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martedì, 07 aprile 2009,ore 19:18

Reti di sale

e coralli

i miei capelli

vivi di vento.

Un mare sfacciato

mi baciò i piedi.

 

E mi feci orizzonte.

ombrellina
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categoria : poesia, vita



domenica, 02 novembre 2008,ore 16:25

BLOG IN AGONIA...

Mi sembra evidente che questa povera wunderkammer sia stata alquanto trascurata ultimamente...

Prima che il mio avatar diventi una presenza marcescente all'interno di splinder, volevo lasciare a tutti coloro che ero solita visitare quasi quotidianamente un saluto affettuoso e un arrivederci a presto (credo).

Ombretta

ombrellina
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categoria : saluti



mercoledì, 01 ottobre 2008,ore 17:24

Nuda venne la sera

con lento passo di polvere


Volsi lo sguardo all'acqua

dove una foglia moriva

e sciolsi la veste

il corpo

in un letto liquido

di muschio nero.


La notte avvolse nella cenere

il mio dolore antico
.

xxxx
ombrellina
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categoria : poesia, dolore



martedì, 02 settembre 2008,ore 13:40

Mi sono innamorata del Salento, dei suoi colori, dei sapori, della percezione immediata di un rapporto più autentico con la terra, una terra rossa come il sangue.  

Un posto in cui la frutta profuma ancora da lontano e la verdura è saporita anche senza sale. Una terra che ti fa stringere gli occhi perchè il sole brucia e rende accecanti i muri bianchi delle case basse sul mare.

Frutta e fiori pietrificati nella loro abbondanza sulle facciate delle chiese e dei palazzi barocchi, imponenti e morbidi allo stesso tempo, modellati dal vento che accarezza la pietra leccese, che sembra malleabile come il miele, del quale pian piano prende il colore, specialmente al tramonto.

E poi il mare, una distesa liquida di smeraldi e lapislazzuli fusi, che si offre dolce con la sabbia dorata oppure quasi ostile con duri scogli neri.

Una terra in cui appaiono ancora forti il senso del sacro e un attaccamento alle tradizioni dei quali ho percepito la mancanza pensando a questa grande città, che pure amo infinitamente, ma che sento sempre più senza identità.

Tornerò in Salento, per ritrovare parte delle mie radici familiari, parte del mio lato selvaggio.

 

ombrellina
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categoria : riflessioni, vita, diario, foto, pezzettini di me



giovedì, 28 agosto 2008,ore 02:12

...Improvvisamente il baldo Principe Azzurro, armato di profumato moscato e calici di cristallo, sfidò la sorte e, con la voce rotta dall'emozione, chiese umilmente la mia preziosa mano e la benedizione ai miei augusti genitori...

...e così vivremo felici e contenti!!!

ombrellina
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categoria : amore, vita, diario, pezzettini di me



giovedì, 24 luglio 2008,ore 15:34

"O che bel castello Marcondirondirondello o che bel castello Marcondirondirondè..."

Nei commenti del precedente post autocelebrativo (ogni tanto ci vuole,su!) ho scritto di essere andata a Gradara e ho  promesso di postare qualche fotografia del bellissimo castello (tra l'altro  è quello di Paolo e Francesca!) che ogni anno si rianima e ripopola di gente in abiti medioevali in occasione della celebrazione dell'assedio che gli Sforza fecero ai poveri Malatesta 600 anni fa.

La rocca di Gradara tra dolcissime colline e il mare, con lo splendido borgo che la circonda è già durante l'anno un posto da visitare. Figuratevi che cosa può essere di notte con gente vestita di tutto punto come sei secoli fa, cavalli, cannoni che sparano con vera polvere da sparo, armi vere, un accampamento ricostruito di tutto punto... 

Dopo grida, spari, morti ammazzati e cannonate che rimbombavano nello stomaco...il povero castello è andato a fuoco e fiamme...

Io ormai ero già impazzita ed emozionatissima quando a tempo di musica è iniziato uno spettacolo di fuochi d'artificio meravigliosi, enormi, sempre dal castello...per quasi 40 minuti!!

Non posto le foto, perchè non rendono, ma, ormai trasformata in promotrice turistica gradarina, vi consiglio di andarci il prossimo anno perchè ne vale proprio la pena!!

(in caso potete dare una sbirciatina qui http://www.gradara.org/)

Beh, ora è arrivato il momento di augurarvi buone vacanze, dopodomani parto per due settimane con Simone  per il Salento...ho compilato una lista di cose da portare lunga 8 metri, spero che la nostra povera macchina non collassi per il peso dei bagagli strada facendo!!

Tanti baci a tutti voi e buone nuotate a me!

Ombretta

 

ombrellina
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categoria : vita, diario, foto, saluti, pezzettini di me



lunedì, 14 luglio 2008,ore 13:38

..................110 e lode!!!!!!!!


ombrellina
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venerdì, 04 luglio 2008,ore 12:12

...Mi sa che non voglio più bene al mio blog.
ombrellina
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mercoledì, 18 giugno 2008,ore 13:48

Tutti siete bravissimi a mettere foto, video, file audio e quant'altro sui vostri blog, io invece ho partorito ben due anni fa questa povera creatura, ma al di là del modificarle leggermente il template (grande conquista che ancora mi inumidisce gli occhi) non sono stata capace di imparare granchè. Sono la vergogna del mio fidanzato ingegnere elettronico, ma da brava umanista arretrata, quasi me ne vanto.

Però un pò di pratica va fatta e per festeggiare il secondo compleanno della wunderkammer che ricorre proprio in questi giorni, ho OSATO avventurarmi su slide. com e ho inserito qualche foto che ho scattato. Sono cose o posti che ho visto più o meno durante questo periodo blogghifero.

Spero vi piacciano (sempre che riusciate a vederle, mica è detto che il mio tentativo vada a buon fine!!!)

 

Aggiorno il post perchè all'ultimo secondo mi sono ricordata (merito di Briciolanellatte a dire la verità!!) che oggi era il mio turno su Caffè Letterario, quindi, ormai essendo una maga dell'autoriciclo, ho inserito un altro vecchio racconto, mi dispiace per chi l'ha già letto, ma in questo periodo sono una vera SOLA, lo ammetto

Potete leggerlo QUI

 

ombrellina
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categoria : ricordi, vita, foto, saluti



lunedì, 05 maggio 2008,ore 02:19

Aggiorno rimandandovi a Caffè Letterario dove ho postato una vecchia delirantissima favoletta, giusto per non sembrare proprio morta...

C'era una volta, in un regno lontano, una terribile principessa megalomane. Il suo passatempo preferito era scaraventare oggetti addosso agli sfortunati membri della corte ed in particolare, amava seviziare la dama di compagnia leggendole storie scritte di suo pugno.

continua QUI

Intanto ringrazio tutti quanti ancora per gli auguri che avete lasciato, tra festeggiamenti vari, ponte e weekend ho trascurato splinder (e a dire la verità non me ne rammarico...senza offesa eh!)

Ecco qui i vecchietti un pò photoshoppati per mantenere una certa dose di mistero e confondere i lineamenti (ahahah ma quale mistero...si vede che le mie conoscenze grafiche sono pari a sottozero?)  Le due torte erano buonissime, ma le candeline sono state messe dalla sorella rigorosamente a caso (non abbiamo compiuto 15 anni a testa come sembrerebbe)

Ho intitolato questo post Pausa perchè ho deciso di andare in vacanza dal blog...mi prendo una pausa, non voglio proprio guardare internet se non per lo stretto necessario.

 Adesso lo so che vi state strappando tutti i capelli, che emettete suoni inarticolati di disperazione correndo per la vostra stanza o nell'ufficio, che state intasando le linee telefoniche del mago Othelma per imparare un rito propiziatorio per farmi cambiare idea o farvi anticipare quando e se tornerò, ma non vi preoccupate, non vi abbandono e se lo faccio ora, il mio spirito continuerà ad aleggiare sui vostri blog, anche senza i miei preziosissimi, fondamentali, insostituibili commenti

Per ora vi saluto e vi lascio questi bellissimi fiori della campagna viterbese nei quali sono stata immersa il primo maggio ( e infatti ancora mi sto soffiando il naso)

 

Tanti baci a tutti e arrivederci a presto!!

Ombretta

 

 

 

ombrellina
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martedì, 29 aprile 2008,ore 01:47

E' arrivato il quarto di secolo anche per me... fortuna che sono bionda e i capelli bianchi non si vedono.

Quelli del mio amore invece un pò si...domani (il 30) sono 30 per lui!

Mi sono fidanzata con un ladro di compleanni : ero la regina indiscussa di fine aprile e ora mi tocca dividere lo scettro di festeggiata con lui...ma la cosa più grave è dover dividere la torta!! ahahahah

Beh in realtà... ad essere proprio sincera...è bellissimo, mi sembra una ricorrenza tutta nostra, una specie di natale alternativo, festeggiare in due gli anni è veramente speciale...

Quindi faccio gli auguri a me e all'ador-ato/abile Simone e mi raccomando...inviateci  vagoni di crema antirughe!!!

(per l'indirizzo postale contattatemi in pvt)

 

ombrellina
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domenica, 27 aprile 2008,ore 12:00

C’era una volta,

quando ero piccina, un mondo in cui le mamme e i papà discutevano preoccupati che con i loro raggi fotonici Mazinga e Goldrake fossero gli eroi dei loro bambini

e Barbie, platinata, strafiga, viziata e amante del lusso, fosse il modello altamente diseducativo delle femminucce.

Poi arrivò  un gruppo di giovani problematici e tanto tanto lontani da noi che fecero impazzire un po’ tutti e anche se alla fine trionfavano sempre i buoni sentimenti, le mamme e i papà non erano proprio entusiasti del successo di questi ragazzacci.

 Nello stesso periodo i poveri genitori dovevano combattere anche contro fanciulle sgambettanti le cui facce erano perfino sui diari e sui quadernoni di scuola, ma facevano inorridire sia loro che i critici.

Qualche anno dopo fu la volta di altre sgambettanti, volgarotte e pepate ragazze che si insinuarono nel cuore dei figli che le elessero a momentanee eroine.

 

Sempre peggio!! Ma non sapevano che cosa li aspettava… le mamme e i papà si trovarono a combattere di fronte a tanti miti ed eroi che si avvicendavano attaccati con le puntine sui muri delle stanze…alcuni erano abbastanza innocui, forse solo oggetto di condannabili tempeste ormonali sul versante femminile

 ma ci furono addirittura quelli che videro la stanza dei figli infestata da presenze angeliche come questa

Che in realtà nascondeva sotto sotto questa faccia (scoop degli ultimi giorni)

Ma cosa direbbero quelle mamme e papà ai genitori di oggi se sapessero che (notizia di ieri) l’eroina dei giovani che viene presa a modello secondo gli ultimi sondaggi è LEI??

P.s. Ma che genere di eroina intendono??

 

 

ombrellina
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lunedì, 21 aprile 2008,ore 00:36

Questo è il racconto che una trentina di cervelli in connessione (ma a giudicare dal risultato forse la connessione era a tratti molto debole!) hanno creato. Ho scritto io le ultime cinque righe per trovare finalmente una conclusione, non se ne usciva più!!

 

Ci sono i pezzetti aggiunti da  Angelamon, Andrina, Azzurra23, Baloth, BaroneRosso, Dotting, Elentari77, Elfoagile, Evenevil, GiardinidiMaya, Goodnightmoon, Ilcuginojohn, Iohannes, Ladysackville, Luna70, Maestrobuitre, Maxweb, Necrodaimon, Stufa, Themoonisdown, Trans, Woodstock74 e diversi anonimi!

(Mi scuso con chi non ho inserito, ma se l'ho fatto è perchè, essendo già abbastanza delirante il testo, non sapevo proprio come infilare le frasette in questione.)

********************************************

Quando Giovanni entrò nella stanza si accorse che tutti lo stavano guardando con aria interrogativa chiedendosi dove fosse finito. Si erano riuniti tutti, nonostante il buio che vi regnava. Non c'era niente di anormale, era tutto a posto.

"Potrebbe essere..."

Ma fu un pensiero fugace. Intorno, ora, il silenzio.

"Ehm, ero andato al bagno.. cazzo c'avete da guarda'?! Sia chiaro: non ho spicci.." disse con un sorriso forzato cercando di capire il perchè di quegli occhi puntati addosso.

La verità era che il suo sguardo non era più quello di un tempo.

No, era cambiato e tutti se ne erano accorti. Neanche la sua vita era quella di un tempo, ma questo ancora lo teneva per sè. Come dirlo agli altri? Eppure sospettavano, era chiaro.

Poi si vide riflesso nello specchio e capì: era in mutande! In mutande in mezzo al salone e... non aveva la minima idea del perchè.

La cosa che gli faceva più male era l'aria inquisitoria con cui lo guardavano. Quegli occhi, verdi, marroni, neri o blu avevano una cosa in comune, la peggiore, quella che lui proprio non poteva sopportare.

Quegli occhi lo stavano giudicando.

Guardò meglio la sua immagine riflessa nello specchio, si sentì sconvolto senza un'apparente ragione. Fu allora che vide una pozza di sangue dolciastro vicino alla finestra... uno sciame di mosche vi ronzava sopra...

"Ho le allucinazioni?" si chiese sudato, mentre risate indistinte gli infestavano le orecchie.

Una di quelle, in particolare, si levò dal coro scomposto, distinguendosi. Allorché Giovanni prese a correre. Correva, scappava, senza capirne il perchè. La testa pareva gli scoppiasse dalla confusione. Mentre correva il vento gli scompigliva i capelli, la vista ed i pensieri. Tutto era nebbia davanti a sè...

"Suo figlio ha una leggera forma di schizofrenia" aveva detto il medico a suo padre, “curabile solo con estremo riposo . Una vacanza in qualche posto esotico potrebbe rimediare alla patologia di Giovanni " aveva concluso.

"Un posto esotico, dove mandarlo?"

Già, dove poter far si che in quella mente ritornasse la luce...

Giovanni aveva ascoltato quella conversazione per sbaglio, alzando la cornetta del telefono.

Era dunque pazzo?

No, non era pazzo. Soffriva di amnesie, dovute a uno shock subito quando era ancora un bambino.

Si, era impossibile. Aveva sbagliato il dottore. Era solo colpa di quel lontano, maledetto giorno.

Lo ricordava perfettamente, era una felicità fa, una vita fa, un anno fa. Un riverbero maledetto che cercava di cancellare ma che riaffiorava violento immantinente annebbiando il presente.

Il tempo sembrava trascorso senza riuscire a mettere una distanza tra oggi e allora, come avesse lancette paralizzate dall'algido sbuffo di un mostro glaciale.

Bah!tutti quei baroni del tempio sacro a Ippocrate, che pontificano sullo stato mentale altrui,credono di capire tutte le sfumature di genere che esistono nel gran calderone che è la diversità...

 

Uno dei presenti, a quel punto, si alzò e disse "Sono Maurizio. E voglio raccontarvi la mia storia". Giovanni lo guardò, rendendosi conto di non essersi mai alzato da quella sedia...

Si guardò intorno. Perso, quasi impaurito. Ci mise un po' a capire dove si trovasse e cosa fosse successo...era caduto in un sonno profondissimo, perdendosi completamente l'ultimo intervento.

"Giovanni..."sentì la voce del terapista di gruppo "che fai, dormi?Ascoltiamo l'esperienza di Maurizio".

Era successo di nuovo, ancora una volta quel dono, a cui nessuno credeva...

"In realtà," Maurizio guardò Giovanni, "in questo momento stai dormendo, non sei sveglio , incredibile vero ?"

Giovanni proruppe in una risata divertita, limpida e spontanea.

"Scusami Maurizio..."

Ma la risata gli morì sul volto. Si voltò e la vide.

Lei era altera, splendida e glaciale, irragiungibile come una visione.

Lei era il sogno palpabile di sempre, lei era l'intoccabile.

 

Era la mamma, col suo bel grembiule a fiori!

"Dai, è pronta la merenda!"

"...Mammina non mi picchiare, ho di nuovo rotto gli occhiali..."

 

Sì sentì come quando era bambino.

Quella donna gli aveva rovinato la vita, e lui per anni aveva provato a ricostruirla, senza riuscirci. Per sfuggirle aveva imparato a rifugiarsi nei sogni, ma troppo spesso ne era rimasto intrappolato. Fluttuava leggero in bolle incantate, dimenticando la realtà.

Lasciò che quelle riflessioni abbandonassero la sua mente,uscì. "Devo telefonare a quella mia vecchia amica"pensò "chissà se vive ancora con lui..."

Ma lei era lì, appoggiata alla porta e gli scavava dentro con lo sguardo. Si fermò e impallidì: non la vedeva da quando era fuggita con quell'uomo, dopo averlo scaricato come un rifiuto...

"Dove vai Giovanni" gli si rivolse scandendo le parole lentamente. "Sei...sei reale?"balbettò lui. "Si, sono reale, sono venuta a chiederti se puoi perdonarmi per il male che ti ho donato, oltre a quello, ricorda, ti donai la vita...Non so se riuscirò a dimenticare i tuoi occhi gelidi"

Improvvisamente lo spinse via e urlò.

"Tu mi respingi? Mi cerchi e poi non mi vuoi?Si,mi hai donato la vita ma io ti odio" urlò lui di rimando, disperato.

Una lacrima rigò il volto di sua madre, che si accasciò al suolo in ginocchio.

"Io dovevo essere Miss Universo, capisci?"singhiozzò "ma aspettavo te e mi hanno esclusa..."

Sua madre era sempre la stessa. La sua bellezza era l'isola in cui aveva isolato la sua vita. Un'oasi costellata di specchi che riflettevano esclusivamente la sua immagine.

Ma ora lo specchio si era rotto... Lei non era più l'intoccabile, Lei era li .

Ora si presentava come una madre pronta ad accoglierlo ancora nonostante avesse infranto i suoi sogni?

Il volto di Giovanni si trasformò in una maschera d’odio. Si scagliò su di lei come un ariete infuriato. La donna barcollò all'indietro centrando in pieno, con la nuca, lo spigolo del davanzale. Una lacrima purpurea rigò lo splendido e inanimato viso...

"Mamma...mamma" iniziò a ripetere Giovanni mentre una macchia scura allagava il pavimento. Lei era immobile.

Non lo guardava più adesso.

 

“Svegliati, Giovanni svegliati” il dottore lo toccò. “L’ipnosi è finita.”

“Cosa ho detto?” disse lui sudato e smarrito, sbattendo le palpebre.

 “Molte cose, Giovanni… hai rivissuto molte cose…"

Il ragazzo si alzò dal lettino di pelle bianca, strinse la mano al dottore e uscì. Due uomini lo riportarono in carcere. 

ombrellina
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mercoledì, 16 aprile 2008,ore 12:43

Facciamo un esperimento per qualche giorno. Voglio vedere che esce fuori

 Spremetevi un pò le meningi, liberate la fantasia e tutto il resto che avete da liberare, passate e scrivete qui quando volete e quante volte volete, a patto che non lo facciate due volte di seguito.

Potete scrivere una frase o un pezzo di frase da attaccare a quella precedente di minimo 5 parole e massimo 15...

Allora inizio io, poi vi mollo la gestione del post

"Quando Giovanni entrò nella stanza si accorse che"

Aggiungo, per maggiore chiarezza : dovete leggere fra i commenti l'ultima frase scritta dal blogger prima di voi e attaccarvi a quella. Quella mia è solo la partenza. Per facilitare la cosa le unirò di tanto in tanto.

MI RACCOMANDO NON SCRIVETE FRASI TROPPO LUNGHE!!

 

ombrellina
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domenica, 13 aprile 2008,ore 11:27

Questa mattina mi sono svegliata con mal di gola fortissimo, raffreddore, testa dolorante, ossa talmente rotte da farmi desiderare un giretto sulla ruota delle torture per stirarle e febbre alta.

Calcolando che dovrei attraversare tutta Roma in queste pietose condizioni per recarmi al mio vero (falso) domicilio, non posso proprio andare a votare.

Mi rammarico di non poter scrivere gli insulti che m'ero preparata. Anche se forse, una volta entrata nella cabina, sarei stata presa dai rimorsi di cittadina ligia e a qualcuno la crocetta l'avrei data ( ho detto FORSE eh).

Ma la mia opinione è che se entrambi i cognomi dei due leader fondamentali finiscono in ONI un motivo ci sarà...

Aggiorno con una riflessione scaturita dal bombardamento tv:

ma gli EXIT POLL sono i polli all'uscita dalle urne???

 

ombrellina
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martedì, 08 aprile 2008,ore 10:57

Il mento sulla mano

 

E un anello di fumo al collo

 

Gli occhi fissi sul fondo

 

Tra le acque di un libro

 

in cui scivola un tramonto sbiadito

 

 

Ho lasciato il gelato nel bicchiere

 

Per vederlo sciogliere

 

E ho legato i capelli

 

Con un nastro largo

 

Di giorni stanchi

 

 

 

Un’altra sera sola.

 

ombrellina
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giovedì, 03 aprile 2008,ore 20:50

Ecco il mio secondo racconto su Caffè Letterario:

Una mattina come tante altre, i coniugi Civitelli condividevano a metà il momento del risveglio.

“Tesoro, cos’è questa puzza? Non abbiamo buttato l’immondizia ieri sera?” disse Carlo  annodandosi la cravatta mentre dava le spalle all’ ammasso di coperte che doveva essere la moglie.

Per continuare a leggere andate qui

Per commentareo qui o lì, come ve pare insomma  forse meglio lì? MMM

ombrellina
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mercoledì, 02 aprile 2008,ore 11:14

"La felicità è un ponte dove due cuori che prima si ignoravano si scambiano l'anima"

Questa è una delle tante bellissime frasi che ha scritto monsignor Ma rio Canciani, il mio sacerdote preferito,  che mi ha fatto fare la prima comunione e poi la cresima, scomparso purtroppo qualche mese fa. Era amico di famiglia e molto noto a Roma perchè a San Giovanni dei Fiorentini faceva entrare a messa tutti gli animali e li benediva. Erano  messe speciali, sia per le parole bellissime che sapeva pronunciare, sia perchè erano piene di cagnolini e gatti e la cosa straordinaria era che stavano tutti in silenzio, buonissimi.

Dato che ultimamente (anche personalmente) mi è capitato spesso di parlare di matrimonio e non faccio che vedere coppie che si sgretolano in un soffio, sfogliando uno dei suoi libri, ho deciso di riportare questo brano che credo possa essere uno spunto di riflessione per tutti, credenti e non.

Un matrimonio vero.

L'amore coniugale è una sfida, un'attitudine, un orientamento costante, un atto di volontà. E' la decisione di unire la propria vita a quella di un'altra persona che si sceglie nell'essenza del suo essere.

Sono i giovanissimi spesso ad essere più innamorati dell'amore che non della persona.

Quando due persone, che sono estranee, lasciano improvvisamente cadere la parete che le divide, sentendosi vicine, unite, raggiungono una delle emozioni più eccitanti della vita. E' l'eterno miracolo che si ripete. "Anche se un uomo avesse tutte le ricchezze e non l'amore, al paragone le disprezzerebbe con un nulla" (Cantico dei cantici).

Un matrimonio vero non è un'infatuazione o una fuga dalla solitudine; tanto meno è un matrimonio d'interesse. Di quanti nostri amici e amiche, siamo venuti a sapere, con una amara sorpresa, del naufragio del loro matrimonio, nato pur in mezzo a tante speranze.

Possiamo analizzare le ragioni che portano alla fine di un amore? A volte le motivazioni sono estrinseche, come nel caso di quei due sindacalisti che si erano sposati al Comune, ma che si volevano separare perchè non riuscivano a risolvere il problema della politicizzazione dei loro sindacati. Un amico li aveva consigliati di venire da me. Ed io li convinsi che i motivi estrinsechi non possono far morire un unione.

A volte le motivazioni sono intrinseche all'unione : si sono sposati senza conoscersi sufficientemente. Man mano, l'antagonismo, gli screzi, la continua sopportazione ed altro, hanno messo in evidenza la mancanza assoluta di una qualsiasi complementarietà. Era perciò la natura stessa a non unirli. In questo caso, la separazione non è solo un diritto, ma anche un dovere. Dio unisce con la natura e non semplicemente con i segni di croce e la carta bollata: se la natura non unisce, Dio non unisce.

Un vero matrimonio si ha quando è la natura ad unire. Ciò è quanto di razionale è dietro al concetto di indissolubilità del matrimonio, ingiustamente deprezzato ai nostri giorni. Si fa dell'amore una reazione emotiva, esclusivamente spontanea e passionale, e si trascura il fattore fondamentale che è quello di volere. Amare non è solo un forte sentimento: è una scelta, una promessa, un impegno.

L'amore ridotto a pura sensazione non ha alcun presupposto di durata.

Che ne pensate voi, sposati e non?

ombrellina
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categoria : amore, riflessioni, vita



sabato, 29 marzo 2008,ore 09:56

E' danza di fiori

tremanti nel vento

che sfiora noi

nudi

tra giunchi di sogni intrecciati

e frutti sugosi di vita.

Solo sulle dita

polvere di farfalla

di questo nostro viaggio insieme.

ombrellina
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mercoledì, 26 marzo 2008,ore 14:29

Cari lettori,

(wow, ma veramente ho qualcuno che mi legge??!)

premetto che non so che piega prenderà questo post. In sostanza non so cosa scrivere. Ho la testa talmente piena di frasi, immagini,sapori, suoni e idee che mi ritrovo ad essere la sorellina immobile dell'asino di Buridano. La differenza però è che non ho solo due alternative davanti, ma molte di più, quindi nell'incertezza e nell'essere vittima del tempo tiranno, sto ferma e non scrivo.

E mica si può sempre scrivere! E su! C'è anche altro nella vita! No??

Mah, insomma, mica è tanto vero. Se nasci con la mannaia in testa del pallino della scrittura tutto il resto in fondo in fondo finisce in un modo o nell'altro ad essere  in "funzione di". Quante volte mi sono sorpresa a frugare nei cassonetti della mia spazzatura interiore per ripescare spunti e sensazioni da scrivere? Uh! Un'infinità di volte. E quante persone che hanno avuto la sventura (ovviamente i soggetti interessati non sono autorizzati a confermare la mia autoironia) di imbattersi in me sono finite o finiranno inchiodate a un foglio di carta? Se devi scrivere tutto va bene, "nun se butta gnente". A volte mi sento un pò una ladra. L'Arsenia Lupin delle vite altrui.

E vabbè.

 Direi che la mia riflessione quotidiana è terminata. Passiamo ad altro.

 Avevo una tag "diario" una volta. Questo blog non ha mai avuto un filo conduttore se non quello dell'essere una specie di deposito delle mie scorie mentali. Invidio molto chi riesce a mantenere una coerenza blogghistica. Però, più per egoismo personale (dato che alla fine sono io quella che sfoglia di anno in anno il blog per vedere cosa ho combinato) che per supposto vostro interesse, annoto qualche dettaglio della mia Pasqua.

Nonostante il tempaccio, la grandinata e le raffiche di vento, almeno "dentro" è stata una bella pasqua. In realtà anche fuori, per la compagnia. E' stata anche dolorosa. Sabato notte infatti, durante la veglia e  la messa, mi è colata tutta la cera bollente della candelina sulle dita.

Scherzi a parte, quest'anno sono inorridita per i prezzi esorbitanti delle uova pasquali e ho deciso che il prossimo anno comprerò lo stampo e lo farò da sola. Per ora ho iniziato questo percorso di bricolage alimentare con la colomba, rubata a quella con la vocetta da topo della Prova del Cuoco. E' venuta buonissima e con grande soddisfazione è scomparsa nelle fauci dei convitati.

L'altra novità è stata la decorazione delle uova. Quelle bianche! A me le uova color carne non piacciono proprio. Stavolta mamma è tornata a casa con 30 uova candide come la neve, quindi come non sbizzarrirsi con i colori alimentari?? Sabato pomeriggio mi sono armata di pennelli con mia sorella e abbiamo dato sfogo alla creatività. Molto apprezzate le mie uova optical anni '70.

Il tocco finale però, è stata la personalizzazione delle ultime quattro uova con le facce dei destinatari, Valentina, Simone, Alessandro ed io. Allego foto esplicativa

 

Ieri sera invece, Simone ed io, dopo una bellissima giornata da trottolini amorosi dududadada (che c'è di più bello nella vita??), siamo andati al cinema a vedere il nuovo film di Verdone, avendo voglia di continuare a tenere le sinapsi del cervello su off. E' nel complesso un film piacevole, il primo episodio non mi è piaciuto granchè, mi sembrava un pò forzato anche nella recitazione, il secondo è già più carino e con accenni di satira sociale, il terzo invece mi ha fatto veramente ridere, pur nella sua amarezza. Pensando a Moreno Vecchiarutti e Enza Sessa mi sono tornati in mente due personaggi che già all'epoca mi sembrarono veramente "verdoniani" e dei quali avevo narrato le gesta oltre un anno fa. Dato che la maggior parte di chi passa qui adesso non è la stessa di allora, mi scuso con chi lo lesse ma ripropongo il post per farvi fare due risate. Vi garantisco che non ho inventato nulla, è la cronaca di un incontro.

 

Rampa molto scoscesa e sconnessa, di quelle che se non cammini rasente il muro e non indossi scarponi da escursionista esperto rischi di entrare trionfalmente dalla porta principale sottoforma di valanga umana : ecco il meraviglioso accesso ad un magazzino di periferia, uno di quelli che vende tutto a poco prezzo, dallo scopettino del bagno alla borsetta in ecopelle per giovani donzelle trendissime.  Mi aggiro furtiva tra gli scaffali-muraglia cinese (perché la provenienza è quella) dei casalinghi, quando improvvisamente il mio sguardo si dilata verso interminati spazi al di là da quella… è il reparto abbigliamento, oltre il quale si affaccia un’oasi di radiosa serenità : la vasta distesa di scarpe. In questo locus amoenus appare come Erminia fra i commessi, una giovane donna straniera, estasiata di fronte a stivaloni di cartonpelle con tacco assassino. Abbastanza alta, piuttosto magra, viso semplice e poco truccato, indossa un lungo impermeabile beige abbottonato fino al collo e stretto in vita da una cinta e delle decolletè rosse. Poco più in là, vicino a degli improbabili camerini arrangiati con delle tendine in simil tovaglietta da picnic fuoriporta, un uomo sulla cinquantina con i capelli impomatati (anche se è anacronistico parlare di pomata per capelli, rende di più l’idea, dato che il gel doveva averlo spalmato direttamente con la cazzuola) parla al cellulare, sfoggiando un eloquio da membro senior dell’Accademia della Crusca. Tra un vaff e l’altro lancia sguardi tra il bramoso e il tenero alla signorina in impermeabile. Io, che non riesco a farmi mai i cavoletti miei, abbandonando mamma al suo destino nel reparto detersivi, inizio con nonchalance ad osservare i due soggetti, dei quali lui mi attira in modo particolare. Non riesco soprattutto a distogliere lo sguardo dalla collana d’oro al collo e dall’anello che spunta fra i pelazzi della mano. La quale mano poco dopo finisce su un fianco della ragazza, gesto accompagnato da uno “Scegli tutto quello che vuoi…” pronunciato con un tono e uno sguardo che Richard Gere in Pretty Woman nemmeno dopo anni di studi di fronte allo specchio sarebbe riuscito a ripetere.

Purtroppo quando i due si spostano nella selva selvaggia di vestiti appesi, sono costretta a raggiungere mamma dall’altra parte del magazzino, perdendoli di vista.

Fortunatamente la nostra gita fra i casalinghi si prolunga parecchio, tanto che con mia grande sorpresa ritrovo la coppia alle casse. Ed ora la scena clou.

I due sono alla cassa ma non hanno niente in mano. Mi cade lo sguardo sulle scarpe rosse di lei, che ora però spuntano da pantaloni gessati. La cassiera, distratta, chiede: “Mi dia, prego.”

Il tizio sfodera un sorriso da marpione tra l’ammiccante e il confidenziale. Le consegna soltanto dei cartellini. “La signorina ha tutto addosso…”. La cassiera ha un momento di smarrimento. La ragazza guarda il soffitto come se stesse da un’altra parte. Richard paga spiattellando le banconote sul  bancone (le casse sono come quelle del supermercato). “ La prossima volta prendiamo le scarpe, eh?”. Lei annuisce silenziosa. E se ne vanno a braccetto senza niente in mano.

Evidentemente all’inizio sotto l’impermeabile la Roberts dei poveri era nuda!!!

 

………….Al trash non c’è mai fine

Beh, adesso mi sembra proprio il caso di salutare... alla fine non sapevo cosa scrivere e ho scritto troppo! Baci a tutti!

Ombretta

ombrellina
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