo bianco da lì in giù. Mi sembrasti sporco di sangue.
Fu la visione più orribile della mia vita, nonno.
In quel momento tutto finì. Perché era vero, orribilmente vero. Come fu vero tutto quello che seguì quell’istante. Il dolore, straziante, di saperti in sala operatoria mentre tentavano di aspirarti l’ematoma cerebrale; lo sconcerto e la rabbia nel non ricevere neanche mezza scusa da chi ti aveva ridotto in quello stato, tranne un “non l’ho proprio visto” e un “ah che bel Natale ho fatto, proprio un bel Natale”; lo sgomento nel vedere l’ovale sul parabrezza provocato dalla tua testa e il sacco dell’immondizia con i tuoi vestiti insanguinati e fatti a pezzi con le forbici per spogliarti prima. E nei tre giorni successivi durante i quali il tuo cuore di omone forte e grande non voleva smettere di battere, le uniche telefonate da parte dell’assassino furono del suo avvocato per sapere se era imputato di lesioni o omicidio, visto che oltretutto eri sulle strisce pedonali.
Né un bigliettino, né una scusa, né un fiore. Tre giorni dopo era di nuovo nel suo negozio di dvd a scherzare con i clienti.
Chissà che cosa hai pensato quando te ne sei andato. Chissà se hai sentito tutto quello che ti ho detto. Chissà se hai visto Lillo, il tuo adorato Lillo che sentendo il tuo odore, voleva scendere nella fossa insieme alla bara.
Chissà quanto avrai sofferto sentendo l’odio che ho provato per quello che ti ha portato via, fregandosene come se avesse investito una scatola di cartone. Chissà quanto dolore ti ho fatto provare quando accecata dalla disperazione e dalla rabbia ho sperato più volte di raggiungerti presto. Perché io ero “la tua passerotta adorata” e stavamo sempre insieme. So che papà ne ha sempre sofferto, ma per me eri il mio papà elettivo.
Oggi scommetto che sei fiero di me. Ho perdonato. Nel mio cuore ovviamente, perché di quel tizio non ho più avuto notizie, ma l’ho perdonato. Nonostante l’indifferenza e il tentativo di farci contattare da falsi testimoni. In questi quattro anni sono cresciuta tanto, aver sofferto mi ha cambiata. Ti sento sempre vicino a me, so che le tue mani grandi sono lì che mi accarezzano la testa e che mi ascolti, perché ti parlo sempre. Magari potessi presentarti il mio ragazzo…ma so che approvi, perché mi vedi felice.
E oggi compi 83 anni…Buon compleanno nonno mio.
Mi manchi davvero tanto…
La tua nipote adorata Ombretta.
Uno dei tanti tramonti dalla finestra della cucina per augurare a tutti buona domenica sera... e ora scappo altrimenti il mio cavaliere mi picchia col battipanni se faccio ancora più tardi!!

.........Spero di ricevere almeno 1 Kg di MIMOSA....
e a tutte le donne di splinder...queste sono per voi!!!
un augurio anche dalla sosia della mia Chicca(che si sente tanto umana, tanto donna!)

Alla fine sei tornato.
Ancora una volta, l’ennesima volta. Credevo che averti implorato di non ripresentarti più fosse servito a qualcosa, ma niente, tu, imperterrito, ti ripresenti sicuro di te, incurante dei miei sentimenti. Sai di farmi male, eppure ti riproponi spavaldo, come se niente fosse.
Ho sempre cercato di combatterti,ma non è mai servito a nulla. Una volta tornato mi sento impotente. Mi fai soffrire. Mi vergogno perfino a guardare gli altri, mi sembra che capiscano. Combatterò anche questa volta, magari con tecniche diverse, tutte inutili ovviamente, come sempre.
Poi, quando ti sarai stancato di me , sparirai di nuovo. E io ti maledirò, sapendo che prima o poi, beffardo, ricomparirai.
Sei tornato…maledetto brufolo nel naso che mi annunci l’arrivo del ciclo!!!!!!
Questa mattina, dopo un fine settimana meraviglioso, mi sono svegliata con un sorriso a 37482948729038402 denti
... perciò sono di ottimo umore e auguro a voi tutti una splendida settimana!

Un giorno tutti quanti l’animali
sottomessi ar lavoro
decisero d’elegge un Presidente
che je guardasse l’interessi loro.
C’era
er Circolo der Basto e de
fra li Somari residenti a Roma;
eppoi
de li Gatti soriani, de li Cani,
de li Cavalli senza vetturini,
Tutti pijorno parte a l’adunanza.
Un Somarello, che pe’ l’ambizzione
de fasse elegge s’era messo addosso
la pelle d’un leone,
disse: - Bestie elettore, io so’ commosso:
la civiltà, la libertà, er progresso…
ecco er vero programma che ciò io,
ch’è l’istesso der popolo! Per cui
voterete compatti er nome mio. –
Defatti venne eletto proprio lui.
Er Somaro, contento, fece un rajo,
e allora solo er popolo bestione
s’accorse de lo sbajo
d’avè pijato un ciuccio p’un leone!
- Miffarolo! – Imbrojone! – Buvattaro!
- Ho pijato possesso:
- disse allora er Somaro – e nu’ la pianto
Nemmanco se morite d’accidente.
Peggio pe’ voi che me riavete messo!
Silenzio! E rispettate er Presidente!
Trilussa
Ahahahah quant'è vera...SEMPRE!!